Campobasso. Truffe telefoniche con il numero della Polizia, nuova allerta

Negli ultimi giorni sono giunte sia al 113 che al centralino della Questura numerose segnalazioni da parte di cittadini riguardanti tentativi di truffa di finti appartenenti alle forze di polizia che, facendo comparire sul telefono della vittima il numero telefonico della Questura 0874/4061 o di altri uffici della Polizia di Stato della provincia, hanno cercato di indurre il malcapitato ad effettuare versamenti di denaro con metodi di pagamento elettronici oppure a fissare un appuntamento presso l’abitazione per la consegna diretta di banconote e oggetti preziosi.
Grazie anche agli avvisi rivolti alla cittadinanza tramite gli organi di stampa e alla campagna informativa sul tema condotta in più occasioni dalla Questura, i tentativi di truffa nella maggior parte dei casi non sono andati a buon fine e la persona contattata si è accorta dell’inganno.
In tali circostanze i truffatori hanno utilizzato il noto sistema “ID Spoofing”, che ha consentito di alterare l’utenza telefonica del chiamante per far comparire al destinatario un diverso numero di telefono, corrispondente a quello di un ufficio di polizia.
È di fondamentale importanza invitare, pertanto, i cittadini a prestare la massima attenzione a qualsiasi telefonata o contatto da parte di presunti poliziotti o carabinieri con cui venga fatta richiesta di denaro per sanzioni non pagate o per aiutare un familiare in difficoltà perché arrestato o coinvolto in un incidente.
Gli appartenenti alle forze di polizia non chiedono mai denaro a nessuno e per nessun motivo.
In caso di richieste come quella descritta occorre sempre evitare di fornire dati personali o bancari relativi a numeri di conto corrente, carte di credito o codici di sicurezza. In queste ipotesi è sempre consigliabile contattare direttamente il 113 per segnalare la telefonata ricevuta, che certamente nasconde un tentativo di truffa. Allo stesso modo occorre diffidare di estranei che, magari spacciandosi per poliziotti o carabinieri, si presentino presso la propria abitazione per chiedere denaro. Anche in questo caso occorre rivolgersi ai numeri di emergenza delle forze di polizia.

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Campobasso. Estraggono un coltello e lo rapinano, in manette

Ancora un episodio di microcriminalità nel centro storico di Campobasso. Dopo il colpo al ristorante Monticelli registrato alcune settimane fa, un’altra rapina si è consumata la notte tra il 7 e l’8 maggio, stavolta ai danni di un cittadino straniero. Arrestati in flagranza dal Nucleo Operativo e Radiomobile dei Carabinieri un egiziano e un tunisino, accusati di rapina in concorso. Ad allertare i militari è stata proprio la vittima. Il giovane è stato avvicinato dai due soggetti e mentre uno lo teneva bloccato, l’altro gli ha sottratto il portafogli contenente 120 euro. Il cittadino straniero ha cercato di reagire ma a quel punto uno due rapinatori ha estratto un coltello ed ha cominciato a colpirlo. Per fortuna i fendenti non gli hanno provocato ferite, ma solo il taglio degli indumenti indossati. I carabinieri sono immediatamente arrivanti nel borgo ed hanno avviato le ricerche: i due malviventi sono stati rintracciati a poca distanza dal luogo della rapina e, alla vista dei Carabinieri, hanno tentato una ulteriore fuga disfacendosi del coltello, ma sono stati prontamente bloccati. Anche l’arma è stata recuperata e sottoposta a sequestro. La successiva ricostruzione degli eventi ha permesso di raccogliere i gravi indizi di colpevolezza e di rinvenire, presso le abitazioni degli autori anche delle sostanze stupefacenti, poi sequestrate.
Il rafforzamento delle attività di controllo dei Carabinieri costituiscono la risposta alle numerose richieste dei cittadini rispetto ai fenomeni criminosi di maggiore allarme sociale e attestano l’attenzione delle Forze di Polizia per assicurare l’ordinata fruizione dei luoghi e degli spazi di aggregazione più frequentati del centro cittadino.
I due extracomunitari, al termine delle formalità di rito, sono stati trasferiti nel carcere di Campobasso a disposizione della competente autorità giudiziaria, in attesa dell’udienza di convalida.

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Picchia la madre e fugge all’estero, arrestato a Tenerife: è il 40esimo Codice rosso del 2025

È stato arrestato a Santa Cruz de Tenerife, nelle Isole Canarie, un 45enne originario di Campobasso, colpito da un mandato di arresto europeo per gravi reati commessi nei confronti della madre. L’uomo, tossicodipendente e con disturbi psichici, è ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate, ed era irreperibile da mesi dopo essere espatriato.
L’episodio scatenante è avvenuto il 6 gennaio 2025, quando la madre si è presentata alla Squadra Mobile di Campobasso per denunciare l’ennesima aggressione del figlio. Secondo il racconto della donna, già vittima in passato di continui episodi di violenza verbale, il figlio era passato alle vie di fatto, colpendola con calci e pugni. Le indagini hanno subito evidenziato un quadro familiare di violenza reiterata, con precedenti denunce e condanne per maltrattamenti, anche nei confronti dell’ex compagna dell’indagato.
A seguito dell’istruttoria condotta dalla Polizia e dal Pubblico ministero, il giudice per le indagini preliminari ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Tuttavia, l’esecuzione del provvedimento era stata impossibile per l’improvvisa irreperibilità dell’uomo, che nel frattempo aveva lasciato il Paese.
La svolta è arrivata grazie all’attivazione degli strumenti di cooperazione internazionale e al lavoro congiunto tra la Squadra Mobile di Campobasso e il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia. Gli investigatori sono riusciti a localizzare il fuggitivo a Tenerife, dove nel pomeriggio del 6 maggio la Polizia spagnola ha proceduto all’arresto.
Il 45enne si trova ora ristretto in Spagna, in attesa delle procedure per l’estradizione in Italia. Il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari, durante la quale l’indagato potrà avvalersi di tutte le garanzie difensive previste dal nostro ordinamento.
L’episodio si inserisce in un quadro allarmante di violenze domestiche, fenomeno in costante crescita anche nel capoluogo molisano. Secondo i dati forniti dalle autorità, sono già 40 i casi di “Codice Rosso” trattati nel 2025 dalla Polizia di Campobasso.
La Procura ribadisce il proprio impegno nella prevenzione e contrasto alla violenza di genere e domestica, sottolineando come un intervento tempestivo possa evitare che comportamenti violenti degenerino in reati ancora più gravi.

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