Nuova vita per il mercato coperto, lavori ai nastri di partenza

Campobasso si prepara a riscoprire uno dei suoi luoghi simbolo: parliamo dell’ex mercato coperto di via Monforte. A partire da domani, infatti, prenderanno ufficialmente il via i lavori di riqualificazione di uno spazio che per decenni è stato punto di incontro, di commercio e di socialità per generazioni di cittadini, e che ora si appresta a tornare a nuova vita grazie a un ambizioso progetto che unisce tradizione e innovazione.
L’intervento, del valore complessivo di oltre 12 milioni di euro, sarà finanziato in gran parte – 10 milioni di euro – attraverso il progetto “La periferia come centro”, inserito nel Programma straordinario di intervento della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la riqualificazione urbana e la sicurezza dei Comuni capoluogo. Ulteriori 2 milioni di euro provengono invece dal Fondo opere indifferibili.
I lavori, che partiranno dunque il 3 novembre, riguarderanno innanzitutto la struttura portante dell’edificio, con interventi mirati al miglioramento sismico, in linea con le più recenti normative in materia di sicurezza. Particolare attenzione sarà dedicata anche all’accessibilità e alla funzionalità degli spazi: verranno infatti adeguati i servizi igienici, oggi insufficienti, e abbattute le barriere architettoniche grazie alla riqualificazione dell’ascensore esistente.
Il progetto prevede inoltre una serie di opere di efficientamento energetico, pensate per ridurre i consumi e l’impatto ambientale, senza però alterare l’aspetto architettonico originario dell’edificio, che resterà riconoscibile e fedele alla sua storia.
La riqualificazione interesserà anche le aree esterne. È previsto lo smantellamento dell’edicola adiacente al mercato e la sistemazione della scalinata che affaccia sulla struttura, restituendo così decoro e continuità visiva al contesto urbano. Importante anche l’intervento sulla viabilità e sui parcheggi: il progetto prevede infatti la razionalizzazione degli stalli esistenti e la realizzazione di due nuovi spazi di sosta, uno all’aperto di circa 700 metri quadrati e un parcheggio seminterrato di circa 1.000 metri quadrati, collegato direttamente alla rete viaria cittadina.
Con l’avvio dei lavori del 3 novembre, l’ex mercato coperto di Campobasso si prepara dunque a diventare nuovamente un luogo di vita, di incontro e di identità cittadina. Un progetto che non solo recupera un pezzo importante della memoria urbana, ma lo proietta nel futuro, rendendolo più sicuro, accessibile e sostenibile.
Un segnale concreto di come la città voglia ricucire il proprio tessuto urbano partendo dai luoghi più cari alla sua storia – quelli in cui, da sempre, batte il cuore di Campobasso.

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Elezioni comunali 2024, fissata l’udienza al Consiglio di Stato

