Perde l’orientamento nel bosco, soccorso dai Vigili del fuoco

Ieri mattina, intorno alle 10:00, il Comando dei Vigili del Fuoco di Campobasso ha ricevuto una segnalazione per il soccorso di una persona che risultava dispersa.
Un cercatore di funghi si era incamminato nei boschi di monte Vairano e, percorrendo sentieri diversi, si era separato dal compagno. Quest’ultimo ha allertato i soccorsi dopo aver ricevuto una richiesta di aiuto dall’uomo che lamentava difficoltà di orientamento e segni di spossatezza.
Tempestivo l’intervento del personale del 115 con le unità cinofile e la squadra di prima partenza che, una volta intraprese le ricerche dal punto di ultimo avvistamento dei due, sono riusciti ad individuare l’uomo in brevissimo tempo. In buon condizioni fisiche, è stato accompagnato al veicolo dove si è ricongiunto con il compagno.
Utile in questi casi è l’attivazione della procedura di geolocalizzazione tramite il portale GEOLOCVVF a disposizione del corpo nazionale Vigili del Fuoco per l’individuazione di dispersi in possesso di dispositivo mobile ed in grado di fornire un minimo aiuto ai soccorritori.

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Sanità da ristrutturare, Unimol risponde presente: ci siamo

L’urgenza di reclutare medici per gli ospedali pubblici, che è stata tamponata per il momento con la soluzione dell’intesa con Cuba ma per la quale in prospettiva – ha auspicato il governatore Francesco Roberti qualche settimana fa – serve una soluzione più organica e strutturale che sarà definita con l’Università del Molise. La necessità di ristrutturare la sanità molisana dandole un impianto più sostenibile economicamente ed efficace nella risposta al bisogno di cure dei molisani, che per l’ex presidente Michele Iorio passa per un policlinico o un’azienda ospedaliero universitaria. L’ateneo di via de Sanctis è stato molto evocato nell’estate difficile della sanità pubblica molisana. Impossibile non chiedere quindi al rettore Giuseppe Vanoli un cenno, un punto di vista, un feedback alla prima occasione utile, la conferenza stampa a margine della prima lezione del semestre filtro di Medicina.

Il primo spunto è offerto dalla cronaca di queste ore: una difficoltà abbastanza “consolidata”, in base a quanto traspare, del Responsible a cui pure Unimol è legata da un protocollo di collaborazione per la ricerca e l’assistenza. «Non possiamo che augurarci che questa difficoltà sia meno grande di quella che si annuncia, non solo perché abbiamo un protocollo con Responsible ma anche perché tutti conosciamo le prestazioni erogate da Responsible per i molisani – la risposta del professore Vanoli sul punto – E, anche questo l’ho già detto, prima c’era un’università, la Cattolica, che erogava un determinato servizio. L’Università degli studi del Molise oggi è l’unica università sul territorio e credo che le vada riconosciuto questo ruolo. Certamente a servizio delle istituzioni. Intendo Regione, quindi la politica, i commissari: noi siamo pronti a discutere, a fare parte di un meccanismo che deve aiutare i molisani. Poi, ripeto, la speranza è che Responsible sia in condizioni meno gravi di quello che le cronache quotidiane raccontano».

Nelle sue fin qui poche dichiarazioni sulla sanità regionale, cui Unimol dà già un supporto cruciale attraverso un protocollo per l’integrazione, il nuovo rettore – ordinario di Fisica a Ingegneria medica ma ingegnere e non medico – ha avuto modo di ribadire la sua linea di pensiero, quella di fondo rispetto all’assistenza: «Continuo a pensare, l’ho già detto in altre occasioni, che il centro debba essere sempre la salute dei molisani», ha ribadito ieri. «L’università è cresciuta nel tempo, io credo che oggi ci siano le basi, le fondamenta e l’organizzazione per dare un importante contributo. È vero, siamo stati “citati” – ha risposto alla domanda sul fatto che, per dirla con un po’ di leggerezza, intorno a Ferragosto spesso gli saranno “fischiate le orecchie” –, ne siamo contenti, bisogna vedere poi cosa succederà».

Alcuni punti fermi, però, già ci sono. «Il presidente Roberti ha messo in evidenza una cosa in cui noi crediamo fermamente: il ruolo degli specializzandi e dei giovani medici. La crescita dell’Università oggi deve essere testimoniata con un incremento ulteriore della capacità di attrarre giovani medici e specializzandi che rappresentano realmente il futuro».

