“Colonna mobile” in azione, 200 Vigili del fuoco simulano un sisma in Molise

Nella prima settimana del mese di novembre i Vigili del Fuoco della Direzione Regionale del Molise sono stati impegnati in una esercitazione nazionale caratterizzata dal tema “Terremoto di Civitacampomarano”.
Questo tipo di esercitazioni è mirato a testare la capacità operativa del sistema di “Colonna Mobile”, proprio del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco che, in caso di eventi rilevanti, permette di mettere in campo uomini e risorse strumentali provenienti anche, negli scenari più gravosi, dall’intero territorio nazionale in tempi relativamente brevi, di fatto limitato a quelli necessari per gli spostamenti.
In questa circostanza lo scenario ipotizzato è stato quello di un sisma di magnitudo Mw 5.3, con epicentro in prossimità del comune di Civitacampomarano che, secondo i protocolli stabiliti, prevedrebbe un allertamento a livello regionale con la regia del Centro Operativo Nazionale.
Nei 5 giorni di esercitazione sono state mobilitate circa 200 unità dei Vigili del fuoco dei Comandi di Campobasso e Isernia che hanno composto i cosiddetti “Moduli”, diversificati a seconda delle necessità e degli scenari di intervento simulati.
Come accade infatti nella realtà, in circostanze del genere l’approccio prevede l’invio nelle zone interessate dall’evento di personale tecnico specializzato nelle valutazioni del danno e nell’individuazione delle eventuali vittime coinvolte; tale attività permette di stabilire la tipologia e l’entità delle risorse da destinare in modo efficace alle operazioni di soccorso e agli interventi di salvaguardia della cittadinanza.
Simulando quanto previsto sin dalle prime fasi di gestione di un’emergenza locale, sul posto è stato inviato il furgone UCL (Unità di Comando Locale), che svolge le funzioni di PCA (Posto di Comando Avanzato) per la gestione delle squadre operanti nell’area colpita e di sala operativa per la ricezione diretta delle richieste di soccorso da parte della popolazione locale. Il PCA è stato ubicato in prossimità del COC (Centro Operativo Comunale) di Civitacampomarano che, oltre a costruire un supporto logistico, è stato anche un punto di riferimento operativo con la presenza del Sindaco Paolo Manuele con il relativo Ufficio Tecnico e dei Carabinieri del Comando Provinciale di Campobasso attraverso la stazione di Civitacampomarano.
Il personale intervenuto, in funzione delle varie professionalità possedute, ha effettuato manovre di estricazione di vittime dalle macerie (Urban Search and Rescue), soccorso su corda di feriti in luoghi confinati (tecniche Speleo Alpinistiche), recupero di sorgenti radioattive(NBCR) previa attivazione del relativo piano della Prefettura di Campobasso, soccorso in aree fluviali/lacustri, contenimento di movimenti franosi con macchine per la movimentazione del terreno, allestimento di presidi destinati alla logistica dei soccorritori ed un’azione di pianificazione e gestione su base cartografica digitale dell’area interessata.
L’ occasione si è rivelata utile a mettere alla prova il sistema di comunicazione e allertamento della Prefettura di Campobasso nonché ad affinare i protocolli di interoperabilità con il personale sanitario della medicina di emergenza, partner quotidiano negli interventi di soccorso.
Innovativo l’uso dell’intelligenza artificiale per la creazione degli scenari, sviluppando immagini realistiche dei crolli degli edifici, visibili tramite link con QR code apposto sugli edifici, ed utili per addestrare il personale impegnato nell’attività di Ricognizione Esperta e Caratterizzazione Strategica (RECS) e contestuale individuazione dei siti dove è possibile rinvenire vittime vive; in tale contesto è stata utilissima la partecipazione di figuranti appartenenti al gruppo di Volontariato dell’associazione nazionale della Polizia di Stato e dell’odv S.Antonio ets Guglionesi, che hanno interpretato la popolazione colpita e hanno permesso di addestrare il personale nel gestire il cosiddetto “effetto barriera” dovuto all’interazione con la popolazione e allo stesso tempo raccogliere le informazioni utili per individuare le vittime disperse.
Presenti nella giornata conclusiva il prefetto di Campobasso, dottoressa Michela Lattarulo con i propri collaboratori, oltre al sindaco di Civitacampomarano, testimoni diretti di una simulazione del recupero di opere d’arte, secondo gli specifici protocolli previsti per tale tipologia di attività. Lo storico e culturalmente rilevante centro abitato di Civitacampomarano con le proprie strutture e organizzazione di protezione civile si è rivelato particolarmente adatto per ospitare l’impegnativa esercitazione, utile per rendere sempre più efficiente e sinergico il modello di risposta dei Vigili del Fuoco e delle altre Istituzioni deputate alla gestione delle emergenze.

