Minaccia e rapina un ragazzo, minorenne finisce in manette

Una serata di svago e compagnia come tante, in quello che sembrava un normale sabato sera tra amici.
Un ragazzo è stato avvicinato in pieno centro da un coetaneo che, dopo averlo minacciato con in mano un coltello, lo ha costretto a consegnare cellulare, denaro e scarpe firmate.
Subito dopo il furto il giovane si è allontanato in sella ad una bicicletta. La vittima, profondamente turbata e scossa dall’accaduto, non ha però perso tempo e ha subito chiesto aiuto ai Carabinieri.
Dopo aver fornito agli uomini dell’Arma una descrizione dettagliata dell’aggressore, il ragazzo ha inoltre delineato con precisione il mezzo sul quale il giovane si era allontanato poco prima.
Dettagli fondamentali che hanno consentito ai Carabinieri di rintracciare e fermare il giovane ladro pochi minuti dopo la segnalazione.
La refurtiva e il coltello utilizzato per la rapina sono stati recuperati, mentre il minorenne, con precedenti, è stato arrestato e condotto in caserma.
Al termine delle formalità di rito, su disposizione della competente Procura per i Minorenni di Campobasso, è stato trasferito presso il centro di prima accoglienza per minori de L’Aquila, in attesa della successiva udienza di convalida.
L’attività, riferiscono dall’Arma, si inserisce nelle quotidiane e continue azioni di prevenzione e contrasto volte a garantire la sicurezza, soprattutto negli orari più sensibili e nei luoghi maggiormente frequentati del centro città, e a fronteggiare il fenomeno sempre più preoccupante della criminalità minorile.

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Strage di Paupisi, disposta la perizia psichiatrica per Ocone

Il pm del Tribunale di Benevento, Chiara Maria Marcaccio, ha disposto nelle ultime ore la consulenza psichiatrica per Salvatore Ocone, accusato dell’assassinio della moglie Elisa Polcino e del figlio Cosimo, oltre che del tentato omicidio della figlia Antonia.
Un esame che potrebbe contribuire a far luce sulle condizioni del 58enne e sulla sua capacità di intendere e di volere in quella mattina di violenza, consumatasi nella villetta di Paupisi, che ha distrutto una famiglia e sconvolto tutto il Paese.
Solo pochi giorni fa, l’operaio trasferito nel carcere di Benevento sabato scorso dalla casa circondariale di Campobasso, è stato sottoposto all’interrogatorio di garanzia e si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Il giudice ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare che era stata già emessa dal Tribunale di Campobasso.
Lo stesso avvocato difensore di Ocone, Gianni Santoro, non aveva escluso l’ipotesi della perizia psichiatrica per il suo assistito. «Potrebbe essere richiesta dalla difesa nella fase delle indagini preliminari» aveva commentato il legale.
«Ora Ocone si trova in sezione comune e condivide la cella con un altro soggetto. Dunque credo che il periodo di isolamento che ha contraddistinto la detenzione a Campobasso sia giunto al termine. Avendo un confronto con Salvatore Ocone – aveva chiosato l’avvocato Gianni Santoro il giorno dell’interrogatorio nel carcere di Benevento, confermando l’ipotesi della richiesta della perizia psichiatrica – ci si rende conto di trovarsi di fronte ad un soggetto ancora completamente avulso e fuori dalla realtà».
Antonia, la figlia sopravvissuta alla strage di Paupisi, è ancora ricoverata al Neuromed di Pozzilli. Le sue condizioni rimangono gravi ma si intravedono segnali di miglioramento e di speranza.
«Apre gli occhi, in certi momenti riesce a riconoscere i componenti della famiglia che la vengono a trovare. Non è ancora cognitivamente ben valutabile, dunque non possiamo avere ancora un quadro completo. Si muove, è in grado di girasi nel letto, a testimonianza di una capacità di movimento conservata. Un percorso riabilitativo che sarà lungo, ma si potranno avere dei segnali positivi con il tempo», le notizie che nelle ultime ore sono arrivate dal reparto di Terapia Intensiva.

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Spaccio in un garage del Cep, un arresto e due denunce

I poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Campobasso, guidati da Marco Graziano, hanno arrestato un giovane straniero per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, sequestrando 600 grammi di droga tra cocaina ed hashish.
Altre due persone sono state denunciate a piede libero per detenzione ai fini di spaccio e favoreggiamento.
Nei giorni scorsi alcuni cittadini hanno segnalato un intenso via vai nei pressi di un garage del quartiere Cep di Campobasso. I poliziotti della Squadra Mobile, dopo aver accertato l’attendibilità dell’informazione e dopo numerosi controlli effettuati nella zona, hanno scoperto che il locale in questione veniva utilizzato come centrale di spaccio, gestita da due giovani cittadini stranieri residenti nel capoluogo da molti anni.
Un ultimo e definitivo riscontro quando, pochi giorni fa, uno dei soggetti coinvolti nell’attività di spaccio è stato sorpreso mentre cedeva cocaina ad una giovane tossicodipendente, dandosi subito dopo alla fuga quando la ragazza lo ha avvisato dell’arrivo dei poliziotti.
Grazie all’approfondita conoscenza del territorio della Squadra Mobile lo spacciatore è stato raggiunto e catturato dopo pochi minuti. Nel corso della perquisizione all’interno del garage sono stati rinvenuti circa 600 grammi di sostanze stupefacenti, duecento grammi di cocaina purissima e quattrocento di hashish. La droga sequestrata era destinata allo spaccio nel capoluogo, con un ipotizzabile ricavo di circa 50mila euro.
I poliziotti, inoltre, hanno rintracciato anche il complice dello spacciatore arrestato, un altro ragazzo straniero che gestiva il deposito, trovato in possesso delle chiavi del locale, che di fronte alle prove schiaccianti ha ammesso le proprie responsabilità.
L’operazione ha consentito di smantellare la centrale di spaccio del quartiere Cep con l’arresto dello spacciatore, la denuncia per detenzione ai fini di spaccio del suo complice e la denuncia per favoreggiamento nei confronti della tossicodipendente che aveva favorito l’iniziale fuga dello spacciatore. L’arrestato è stato condotto presso il carcere di Campobasso.
Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Campobasso, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha convalidato l’arresto e disposto la permanenza in carcere. La posizione degli indagati resta al vaglio dell’Autorità Giudiziaria per la definizione delle rispettive responsabilità.

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