Sanità, Forte e Marcheggiani lanciano il tavolo tecnico

Gli operatori sanitari dell’ospedale “Cardarelli” di Campobasso hanno inviato una nota ufficiale alle massime autorità regionali, chiedendo l’attivazione urgente dei servizi di Radiologia Interventistica e Neuroradiologia, fondamentali per il corretto funzionamento della rete dell’emergenza, in particolare della rete ictus.
La richiesta è stata indirizzata al presidente della Giunta regionale, al direttore generale dell’Asrem, ai vertici sanitari e, per conoscenza, al commissario ad acta alla Sanità, ai consiglieri regionali, alla sindaca Marialuisa Forte e ai consiglieri comunali di Campobasso.
Nella nota, gli operatori esprimono gratitudine alla Struttura commissariale per il riconoscimento del ruolo centrale del Cardarelli, formalizzato nel DCA n. 157 del 1° ottobre 2025, che configura la Stroke Unit dell’ospedale come struttura di II livello, con l’obbligo per l’Asrem di attivare le relative specialità e dotazioni. Gli stessi prendono atto anche che la cosiddetta “soluzione Neuromed” è stata definita dalla stessa Struttura commissariale come una misura temporanea, volta a consentire al sistema pubblico di adeguarsi alle attuali esigenze, garantendo al contempo i livelli essenziali di assistenza.
Gli operatori hanno già elaborato proposte concrete per il potenziamento dei servizi e chiedono un incontro urgente con il presidente della Regione e il direttore generale Asrem, da tenersi entro 15/20 giorni, con la partecipazione dei direttori di reparto.
«Come amministrazione del capoluogo di regione, accogliamo e rilanciamo l’appello di chi vive quotidianamente le problematiche e, con senso di responsabilità, manifesta la propria disponibilità a contribuire attivamente alla definizione e realizzazione di soluzioni concrete per garantire il corretto funzionamento della rete dell’emergenza, con particolare riferimento alla rete ictus» dichiarano la sindaca Marialuisa Forte e l’assessore alle Politiche sanitarie Angelo Marcheggiani.
Non è un caso che il Comune di Campobasso si confermi unico ente locale ad essere stato informato direttamente dell’iniziativa. Non può sfuggire, infatti, che l’amministrazione guidata dalla sindaca Forte sia l’unica in regione ad aver seguito da vicino l’evolversi della situazione, grazie al lavoro dell’Assessorato alle Politiche sanitarie, della XI Commissione consiliare Sanità, della Consulta sociosanitaria cittadina a tutela della sanità pubblica e con una posizione chiara espressa dal Comune nella Conferenza dei Sindaci.
A conferma dell’impegno istituzionale, si ricorda che l’Avvocatura comunale di Campobasso ha presentato ricorso al Tar Molise contro il DCA 100/2025, contestando la mancata valorizzazione del Cardarelli e chiedendo il rispetto dei criteri di equità e funzionalità nella distribuzione dei servizi sanitari.
L’amministrazione comunale ribadisce il proprio impegno a sostenere le istanze degli operatori sanitari e a vigilare affinché le scelte regionali siano coerenti con le esigenze del territorio e con il diritto dei cittadini a una sanità pubblica efficiente e accessibile. Ma proprio in virtù del suo ruolo, ovvero quello di capoluogo di regione, il Comune di Campobasso si propone come mediatore tra le diverse posizioni, con l’obiettivo di favorire un dialogo costruttivo tra tutti gli attori coinvolti: istituzioni regionali, operatori sanitari, cittadini e realtà del territorio. «L’amministrazione comunale intende promuovere un confronto aperto e trasparente, volto a superare contrapposizioni e a individuare soluzioni condivise che mettano al centro la tutela della salute pubblica e il rafforzamento del sistema sanitario regionale – aggiungono la sindaca Forte e l’assessore Marcheggiani -. In questo spirito, il Comune di Campobasso si rende disponibile a ospitare un tavolo tecnico istituzionale, che possa rappresentare un’occasione concreta di ascolto, analisi e proposta, con il coinvolgimento delle competenze professionali e delle rappresentanze politiche e civiche. La sanità pubblica è un bene comune e, come tale, va difesa e valorizzata con responsabilità, visione e collaborazione. E Campobasso è pronta a fare la sua parte».

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Concorso assistenti sociali, Pilone: «Bando poco chiaro e penalizzante»