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Truffa telefonica smascherata: la testimonianza di Alessandra Ruberto

È stata una vera e propria odissea quella vissuta da Alessandra Ruberto, presidente dell’Ordine degli Psicologi del Molise, che si è trovata coinvolta in una truffa telefonica architettata ad hoc. La donna, forte dei suoi 42 anni, due lauree, un master e di un’inguaribile curiosità verso l’animo umano, è riuscita a sfuggire a un raggiro che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.
A rendere noto l’accaduto è stata la stessa Ruberto, attraverso un post sui social, nel quale ha voluto avvisare e sensibilizzare altre potenziali vittime. La sua esperienza dimostra quanto siano raffinate le tecniche di inganno usate dai truffatori, che non si limitano più a semplici truffe di ingenuità, ma si avvalgono di strategie psicologiche e tecniche di manipolazione.
La vicenda ha avuto inizio quando Ruberto ha ricevuto un messaggio tramite il sistema Infocert, che le comunicava l’imminente emissione di bonifici sospetti sul suo conto corrente. In breve, i truffatori si sono fatti passare per rappresentanti della Questura di Campobasso, insinuando il timore di un infiltrato nella sua filiale bancaria e di un imminente furto di denaro.
«Mi hanno detto che il mio conto stava per essere svuotato e che avrei dovuto recarmi subito in banca, sotto la supervisione di un ‘vicequestore’ al telefono – racconta Ruberto – Mi hanno anche detto che la Questura di Campobasso mi avrebbe contattata. Dopo pochi minuti, infatti, sono stata chiamata dalla Questura, che mi ha chiesto di recarmi in banca con loro al telefono».
Il panico ha preso il sopravvento: la paura di perdere i risparmi, l’ansia di un’azione in tempo reale, e la sensazione di essere sotto pressione hanno rischiato di far crollare la donna. Tuttavia, grazie all’istinto e a un secondo telefono, Ruberto ha deciso di verificare la situazione con le autorità. La conferma è arrivata in breve: non era in contatto con nessun vice questore e il tentativo di truffa era stato smascherato in tempo.
Dopo circa un’ora di tensione, telefonate a polizia postale, 112 e questura, e con la mente ancora sconvolta, Ruberto è riuscita a uscire indenne da una situazione potenzialmente pericolosa.
Un messaggio forte, quello di Ruberto, che decide di informare e condividere quest’esperienza per evitare che altri cadano nel tranello. La consapevolezza e un pizzico di diffidenza sono le armi più potenti contro le truffe moderne.

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Perseguita e picchia un minore, fermato 47enne

Nel pomeriggio di ieri, martedì 4 novembre, il personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Polizia di Stato ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Campobasso – Ufficio del Gip su richiesta della locale Procura della Repubblica, per un uomo di 47 anni.
Il giudice competente ha disposto la revoca del precedente divieto di dimora in regione e l’applicazione della misura cautelare in carcere nei confronti di un 47enne residente a Campobasso, indagato per aver violato il divieto cui era sottoposto e per aver aggredito un minore nei confronti del quale si era già reso responsabile di atti persecutori.
Lo scorso 20 ottobre l’uomo era stato sorpreso da una volante della Polizia mentre si trovava a Campobasso, violando così il divieto imposto, dopo essersi avvicinato al minore offendendolo e molestandolo.
La comunicazione di notizia di reato redatta dal personale della Questura ha consentito alla Procura di richiedere al giudice per le indagini preliminari di emettere la nuova ordinanza restrittiva, eseguita immediatamente dagli agenti di Polizia che hanno rintracciato l’indagato.
Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari, e l’indagato potrà avvalersi, nell’ottica difensiva, dei rimedi previsti dal codice di rito.
La Procura ha sottolineato che la vicenda rientra in una tipologia delittuosa particolarmente delicata, in quanto le vittime appartengono alle cosiddette fasce deboli, minori, donne, anziani, verso le quali l’azione di tutela è massima, anche per prevenire l’evoluzione di condotte violente in episodi di maggiore gravità.

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