A ottobre dovrà essere rinnovato il protocollo d’intesa con la Regione che viene poi attuato dall’Asrem. «Stiamo preparando una bozza, ne discuteremo con i commissari, con il presidente della Regione e con tutte le figure coinvolte, compreso il dg Asrem perché il protocollo di integrazione è un esempio virtuoso dal punto di vista teorico, poi va tradotto nella pratica quindi tutti gli attori devono contribuire a far sì che l’integrazione sia reale».

rita iacobucci

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Chiude Casearia, l’80% dei visitatori è di fuori regione

Migliaia di visitatori, per l’80% giunti da fuori regione, hanno affollato gli stand e gli spazi espositivi di Casearia – Fiera Nazionale dei Formaggi Italiani, la cui 3° edizione si è svolta dal 29 al 31 agosto 2025 ad Agnone, la cittadina alto molisana, Città del Formaggio 2025 Onaf (Organizzazione nazionale assaggiatori di formaggio) divenuta capitale indiscussa dell’eccellenza casearia del Centro-Sud Italia. Una sfida vinta quella degli organizzatori della manifestazione, che con Casearia vogliono rendere onore alle migliori produzioni di formaggi d’Italia con un evento che possa valorizzare il Centro-Sud italiano, essendo finora le fiere del settore tutte concentrate nel Nord. Oltre il 20% dei visitatori in più rispetto all’edizione del 2024 hanno partecipato alla manifestazione, che ha ospitato più di 70 produttori di 15 regioni italiane, che hanno messo in mostra e fatto degustare circa 200 formaggi nell’area espositiva del nuovo Palasport di Agnone, tra 800 metri quadri coperti a 400 metri quadri all’esterno. Una fiera che ha visto all’opera 31 persone dello staff e una grande progettazione da parte di EM Live, partner logistico della fiera, dell’associazione Casearia che rende possibile l’evento, e il supporto del Comune di Agnone, dell’assessorato all’agricoltura della Regione Molise, della Camera di Commercio del Molise e di tutti i partners. «I numeri testimoniano la crescita costante di una manifestazione che si sta imponendo come punto di riferimento nazionale – ha sottolineato Giuseppe Di Pietro, presidente dell’associazione Casearia -. Tre gli aspetti molto positivi: abbiamo fatto bene a trasferire l’evento nell’area del palazzetto, perché garantisce una sistemazione più funzionale e professionale; circa l’80% dei visitatori sono giunti da fuori regione, e questo significa che c’è attenzione e che Casearia diventa motivo anche di turismo; dai questionari abbiamo registrato la grande soddisfazione degli espositori, che hanno preso contatti con buyer di diverso tipo. Adesso comincia la fase di analisi, per progettare per il prossimo anno. Ringraziamo, in particolare, il Comune di Agnone, la Camera di Commercio del Molise che ha sposato il progetto fin dall’inizio, e l’assessore regionale all’agricoltura Salvatore Micone che, a partire da quest’anno, ha portato la Regione, l’assessorato e l’Arsarp a diventare partner di Casearia. Questo significa che Casearia ha una nuova e solida gamba». Tante le persone che hanno approfittato di Casearia per partecipare anche ai tour guidati della città, inclusi nel biglietto d’ingresso. La vera protagonista però è stata la straordinaria biodiversità gastronomica italiana rappresentata dai formaggi esposti. Dai più celebri Parmigiano Reggiano e Mozzarella di Bufala ai più insoliti prodotti di nicchia, frutto di affinamenti e sperimentazioni originali ed innovative, come il Caciopecora, caciocavallo al latte di pecora, gli erborinati al mirto e limone, e tantissimi altri. I visitatori hanno potuto scoprire un universo che spazia da pecorino, gorgonzola di capra, caprino, burrata, stracciata, mozzarella fiordilatte, stagionati, erborinati, formaggi caprini, primo sale, caciocavallo.
Tra gli ospiti speciali dei talk che hanno arricchito il programma di Casearia, Peppone Calabrese, il volto noto di Linea Verde, che ha moderato l’incontro più atteso del weekend, quello dedicato a “Prodotto, marketing e territorio”, che ha visto la partecipazione di Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, e la presentazione del primo Rapporto sul turismo e il mondo caseario da parte del dottor Dauro Zocchi dell’Università di Bergamo. La ricerca ha rivelato che il 32,7% dei turisti italiani ha partecipato ad almeno un’esperienza a tema formaggio negli ultimi tre anni, con una crescita del +7,3% rispetto al 2021. Un trend che conferma come il turismo caseario stia diventando una frontiera economica sempre più importante per i territori rurali.
«Il comparto lattiero-caseario ha bisogno di eventi come questi – ha sottolineato Peppone Calabrese -, dove c’è qualità e confronto. Vivere in provincia è viatico per la felicità, dobbiamo fare sistema per stare insieme. Stiamo vicini agli artigiani, allevatori, contadini del nostro territorio: questo è importante per evitare che i giovani partano dai territori più interni».
I numeri del comparto confermano la vitalità del settore: secondo i dati Assolatte, il settore lattiero-caseario italiano ha generato nel 2023 un fatturato di circa 19 miliardi di euro, posizionandosi come prima filiera dell’industria alimentare del Paese e rappresentando il 14,3% del fatturato complessivo del settore. Le esportazioni hanno toccato quota 4,9 miliardi di euro con una crescita dell’11,6% rispetto al 2022.
Con questa terza edizione, Casearia ha confermato di essere molto più di una semplice fiera: un laboratorio a cielo aperto dove si sperimenta il futuro del settore agroalimentare italiano, fatto di qualità, sostenibilità, capacità di raccontare storie che sanno di tradizione e profumano di futuro, oltre ad un formidabile propulsore di marketing per Agnone e l’intera regione.

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