Portocannone è sempre più colorata di arancione

Più forti di tutto e di tutti: sono carristi e cavalieri dei Xhuventjelvet, che hanno portato il loro Carro arancione in trionfo per il quarto anno di fila, in pratica da quando si è ripreso a correre dopo lo stop imposto dalla pandemia non hanno mai perso. Portocannone ha testato quest’anno per la prima volta la Carrese domenicale e complice la bella giornata assolata, il paese ha fatto il pieno di visitatori. In fibrillazione il popolo multicolore, quello arancione, appunto, quello biancoceleste dei Giovani e quello giallorossi dei Giovanotti. Nelle ore precedenti alla manifestazione, il sindaco di Portocannone, a seguito della tracciatura delle linee di partenza, ha disposto che l’intero tratto iniziale del percorso fosse chiuso al traffico veicolare. «È fondamentale che tutti abbiano consapevolezza del valore e del significato di questo percorso: merita il massimo rispetto e la massima tutela, soprattutto ora che ci avviciniamo alle battute finali. Portocannone è pronta. Ricordiamoci che spetta a ciascuno di noi, dimostrare senso di responsabilità, maturità e correttezza, per salvaguardare oggi e per sempre la nostra straordinaria tradizione», il monito del primo cittadino. La piazza di Portocannone, recentemente riqualificata, si è pian piano riempita, con le istituzioni accolte nel municipio e le forze dell’ordine a schierare l’apparato di sicurezza. Primo adempimento, poco prima delle 12.30, il sorteggio, dinanzi a una moltitudine di gente. L’estrazione ha premiato i Giovani, posizionati in partenza come fossero in ‘pole’, davanti a Xhuventjelvet e Giovanotti (ordine d’arrivo da confermare per secondo e terzo posto). Quindi l’emozionante rito della benedizione, preludio alla discesa verso la partenza. Ma gli arancioni hanno prevalso ancora una volta, arrivando in paese nel tripudio generale dei loro sostenitori e ora porteranno in processione la Madonna di Costantinopoli. Un’edizione davvero da ricordare, che ha voluto porre l’accento sul rispetto delle regole. La Corsa deve rimanere un simbolo di identità per Portocannone, gestita con la serietà e il senso di responsabilità che la comunità ha sempre dimostrato. È un momento di grande coinvolgimento, ma anche di disciplina e rispetto per la storia che rappresenta.

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«Mai negato il confronto, ma i tempi burocratici sono questi»

Prevista, stamani, la manifestazione di protesta del comitato di Corso Vittorio Emanuele III, a Casacalenda, per la questione relativa ai parcheggi che verrebbero meno coi lavori di realizzazione dei nuovi spazi pubblici. A dire la sua, è la sindaca, Sabrina Lallitto: «In merito al sit-in organizzato oggi dal comitato cittadino davanti al Comune, ritengo doveroso intervenire pubblicamente per chiarire ancora una volta la posizione dell’Amministrazione e le azioni intraprese nell’interesse della collettività. Il progetto oggetto di discussione, ereditato dalla precedente amministrazione, non prevedeva aree di parcheggio. Fin dal mio insediamento, ho ritenuto prioritario il confronto con i cittadini: li ho incontrati più volte, anche in sedute pubbliche, e ho accolto con rispetto ogni forma di dissenso, nel pieno spirito democratico. Nel corso del mio mandato, ho adottato atti ufficiali – delibere, ordinanze – e richiesto pareri tecnici qualificati: dagli uffici comunali, dalla Polizia Locale, dalla Soprintendenza e dai competenti uffici paesaggistici, per verificare la fattibilità di soluzioni alternative che consentano di garantire la sicurezza e introdurre, dove possibile, nuovi spazi per la sosta. L’obiettivo è quello di riprogettare l’area in modo funzionale e coerente con le normative vigenti. Le amministrazioni parlano per atti, e ciò che ho promesso, l’ho avviato nei modi e nei tempi consentiti dalla legge. È però importante ricordare che i tempi della pubblica amministrazione non corrispondono sempre ai desideri, pur legittimi, dei cittadini. Comprendo le frustrazioni e non intendo alimentare polemiche, sebbene alcune affermazioni diffuse tramite manifesti non corrispondano pienamente alla realtà dei fatti. Il mio impegno resta costante e concreto. Mi dispiace non poter essere presente fisicamente oggi a causa di impegni personali e istituzionali presi tempo fa, ma rinnovo la mia disponibilità al dialogo e alla collaborazione. Ricordo inoltre che sulla piazza vige il divieto di sosta ma non quello di fermata, il che consente comunque l’accesso temporaneo alle attività commerciali. Allo stesso tempo, non possiamo ignorare che molti cittadini continuano a parcheggiare sui marciapiedi, danneggiandoli e compromettendo il decoro urbano, senza che vi siano state sanzioni sistematiche. Auspico che i tempi per l’attuazione delle modifiche possano essere contenuti, pur sapendo che non tutto dipende dalla mia volontà. Il percorso è avviato, con serietà e trasparenza. Continuerò a lavorare per mantenere gli impegni assunti».