È stata fissata al 12 febbraio 2026 l’udienza davanti al Consiglio di Stato per il ricorso elettorale relativo alle ultime elezioni comunali di Campobasso, svoltesi nel giugno 2024.
A rivolgersi ai giudici di Palazzo Spada l’avvocato Aldo De Benedittis, candidato sindaco del centrodestra sconfitto al ballottaggio, dopo che il Tar Molise aveva respinto il suo precedente ricorso.
De Benedittis, difeso dagli avvocati Pasquale Ripabelli, Enrica Verrusio e Stefano De Benedittis, contesta la sentenza di primo grado che, a suo dire, sarebbe «viziata, illogica e contraddittoria sotto molteplici profili». L’ex candidato chiede ora ai giudici amministrativi di secondo grado di annullare le elezioni o, in subordine, di disporre la ripetizione del voto in alcune sezioni ritenute irregolari.
Dopo la vittoria di Marialuisa Forte, candidata del centrosinistra sostenuta da una larga coalizione civica e progressista, il centrodestra ha scelto la via giudiziaria per contestare l’esito del voto. Il confronto elettorale, terminato con uno scarto limitato, ha lasciato subito strascichi e polemiche.
Nel suo ricorso al Tar, De Benedittis aveva denunciato presunte irregolarità in più sezioni elettorali, tra cui: errori nei verbali di sezione e nelle tabelle di scrutinio; schede nulle o attribuite irregolarmente; presunti vizi procedurali nell’attività dell’Ufficio elettorale centrale.
Gli avvocati del candidato avevano chiesto, in via principale, la proclamazione della vittoria al primo turno per De Benedittis e, in via subordinata, l’annullamento parziale delle operazioni elettorali.
La vicenda è approdata in aula durante l’inverno 2024-2025, quando il Tar ha disposto verifiche in Prefettura e l’analisi dei verbali di diversi seggi.
Dopo mesi di istruttoria, il 16 luglio 2025 si è svolta l’udienza di merito e, il giorno successivo, è stato depositato il dispositivo della sentenza: ricorso respinto.
Secondo la Prima Sezione del Tar Molise (presieduta da Nicola Gaviano, con estensore Luigi Lalla e referendario Sergio Occhionero), le prove fornite dalla parte ricorrente non dimostravano irregolarità tali da alterare l’esito complessivo del voto. Gli errori riscontrati in alcuni verbali non incidevano in modo sostanziale sul risultato finale e non vi erano elementi sufficienti per accogliere la richiesta di proclamare De Benedittis vincitore o per annullare le elezioni.
Le motivazioni, pubblicate il 28 luglio 2025, hanno ribadito la regolarità complessiva della tornata elettorale, confermando di fatto la vittoria di Marialuisa Forte e la legittimità dell’amministrazione in carica.
Con il ricorso in appello, la disputa politica e legale si sposta ora a Roma, dove il Consiglio di Stato sarà chiamato a mettere la parola fine su una vicenda che tiene banco in città da oltre un anno.
La decisione attesa per febbraio potrebbe chiudere definitivamente uno dei capitoli più controversi della recente storia politica campobassana, segnato da tensioni, verifiche e accuse incrociate.
Fino ad allora, la città resta in attesa dell’ultimo verdetto, che stabilirà se la vittoria di Marialuisa Forte sarà confermata o se, invece, si aprirà un nuovo capitolo nella complessa partita elettorale di Campobasso.

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Troppi pericoli sulle strade, Maio: «Servono infrastrutture vere, sicure e funzionali»

In una regione dove le distanze si misurano spesso più in tempo che in chilometri, l’atto approvato dalla giunta comunale di Campobasso rappresenta un segnale politico forte e atteso da anni. Con la delibera numero 289 del 23 ottobre 2025, il Comune capoluogo chiede al governo, al ministero delle Infrastrutture, alla Regione Molise, all’Anas e ai Comuni interessati di avviare con urgenza uno studio di fattibilità tecnico-economica per il raddoppio – da una a due corsie per senso di marcia – delle due principali arterie che collegano la città: la statale 647 Fondo Valle del Biferno verso Termoli e la statale 17 in direzione Isernia.
La richiesta nasce da una necessità non più rinviabile. Il Molise è attualmente l’unica regione d’Italia priva di strade a scorrimento veloce, ad eccezione di un breve tratto di A14. Una condizione che pesa sulla mobilità ma, soprattutto, sulla sicurezza: entrambe le statali sono purtroppo teatro, da anni, di incidenti gravissimi, spesso mortali. La presenza di una sola corsia per senso di marcia, l’assenza di spartitraffico, carreggiate non sempre adeguate e curve veloci espongono automobilisti e mezzi pesanti a rischi continui. Ogni sorpasso, spesso inevitabile per chi lavora o viaggia quotidianamente, diventa un rischio concreto. La statistica, più di qualsiasi dichiarazione, racconta una situazione diventata insostenibile per chi percorre queste arterie ogni giorno.
«Campobasso ha bisogno di infrastrutture vere, funzionali e sicure», afferma l’assessore ai Trasporti di Palazzo San Giorgio Mimmo Maio, promotore dell’iniziativa. «Non è più accettabile che il collegamento tra costa, aree interne e capoluogo avvenga su strade a una sola corsia, congestionate e pericolose. Chiediamo ora un piano concreto, con investimenti reali e, se necessario, espropri, per consegnare al Molise una viabilità moderna».
La richiesta si inserisce nella fase preparatoria della Legge di Bilancio, momento cruciale per intercettare risorse. Il raddoppio delle due statali non è solo una misura di sviluppo economico: significa ridurre drasticamente l’incidentalità, garantire una mobilità sicura, attrarre investimenti, favorire turismo e insediamenti produttivi.
Con questo atto, Campobasso rimette al centro del dibattito nazionale la questione infrastrutturale molisana. Perché senza strade sicure, veloci e moderne, nessun progetto di sviluppo potrà mai camminare davvero.

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