Sant’Angelo del Pesco. Auto contro albero, ferito trasportato in elicottero

Incidente stradale ieri mattina sulla strada provinciale 652 nel territorio di Sant’Angelo del Pesco. Un’automobile è uscita di strada, finendo la sua corsa contro un albero.
Sul luogo dello schianto sono prontamente intervenuti i Vigili del Fuoco del distaccamento di Agnone, i Carabinieri della stazione di Castel del Giudice e il personale sanitario del 118 di Castel di Sangro.
Vista la gravità della situazione, si è reso necessario l’intervento dell’eliambulanza del nucleo di Pescara. Come documenta la foto diffusa dai Vigili del Fuoco, il personale di soccorso ha raggiunto l’elicottero attraversando un campo per il trasporto del ferito.
Non sono state ancora rese note le generalità della persona coinvolta nell’incidente né le sue condizioni di salute. Le forze dell’ordine stanno lavorando per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Il tratto di strada interessato è rimasto parzialmente chiuso al traffico per consentire le operazioni di soccorso.

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Campobasso. Ha reso la sua vita un incubo, stalker 23enne allontanato dall’ex

Scenate di gelosia, pedinamenti, appostamenti sotto casa, fino a veri e propri episodi di violenza fisica. È il quadro inquietante emerso a carico di un 23enne extracomunitario residente nel capoluogo molisano, ritenuto gravemente indiziato di atti persecutori e percosse nei confronti della sua ex fidanzata.
Le condotte, reiterate nel tempo e sempre più invasive, avevano generato nella giovane un profondo stato di ansia e un fondato timore per la propria incolumità. Un’escalation persecutoria che ha spinto l’autorità giudiziaria a intervenire con tempestività.
Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Stazione di Campobasso hanno eseguito un’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Campobasso, su richiesta della locale Procura della Repubblica. Nei confronti dell’uomo è stata applicata una misura cautelare di divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi da lei frequentati, con contestuale controllo elettronico, ai sensi degli articoli 272 e seguenti del Codice di procedura penale.
Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dai militari dell’Arma, hanno permesso di ricostruire il grave contesto persecutorio anche grazie alle testimonianze raccolte e ad alcuni elementi probatori forniti dalla vittima.
Il caso si inserisce in una preoccupante casistica in crescita, legata ai cosiddetti reati da “Codice rosso”, su cui la Procura di Campobasso mantiene alta l’attenzione. Numerose, infatti, sono le attività investigative avviate nel corso dell’anno dai reparti territoriali dell’Arma, finalizzate non solo a reprimere ma anche a prevenire episodi di violenza più gravi.
Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. L’indagato, nel pieno rispetto delle garanzie difensive, potrà avvalersi dei rimedi processuali previsti dalla normativa vigente.

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Campobasso. Incitava al jihad armato, arrestato 24enne libanese

Un giovane libanese di 24 anni è stato arrestato a Campobasso con l’accusa di detenere materiale di propaganda jihadista e inneggiare al terrorismo internazionale. Nei suoi tre smartphone, la Digos di Campobasso ha scoperto video agghiaccianti in cui incita apertamente al Jihad contro cristiani ed ebrei, invitando i musulmani a seguirlo nel suo cammino di radicalizzazione violenta.
L’operazione, condotta dalla Digos della Questura di Campobasso nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto al terrorismo internazionale, è scaturita da una consueta attività di monitoraggio del territorio. Durante i controlli, è emerso che il giovane non risultava mai censito in Italia, dettaglio che ha subito insospettito gli investigatori e ha fatto scattare approfondimenti più mirati.
Il materiale rinvenuto nei dispositivi sequestrati è di natura altamente inquietante: immagini e filmati di propaganda riconducibile all’estremismo islamico, ma anche video autoprodotti in cui l’indagato lancia messaggi minacciosi e inneggia alla violenza armata contro le comunità religiose. In particolare, incita alla lotta armata contro cristiani ed ebrei, indicando se stesso come esempio di radicalizzazione da seguire.
A carico dell’indagato sono emersi gravi indizi di colpevolezza e un profilo di elevatissima pericolosità, che hanno portato il giudice per le indagini preliminari a disporre la custodia cautelare in carcere. Le accuse sono pesantissime: detenzione di materiale con finalità di terrorismo internazionale, istigazione a delinquere e apologia di reati di terrorismo, aggravate dall’uso di strumenti informatici e telematici.
La rete si conferma un canale privilegiato per i processi di radicalizzazione, sempre più rapidi e di difficile intercettazione, con connessioni che oltrepassano i confini nazionali e assumono dimensioni extraterritoriali.
Questo caso assume un rilievo particolare in ambito nazionale: è uno dei primi in Italia in cui viene applicata la recente norma penale introdotta con il decreto-legge 11 aprile 2025 n. 48, che ha modificato l’articolo 270 quinquies del codice penale, inserendo il comma 3 sul reato di “Detenzione di materiale con finalità di terrorismo”. Il reato si configura quando un soggetto, in modo consapevole, si procura o conserva materiale contenente istruzioni per l’uso o la fabbricazione di congegni bellici micidiali, con finalità terroristiche.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Campobasso e dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, sono tuttora in corso per verificare eventuali legami del soggetto con cellule jihadiste attive in Europa o in Medio Oriente.
La vicenda ha avuto una vasta eco a livello nazionale, accendendo i riflettori su una minaccia che spesso si insinua in maniera silenziosa anche nei contesti più tranquilli. Il caso scuote la città di Campobasso e lancia un segnale chiaro: il pericolo del terrorismo radicale non conosce confini geografici, culturali o amministrativi.
Ad esprimere soddisfazione e piena gratitudine alla Polizia di Stato anche il senatore Costanzo Della Porta che in una nota spiega: «Esprimo il mio più sincero compiacimento per la brillante operazione antiterrorismo condotta dalla Polizia di Stato a Campobasso, che ha portato il 13 maggio scorso dalla all’arresto da parte della Digos di un cittadino straniero accusato di detenere materiale di propaganda jihadista. Si tratta del primo arresto per terrorismo nella storia del Molise, un segnale forte della presenza dello Stato anche nei territori più periferici.
L’applicazione della nuova norma sulla detenzione consapevole di documentazione jihadista dimostra la piena operatività dello Stato anche in territori finora considerati ai margini delle dinamiche terroristiche internazionali. È fondamentale garantire sicurezza e prevenzione, e questa operazione rappresenta un modello d’intervento efficace.
Rivolgo un ringraziamento particolare al questore di Campobasso, Cristiano Tatarelli, e alla Digos per il lavoro svolto con professionalità e determinazione, in coordinamento con la Procura della Repubblica e la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.
Un’azione fondamentale per la sicurezza dei cittadini e la difesa dei valori democratici del nostro Paese».

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