Un concorso importante, ma con più di un punto da chiarire. Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Francesco Pilone, ha presentato un’interrogazione urgente in merito alla pubblicazione del bando di concorso pubblico per l’assunzione, a tempo indeterminato e parziale al 50%, di sei assistenti sociali nell’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione del Comune di Campobasso.
Nel documento, Pilone evidenzia alcune criticità relative sia alla tipologia contrattuale prevista sia alla regolamentazione del concorso.
Il consigliere sottolinea che, nonostante il Comune di Campobasso sia stato individuato, in base al Piano Sociale Regionale 2025-2027 del Molise, come capofila di 51 Comuni, il bando prevede solo assunzioni part time al 50%, così come indicato nel Piano Triennale dei Fabbisogni di Personale 2025-2027 approvato con delibere di giunta n. 69 e n. 234.
Pilone ricorda che, in più occasioni, «in seno alla Commissione di pertinenza si è fatta presente la necessità di una pianificazione di politiche occupazionali più organiche e funzionali non solo al Comune, colpito da un continuo esodo da parte dei propri dipendenti – e non solo per motivi di quiescenza – ma anche a quel tessuto interistituzionale che proprio nel Piano Sociale Regionale vede la massima espressione di collaborazione a servizio del Bene Comune».
Il capogruppo di FdI rileva inoltre che «il Regolamento sullo svolgimento dei concorsi vigente non reca nel dettaglio i parametri per l’attribuzione dei punteggi ai singoli titoli». Tale mancanza, osserva Pilone, «ha di fatto legittimato il dirigente preposto a predisporre alcune specifiche attribuzioni di punteggio sulla valutazione dei titoli in relazione all’anzianità di servizio».
A suo parere, tuttavia, «la discrezionalità dei punti attribuiti non è particolarmente “premiante” dal punto di vista dell’anzianità di servizio, soprattutto in virtù di una mancata specifica al riconoscimento di quella professionalità testimoniata all’interno di un particolare contesto socio-economico quale, appunto, quello dell’Ambito territoriale di Campobasso».
Per questi motivi, Pilone ha formalizzato una interrogazione urgente per conoscere: se l’Amministrazione comunale intenda, nel caso specifico e in futuro, passare da un part time a un full time per le figure messe a bando, eventualmente modificando il Piano Triennale dei Fabbisogni;
per quale motivo il Regolamento sui concorsi non preveda nel dettaglio i parametri per l’attribuzione dei punteggi, lasciando ampia discrezionalità al dirigente; e per quale ragione i parametri individuati per l’assegnazione dei punteggi sull’anzianità di servizio non risultino adeguatamente premianti per le professionalità maturate all’interno dell’Ambito Territoriale di Campobasso.
L’intervento di Pilone punta così a sollecitare un confronto trasparente sull’organizzazione dei concorsi pubblici e sulle modalità di valorizzazione del personale impegnato nei servizi sociali del capoluogo e dell’intero territorio di riferimento.

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Chiusure idriche, la sindaca Forte pronta ad andare in Procura

Torna l’incubo dei rubinetti a secco nel capoluogo. Lunedì scorso la Grim Scarl ha comunicato al Comune che, a causa della riduzione del flusso idrico fornito da Molise Acque, si è vista costretta a sospendere l’erogazione dell’acqua per tre notti consecutive, dalle 00.00 alle 5.00, per consentire il recupero dei serbatoi cittadini.
Una decisione che riaccende le tensioni tra gli enti gestori e riporta la città ai disagi dello scorso inverno, quando migliaia di famiglie rimasero senz’acqua anche per più giorni.
La sindaca durante la conferenza non usa mezzi termini: «Siamo arrabbiati e andremo fino in fondo. Ho tutta la corrispondenza tra Molise Acque e Grim, dove si rimpallano accuse e responsabilità, ma alla fine a pagare sono sempre i cittadini di Campobasso».
Secondo la prima cittadina, il capoluogo viene penalizzato in modo ingiustificato: «Campobasso non è la “Cenerentola del Molise”. Qui ci sono attività economiche, alberghi, ristoranti, Rsa e un ospedale: non possiamo essere i primi a subire le riduzioni. Voglio capire perché, ogni volta che si chiude l’acqua, si parte sempre da Campobasso».
La sindaca ha chiesto a Molise Acque «dati precisi, non risposte generiche» e ha contestato la tesi secondo cui la diminuzione dipenderebbe da consumi e dispersioni eccessive: «Ritorna la ‘favola’ della dispersione idrica al 70%. Non è assolutamente vero. La dispersione reale è intorno al 35-40%, come in tutte le città. Se la situazione non rientra entro venerdì – ha avvertito – mi rivolgerò alla Procura della Repubblica per interruzione di pubblico servizio. L’acqua è un diritto essenziale e va garantita a tutti».
Il Comune intende portare la questione al prossimo comitato dell’Egam, al quale saranno invitati anche Grim e Molise Acque. Nel frattempo, la prima cittadina chiede trasparenza e un piano idrico strutturale per evitare nuovi blackout: «Ogni anno si arriva a ottobre senza soluzioni. Perché non si è pensato a reperire le risorse per sistemare le reti? Le famose valvole di Molise Acque che fine hanno fatto? Perché non si è pensato ad un piano per l’emergenza?».
Infine, un appello alla collaborazione e alla chiarezza: «Non voglio stare in mezzo a due enti che si rimpallano le colpe. I cittadini di Campobasso vanno tutelati. Ieri mi è stato detto che non mi compete conoscere questi dati. Se non avremo risposte, agirò anche come cittadina, con un accesso agli atti. Non è più tollerabile che tra i due litiganti a soffrire siano sempre e solo i campobassani».
Intanto la Grim, attraverso una nota, invita tutti i cittadini a un uso consapevole e responsabile dell’acqua disponibile e suggerisce alcune buone pratiche per limitare al minimo i disagi dovuti all’interruzione del servizio idrico: «Effettuare una piccola scorta d’acqua nelle ore che precedono la sospensione; evitare usi impropri della risorsa idrica; verificare il corretto funzionamento di autoclavi e serbatoi domestici, in modo da garantire la pressione minima necessaria; limitare l’uso di elettrodomestici che richiedono acqua (come lavatrici e lavastoviglie); al ripristino del flusso idrico, lasciare scorrere l’acqua corrente per alcuni minuti prima di utilizzarla.
Per qualsiasi dubbio o necessità è possibile contattare la Grim scarl al numero 0874 1919702 (servizio attivo h24, 7 giorni su 7).
La società resta a disposizione dell’utenza per ogni tipo di informazione o chiarimento.
Per ulteriori aggiornamenti e consigli è possibile consultare sul sito istituzionale www.grimolise.it
l’informativa Vademecum utilizzo risorse idriche».
sl

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