Capracotta alla Bit, Paglione ritira il premio “Borgo weekend Award Green”

A Milano, dove è in corso la Borsa Internazionale del Turismo, il Comune di Capracotta, nei giorni scorsi, ha ritirato il premio ‘Borgo weekend Award Green’. Per l’occasione presente il primo cittadino del centro altomolisano, Candido Paglione che ha commentato così.
«Si tratta di un riconoscimento importante che premia il nostro lavoro a favore delle politiche per la sostenibilità ambientale e ci incoraggia ad andare avanti. La prossima sfida è già lanciata: l’autosufficienza energetica del nostro comune».

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Viadotto Sente, i 5s: Anas, Regione e Provincia valuteranno la riapertura

Il Movimento 5 Stelle torna ‘in presenza’ e incontra i cittadini: l’allentamento delle restrizioni legate all’emergenza pandemica consente di poter riallacciare quel confronto diretto che serve per illustrare quanto fatto e ragionare sul da farsi. E così sabato al teatro Italo-Argentino i consiglieri regionali, con la deputata Carmela Grippa, hanno affrontato il tema – delicato, strategico e purtroppo spesse volte dimenticato – delle aree interne. Tre i nodi da sciogliere: le annose questioni del viadotto Sente-Longo, della Fresilia e dell’ospedale Caracciolo. Riguardo al Sente, la l’onorevole pentastellata ha annunciato la fine delle indagini da parte di Anas. A breve, la stessa Anas dovrà interloquire con Regione e Provincia per valutare una riapertura, almeno parziale, dell’importante arteria viaria. «L’auspicio – commenta la portavoce 5s – è che si possa riaprire il viadotto al traffico entro l’estate, evitando il passaggio dei mezzi pesanti. Ma ci sono ancora questioni tecniche da affrontare». Sulla Fresilia, il cui terzo lotto è a serissimo rischio definanziamento. «La Regione sta di fatto dirottando il finanziamento di 40 milioni di euro su altre opere minori. Ma per noi resta un grave errore – spiegano i consiglieri regionali del Movimento -, avevamo proposto di rimuovere celermente i vincoli paesaggistici invece di spacchettare quei fondi in tantissime opere, che rischiano di rispondere più a fini ‘elettorali’ che ad una strategia di sviluppo. Per quanto concerne il Caracciolo, invece, si è fatta solo propaganda, ma c’è tanto da lavorare. Dal canto nostro, continueremo ad impegnarci affinché il riconoscimento di ospedale di area disagiata non resti solo su carta. E sarà nostra premura tenere aggiornati i cittadini dell’area».
Novità interessanti potrebbero invece arrivare, già nei prossimi giorni, in merito allo sblocco dei vincoli per l’installazione di impianti fotovoltaici nei centri storici. E per lo slittamento dei termini di realizzazione del primo ‘Sal’ (il completamento del 30% dei lavori) negli interventi legati al Superbonus per le unifamiliari. Entrambi questi obiettivi, che vedono il MoVimento 5 Stelle impegnato in parlamento, porterebbero delle novità importanti per l’intero territorio molisano.
«Se l’emergenza sanitaria vive una fase sicuramente più leggera rispetto al passato – commentano ancora i portavoce regionali che hanno partecipato tutti all’incontro con i cittadini, i professionisti, gli imprenditori dell’area dell’alto Molise – l’emergenza economica continua e mordere e a risentirne sono proprio le piccole realtà di cui il Molise è denso. Il momento è quindi tanto importante quanto delicato. Di qui l’importanza di raccontare quanto stiamo facendo in Consiglio regionale e in Parlamento, delle soluzioni che portiamo avanti per il presente e il futuro. Il Molise ha un’opportunità storica di rilancio e crescita: nei prossimi anni arriveranno in regione un miliardo e 300 milioni di euro tra Piano nazionale di ripresa e resilienza, Fondi di sviluppo e coesione, fondi strutturali. Soldi da spendere per gli ospedali, per le strade, per le scuole e per tanto altro.
Ma queste risorse da sole non bastano, serve saperle utilizzare al meglio e farle fruttare, quindi c’è bisogno di idee e progetti da concretizzare dopo ascolto e confronto. Per parlarne stiamo scrivendo un’agenda fitta di incontri pubblici da realizzare in ogni zona della regione».

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Pnrr e aree montane, Paglione: necessario un cambio di rotta

Un cambio di rotta in merito al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Lo ha chiesto l’Uncem al governo nazionale, durante la seduta della giunta nazionale, riunita a Roma e presieduta da Marco Bussone. Presenti tutti i vertici delle delegazioni regionali, tra cui Candido Paglione, sindaco di Capracotta e presidente dell’Uncem Molise.
«È necessario un netto cambio di passo – ha dichiarato Paglione -. E lo diciamo mentre il governo sta varando una serie di bandi che ci sembrano poco adatti ai territori e Comuni montani».
Le proposte, contenute in un dossier intitolato emblematicamente: “C’è qualcosa che non va in questo Pnrr…” (scaricabile: https://uncem.it/wp-content/uploads/2022/03/UNCEM-PNRR-apr2022-ok-riddd.pdf) toccano i punti fondamentali del Pnrr: a partire dai bandi sport e per la digitalizzazione (dopo quelli discutibilissimi sui borghi), che non favoriscono coesione e coinvolgimento degli enti locali più piccoli e delle zone montane italiane. Le criticità sono state riassunte dal presidente Bussone.
C’è anche un problema di “fattibilità”: sono troppi i bandi cui rispondere in tempi troppo stretti, con i comuni (alle prese peraltro con carenze di personale, imponendo così il ricorso all’esterno) messi uno contro l’altro per accaparrarsi le risorse disponibili.
Si avverte anche una difficoltà legata a una serie di regole poco chiare per la rendicontazione delle risorse, uso di classificazioni e modelli di valutazione poco efficienti e non adeguati alla realtà italiana (come l’Indice di vulnerabilità sociale e materiale di cui già si è parlato), scarso coinvolgimento delle imprese, professionisti sotto eccessiva pressione, scarsa attenzione alle comunità, alla formazione, al “capitale umano”, fondamentale per i territori. Ancora: grande disattenzione per i costi energetici e delle materie prime in continuo aumento. «Insomma – aggiunge Paglione condividendo il pensiero di Bussone – ce n’è abbastanza per chiedere al governo di intervenire per quel cambio di passo che appare indispensabile. Perché così come sono i bandi Pnrr sono un’ingiustizia evidente che penalizza i piccoli comuni e le aree montane. Piuttosto, l’occasione del Pnrr sia utile per favorire la ripartenza e la coesione del Paese, a cominciare proprio da chi oggi è più in difficoltà» conclude il primo cittadino di Capracotta.

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