Domani a Capracotta di scena La Pezzata, sapori d’alta quota

Dopo due anni di sosta forzata, causa la pandemia, domani torna di scena nel suggestivo scenario di Prato Gentile a Capracotta “La Pezzata”. L’alta cucina del popolo capracottese sale sul pianoro, un posto speciale. Pace e tranquillità, lontano dalla vita di tutti i giorni, ai margini del bosco. Un vero lusso immerso nella natura. Freschi profumi, colori allegri, fiori eleganti: ecco cosa si trova a Prato Gentile. La conservazione di questo luogo prezioso è un dovere per tutti, abitanti del luogo e visitatori. Tra caldai dove cuocere la carne di pecora e arrosto alla brace ci sarà ancora una volta tanta collaborazione tra diverse generazioni di capracottesi. C’è una grande attenzione alla qualità: dalla scelta degli ingredienti alla preparazione dei piatti. La tradizione della cucina locale riesce a viziare anche i palati più esigenti. Sotto l’abile regia del dinamico presidente della pro loco Tiziano Rosignoli, i bravi cuochi e i loro aiutanti proporranno alle migliaia di visitatori piatti prelibati,in una terra quasi incontaminata, ricca di montagne dove è ancora possibile apprezzare i valori semplici della buona cucina, dell’ospitalità e del turismo all’aria aperta, dell’ambiente e della natura, artigianato e tradizioni, ma anche di arte e storia, sport, tempo libero e soprattutto prodotti tipici. Molti si affretteranno dal primo mattino a salire sul pianoro di Prato Gentile,vuoi per trovate il posto migliore per trascorrere una giornata all’aria aperta, vuoi per assaporare un mix di sapori d’alta quota. Che la natura e il clima di montagna siano salutari è un dato di fatto poiché dall’inizio del secolo scorso Capracotta è diventata campione per proposte culinarie e vacanziere. Qui si trova una fortissima identità. Se volessimo usare un termine conciso per indicare Capracotta non potremmo che usare tali parole. Un posto d’altri tempi dove la montagna è stupefacente, la cucina inconfondibile e garantita da centinaia di volontari capracottesi che dalle prime luci dell’alba domani saranno al lavoro davanti a capienti caldai. Domani Prato Gentile sarà un paesaggio da cartolina da ammirare – e non solo – perché il paesaggio viene posto al centro di scelte ambientali, economiche, sociali e culturali. Capracotta riesce a coniugare ciò che può sembrare contrastante. Elementi apparentemente dissonanti danno vita a melodie armoniose. L’estate torrida spingerà migliaia di persone al fresco del pianoro. Il presidente della pro loco Tiziano Rosignoli è molto soddisfatto del lavoro di preparazione fatto in questi giorni: “Domani a Prato Gentile torna il rito della Pezzata. Siamo al lavoro da settimane per tornare a essere protagonisti di un evento atteso da migliaia di persone. Centinaia di volontari sono pronti a scendere in campo per far divertire i tanti visitatori che raggiungeranno la prima domenica di agostoil pianoro di Prato Gentile. Devo ringraziare tutti i membri dell’associazione pro loco e i tanti volontari per l’impegno che hanno profuso”. Anche il sindaco Candido Paglione è soddisfatto del lavoro svolto dai volontari: “Dopo due anni di assenza è veramente bello vedere all’opera tanti volontari di Capracotta all’opera per far sì che domani sia una giornata di festa nel nostro polmone verde, una incredibile estensione di prato, circondato dagli alberi. È sempre bene ricordare chela Pezzata a Prato Gentile ha un fascino particolare che ne fa una meta molto ambita. Un luogo d’emozioni e di sapori. Il nostro è uno scenario spettacolare dell’incontro tra l’aspirazione umana e le regole della natura. I nostri valori, quelli di una comunità montana accogliente e consapevole, muovono ogni nostra scelta e azione, dalla salvaguardia della ricchezza paesaggistica di cui siamo custodi, alla volontà di aprirci al mondo”. Rigenerarsi e gustare la Pezzata. Assistere a un evento selezionato e scoprire il fascino di Prato Gentile. Non vedete l’ora? Non rimane che darvi appuntamento a domani in un paesaggio d’altri tempi.

