Spot del Molise sulla Rai, Candido Paglione: «Inutile e tardivo»

Non si placano le polemiche sullo spot commissionato dalla Regione Molise che pubblicizza le bellezze del territorio. A buttare benzina sul fuoco è il primo cittadino di Capracotta, Candido Paglione. «Il Molise sulle reti nazionali. Finalmente, dirà qualcuno. Un’occasione sprecata, diciamo noi, l’ennesima – scrive il primo cittadino –. Lo spot presentato in pompa magna (costato un miliardo delle vecchie lire, ndr) – aggiunge Paglione – è incompleto e inutile. Non mostra il vero Molise, lascia fuori inspiegabilmente territori storicamente attrattivi, come il nostro, raffigura luoghi chiusi o mai aperti e, soprattutto, arriva tardi. Se i vertici regionali non lo sanno, glielo diciamo noi: a luglio i giochi sono belli e fatti, i pacchetti turistici ampiamente piazzati. Dunque colpevolmente incompleto e inutile. Vogliamo credere che si sia trattato di una dimenticanza e non di una discriminazione. Peccato – termina il presidente dell’Uncem regionale – che si tratti di soldi pubblici cui si dovrebbe prestare sempre la massima attenzione». Nel video nessun riferimento neppure ad Agnone, l’Atene del Sannio, sede della millenaria fonderia di campane e luogo dove si svolge il tradizionale rito del fuoco più antico al mondo, la Ndocciata. Durissimo il commento dell’architetto Franco Valente profondo conoscitore del Molise e dei suoi tesori: «Uno spot costato 500mila euro per segnalare monumenti chiusi al pubblico o inaccessibili per legge. L’arrampicata sulle Morge è vietata e comunque non è attrezzata. Il museo del teatro di Sepino mai aperto. L’Annunziata di Venafro è chiusa al pubblico e gli artigiani di Frosolone io non li ho mai visti. A Pietrabbondante non ci sono guide. Insomma: una vergogna!»

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Quarta dose, la ‘disobbedienza civile’ degli anziani dell’alto Molise

Quarta dose del vaccino anti Covid: in alto Molise cresce il numero di anziani che non si sottoporrà alla profilassi. Alla base di tale decisione l’impossibilità di raggiungere altri centri dove sono presenti i presidi vaccinali. Gli ultraottantenni, nonché soggetti con fragilità marcate del territorio, ritengono inammissibile quanto stabilito dall’Asrem, ovvero di viaggiare a proprie spese per raggiungere Isernia o addirittura Venafro per effettuare la quarta dose. Molto più se si considera l’ottimo lavoro svolto fino a poco tempo fa a Palazzo San Francesco dove i volontari della Protezione civile, medici e infermieri hanno assicurato un servizio impeccabile durante le prime tre dosi. Un problema che preoccupa e non poco l’Azienda sanitaria regionale che negli ultimi giorni, invece di trovare soluzioni in loco, tramite il call center regionale, ha iniziato un giro di telefonate chiedendo loro il perché delle mancate prenotazioni.
Dall’altro capo della cornetta la risposta è stata sempre la stessa: «Riattivate il centro vaccinale di Agnone, altrimenti non raggiungeremo nessun’altra destinazione per effettuare la quarta dose».
Più chiari di così. Difficile dargli torto visto che molti di loro vivono soli o allettati, con pensioni risibili e impossibilitati a pagare autisti per essere accompagnati in altri comuni dove viene somministrata la dose. Se poi si considera la realtà di un ospedale, il San Francesco Caracciolo, con piani e stanze vuote dove si potrebbe attivare un centro vaccinale sicuro, si evince chiaramente il perché della mancata adesione all’ultima campagna vaccinale.
Il tutto accade nel silenzio generale di un’amministrazione comunale remissiva e incapace di reclamare diritti sacrosanti. Si tratta dell’ennesima occasione persa per dimostrare di essere dalla parte del popolo soprattutto all’indomani di quanto si verifica al’ ‘Caracciolo’ con la chiusura del laboratorio Analisi nelle ore pomeridiane e notturne.
Nel frattempo nelle ultime ore arriva la notizia di un incontro della maggioranza che tuttavia invece di mettere sul tavolo azioni di lotta per tentare di contrastare il tracollo dell’unico presidio ospedaliero di zona, avrebbe concentrato le attenzioni su come comunicare quanto fatto (?) negli ultimi mesi in ambito sanitario.
Visti i risultati: cronica carenza di personale, chiusura del laboratorio Analisi, assenza di posti letto in dialisi nel periodo estivo, ritardi biblici nell’istallare la nuova Tac e chi più ne ha più ne metta, la domanda sorge spontanea: ma di cosa si parla? Così anche la riattivazione del centro vaccinale passa in second’ordine. Davvero complimenti mentre decine e decine di anziani ancora attendono la quarta dose…

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Rimozione di Florenzano, Saia prende tempo: sarà l’assemblea a decidere

Pressato dai sindaci di Isernia e Capracotta che chiedono la testa del dg Asrem, Oreste Florenzano, il primo cittadino di Agnone, nonché presidente della Conferenza dei sindaci, Daniele Saia prende tempo. Malgrado il dissolvimento del “suo” ospedale, Saia rinvia la decisione dicendo che sarà l’assemblea a decidere se Florenzano debba rimanere al suo posto o fare le valigie come in molti vorrebbero soprattutto in provincia di Isernia dove la situazione degli ospedali è divenuta insostenibile. Così nonostante tagli, ridimensionamenti, servizi ormai inesistenti e proposte di revoca, Saia, spirito democristiano vecchio stampo, preferisce la strada dell’attesa: «Su Florenzano ho una mia personale idea, al momento la tengo per me» dice a chi con insistenza gli chiede di prendere una posizione sulla vicenda. D’altronde l’ultimo provvedimento riguardante l’ospedale di Agnone, chiusura del Laboratorio Analisi, ha sollevato innumerevoli polemiche e accuse nei confronti del numero uno dell’Asrem sempre più all’angolo. A questo punto i cittadini vorrebbero conoscere il posizionamento di Saia che, in qualità di presidente della Conferenza dei sindaci, può proporre la revoca del direttore generale campano. Lo farà? Al momento sembrerebbe proprio di no.

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