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Il ritorno di Antonacci, sindaco per la terza volta

Già era in predicato di ricandidarsi alle comunali del 2023, ma poi scelse di fare altro, con la candidatura alle regionali, ora a distanza di due anni, Leo Antonacci (ancora presidente della FinMolise) torna sindaco a Guglionesi per la terza volta e in questa circostanza ha dovuto sconfiggere non solo un centrosinistra diviso, con i candidati Riccardo Vaccaro (in versione civica) e Pino Aristotile, ma anche il fuoco amico di centrodestra con Jimmy Rossi. Una candidatura di bandiera, con al fianco Quintino Pallante e Costanzo Della Porta. Le stesse parole del vincitore, che ha sempre avuto il comando dello spoglio, sulle 3.020 schede depositate nell’urna, con un’affluenza superiore a due anni fa di quasi un punto, pari al 57,36% (contro il 56,40% del 2023), nonostante una tensione molto alta, sfociata anche in qualche episodio degno di nota, così come lo scrutinio prolungato alla sezione 1, dove peraltro avverrà la proclamazione. Acerrimo avversario, battuto per meno di 70 voti, è stato Riccardo Vaccaro, tallonato da Pino Aristotile, mentre più staccato è risultato Jimmy Rossi. Alla fine, la determinazione di Antonacci ha fatto presa, ancora una volta. E’ evidente. Tutti i candidati sono rimasti al coperto durante la fase di spoglio e quando il dato era divenuto inoppugnabile, Antonacci si è concesso alle dichiarazioni, mentre mancavano ancora decine di schede da scrutinare, ma senza che potessero intaccare l’esito finale, per lui che dopo i dieci anni (meno qualche settimana, per una brevissima interruzione a fine del primo mandato), conquista per la terza volta la fascia tricolore. «Un popolo che ci ha dato ancora una volta fiducia: siamo orgogliosi. Siamo davvero orgogliosi della fiducia che il popolo di Guglionesi ci ha accordato ancora una volta. Ha vinto lo spirito di squadra, l’essere uniti, il sentirsi parte non solo di un progetto politico, ma soprattutto di un gruppo di amici veri. È questo il valore aggiunto che ci ha portato a questo importante risultato. Qui con noi c’è anche il senatore della Porta, una persona che considero un vero amico. La sua presenza e il suo sostegno sono stati fondamentali in questa campagna elettorale. È stato parte integrante della nostra squadra e gli siamo grati per il contributo che ha dato. Ora dobbiamo subito rimettere mano alla macchina organizzativa del Comune. Il nostro obiettivo è restituire ai cittadini il ruolo centrale che meritano all’interno della vita amministrativa. La casa comunale si chiama così perché deve essere aperta, accessibile, viva. Riapriremo le porte del Comune ai guglionesani e da lì cominceremo il nostro lavoro. Sì, abbiamo vinto con il sostegno del centrodestra ufficiale. La presenza di Costanzo qui oggi lo testimonia in maniera chiara. Altri, legittimamente, hanno fatto scelte diverse, ma non importa. Questa è la vittoria di “Guglionesi nel cuore”, una lista civica, ma con presenze significative anche di Fratelli d’Italia. Io stesso sono tesserato di Fratelli d’Italia, e questo risultato è anche il frutto di quella appartenenza. Dedico questa vittoria alla mia famiglia, ai miei figli, a tutto il gruppo che ha condiviso con me questa sfida. A coloro che hanno avuto il coraggio di metterci la faccia insieme a me. Perché non era facile. Non dimentichiamoci che solo un anno e mezzo fa avevamo vinto le elezioni e poi c’è stato tutto quello che è successo… Eppure loro hanno continuato a credere in me, nella mia persona, prima ancora che nel progetto. Non lo dimenticherò mai. Sono emozionato. Non mi aspettavo tutto questo affetto da parte della gente. Il risultato elettorale parla chiaro: non è una vittoria banale, c’è un bel distacco con le altre liste. Ricordo che erano ben quattro le liste in campo, quindi era un’avventura tutt’altro che scontata. È stata una sfida dura fin dall’inizio, ma grazie ai ragazzi della mia squadra ce l’abbiamo fatta. E li ringrazio tutti, anche quelli che hanno contribuito da dietro le quinte».

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