Pasquale Damiani

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Pietrabbondante, la magia del teatro a mille metri con Agamennone di Ritsos

“Agamennone” di Ritsos è il secondo spettacolo della 46^ stagione del Teatro Sannitico di Pietrabbondante realizzata dalla Fondazione Molise Cultura, dalla Regione Molise e dal Comune di Pietrabbondate. In scena domani 6 agosto (inizio 19,30), con il regista e attore Massimo Venturiello un cast di attori selezionato nell’ambito di Officina Pasolini: Carlotta Procino, Carolina Sisto, Carmine Cacciola, Davide Montalbano, Francesco Nuzzi, Giacomo Rasetti, Marta Beggio e Claudia Muzi, quest’ultime due nel ruolo di assistenti alla regia.
«Partendo dai fatti già conosciuti – spiega il regista Massimo Venturiello – Ritsos modifica l’età, l’aspetto, le motivazioni dei personaggi e mette in evidenza nuove prospettive nelle loro azioni, porta alla luce elementi sconosciuti dei loro caratteri e in sostanza propone un’altra interpretazione del mito. La visione politica è al centro del lavoro poetico di Ghiannis Ritsos, protagonista assoluto del panorama letterario ellenico del XX secolo; tormentato da vicende che lo vedono incarcerato, torturato e perseguitato per via delle sue idee e della sua fede politica, il poeta usa il mito come lente di ingrandimento per descrivere il mondo che lo circonda. Come Pasolini – continua Venturiello – che trasportava la vita delle borgate nel tempo mitologico».
Dopo i dieci anni della guerra di Troia, Agamennone torna a Micene dove trova sua moglie Clitennestra che intanto ha intessuto una relazione con Egisto e maturato un odio profondo nei suoi confronti per aver sacrificato sua figlia Ifigenia, tanto da predisporne l’assassinio.
«Agamennone, nostro contemporaneo – si legge nelle note di regia – la cui ben nota arroganza ha ora ceduto il passo a una dolente umanità, riflette sulle conseguenze della guerra, sull’ineluttabilità del destino, sul senso della Storia».
«Nella sua rivisitazione dei personaggi – prosegue Venturiello – Ritsos utilizza i protagonisti di poemi come l’Iliade o di tragedie come l’Orestea non solo per mostrarne gli aspetti più umani e più prettamente poetici, ma anche e soprattutto per disvelarne la natura universale che non può prescindere da un discorso di protesta politica. Da questo punto di vista i monologhi (forma suprema di riflessione, che sottintende una solitudine fortemente autobiografica) riflettono sulle conseguenze della guerra, sull’ineluttabilità del destino e sul ruolo dell’individuo al suo interno, sulle passioni umane e sul senso della Storia come flusso – conclude Venturiello – che salva e distrugge con la stessa imparzialità». L’ingresso allo spettacolo è gratuito con posto libero dalle ore 18,30, inizio spettacolo ore 19, per informazioni e prenotazioni 393 9317182.

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Incompiute, 80 milioni per completare Fresilia e nuovo ospedale di Agnone

Per completare le 11 opere incompiute del Molise servirebbe che ogni cittadino molisano sborsasse 416 euro a testa. Una somma pro capite che consegna di fatto al Molise la ‘maglia nera’ in Italia in proporzione alla popolazione. Tra queste opere spiccano la fondavalle ‘Fresilia’ e il nuovo ospedale di Agnone con oltre 80 milioni di euro.
È quanto si evince da un report del Centro Studi Enti Locali (Csel) realizzato per l’Adnkronos. Nello studio pubblicato, il Molise stacca di gran lungo le altre regioni quali la Sardegna con 78 euro, Sicilia con 59, la Calabria con 55, la Basilicata con 51, la Valle d’Aosta con 25, le Marche con 13, la Puglia con 8, la Lombardia con 6, Lazio, Liguria e Abruzzo con 4 euro a testa e l’Umbria con 3. Chiudono il cerchio Campania, Friuli-Venezia Giulia, Toscana e Veneto con 1 euro ad abitante, il Piemonte con 0,5, l’Emilia Romagna con 0,3 e il Trentino Alto Adige che, non avendo alcuna opera sospesa, non ha somme pendenti necessarie per completarle.
«Le opere inserite nell’elenco in questione – chiarisce il Csel – non sono semplicemente ‘in corso’. Si tratta di lavori il cui termine contrattualmente previsto per l’ultimazione è già passato e che finiti al palo per problemi di non facile o immediata risoluzione, quali: mancanza di fondi, cause tecniche, sopravvenute nuove norme tecniche o disposizioni di legge, fallimento, liquidazione coatta e concordato preventivo dell’impresa appaltatrice, risoluzione o recesso dal contratto e mancato interesse al completamento da parte della stazione appaltante, dell’ente aggiudicatore o di altro soggetto aggiudicatore».

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