Prima il furto, poi la fuga: un uomo finisce in manette

È finita con l’arresto la fuga di un uomo originario della Guinea, già noto alle Forze dell’Ordine, fermato nei giorni scorsi dai Carabinieri della Compagnia di Bojano. L’uomo è ritenuto responsabile di furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale, dopo un inseguimento e una colluttazione che hanno movimentato le vie del centro cittadino.
Il sospetto era stato convocato presso il Comando dei Carabinieri di Bojano per accertamenti legati a un furto messo a segno nella notte ai danni di un pub della città. Durante il colloquio, però, ha tentato improvvisamente di darsi alla fuga, cercando di eludere il controllo dei militari. Ne è scaturito un inseguimento conclusosi pochi minuti dopo grazie al pronto intervento dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile, che lo hanno raggiunto e bloccato nonostante la sua accesa resistenza fisica, fortunatamente senza provocare feriti.
Nel corso della perquisizione personale e domiciliare, i militari hanno rinvenuto denaro contante per circa 250 euro, un mazzo di chiavi e alcune bottiglie di birra, risultati provento del furto denunciato dal titolare del locale. Nella stessa circostanza, è stato trovato anche un coltello lungo 22 centimetri e una borsa contenente documenti rubati nei giorni precedenti a un’altra cittadina di Bojano, ulteriore riscontro che ha aggravato la posizione dell’uomo.
Dopo le formalità di rito, il fermato è stato tradotto alla Casa Circondariale di Campobasso, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Lunedì 20 ottobre, il Tribunale del capoluogo ha convalidato l’arresto applicando la misura cautelare della custodia in carcere, come richiesto dalla Procura della Repubblica. Il procedimento penale si trova ora nella fase delle indagini preliminari.
L’operazione testimonia l’impegno costante dei Carabinieri della Compagnia di Bojano nel presidiare il territorio, prevenire i reati predatori e assicurare alla giustizia gli autori di condotte delittuose, a tutela della sicurezza della comunità locale.

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Montenero: omicidio stradale pluriaggravato, indagato il compagno di Ilaria Forgione

A oltre due settimane dal devastante incidente avvenuto lungo la strada provinciale 55, in contrada San Biase a Montenero di Bisaccia, costato la vita a Ilaria Forgione, 25 anni, incinta di otto mesi, la Procura della Repubblica di Larino ha formalmente aperto un fascicolo d’inchiesta a carico del compagno della giovane, con l’ipotesi di omicidio stradale pluriaggravato.
L’uomo, che si trovava alla guida della Volkswagen Golf coinvolta nel terribile schianto, è stato sottoposto ad analisi ematiche che – secondo quanto trapelato – avrebbero rilevato tracce di alcol. Un elemento che, se confermato, aggraverebbe ulteriormente un quadro già estremamente complesso e sul quale la magistratura intende fare piena chiarezza.
L’incidente risale al 28 settembre scorso, giorno del compleanno di Ilaria. Secondo una prima ricostruzione, l’auto avrebbe proceduto a velocità molto elevata, forse superiore ai 160 chilometri orari, lungo un tratto in salita. Tuttavia, gli inquirenti non escludono che il contachilometri fosse danneggiato, e pertanto il dato dovrà essere verificato attraverso una perizia tecnica già disposta dalla Procura. Dopo aver perso aderenza, la Golf avrebbe urtato violentemente un piccolo fabbricato in cemento e una condotta idrica, per poi ribaltarsi su un fianco.
L’impatto è stato devastante: Ilaria è morta sul colpo, mentre l’altro passeggero, un ragazzino, è rimasto ferito, ma non in modo grave. Anche il compagno ha riportato diverse lesioni ed è stato trasferito all’ospedale di San Giovanni Rotondo per complicazioni cliniche.
I tre – secondo quanto ricostruito – stavano rientrando da una festa di compleanno organizzata proprio per la giovane.
La famiglia Forgione, assistita dall’avvocato Stefano Sabatini, segue con partecipazione e rispetto il corso delle indagini. Contattato da Primo Piano Molise, il legale ha confermato che i familiari della vittima «hanno dato alla Procura la massima disponibilità per ogni utile attività investigativa», sottolineando al contempo che «le indagini sono condotte con grande scrupolo e professionalità».
«Abbiamo piena fiducia nel lavoro della magistratura – ha spiegato l’avvocato Sabatini –. Siamo certi che si arriverà all’accertamento della verità sui fatti. La Procura sta lavorando con attenzione e serietà, e la famiglia di Ilaria, nonostante l’immenso dolore, crede profondamente nel percorso di giustizia che è stato avviato».
Sulla configurazione del reato, il legale ha precisato che la tragica circostanza della morte anche del bambino che Ilaria portava in grembo «non è certo esclusa dal quadro dell’indagine», rimandando ogni valutazione tecnica alle autorità competenti.
Parlando dello stato d’animo dei genitori, Sabatini ha aggiunto: «Comprendiamo l’interesse dell’opinione pubblica, ma va rispettato il momento di assoluto smarrimento e dolore dei familiari. È una tragedia che ha spezzato non solo una vita, ma un futuro intero».
Quanto ai tempi dell’inchiesta e all’eventualità di misure cautelari, il legale ha preferito non avanzare ipotesi: «Saranno valutazioni della Procura. Noi, come parte offesa, non possiamo che attendere gli sviluppi, ribadendo la nostra fiducia nel lavoro degli inquirenti».
Il fascicolo d’indagine, su cui la Procura di Larino mantiene il massimo riserbo, comprende già una consulenza tecnica d’ufficio volta a determinare la velocità effettiva del veicolo, le condizioni meccaniche e l’eventuale incidenza di fattori esterni sul sinistro.
Il 1° ottobre, Montenero di Bisaccia si è stretta in un silenzio commosso per i funerali di Ilaria Forgione, celebrati nella chiesa di San Paolo Apostolo nel giorno del lutto cittadino proclamato dalla sindaca Simona Contucci. Centinaia di persone hanno partecipato alla cerimonia, accompagnando con fiori bianchi e lacrime il feretro della giovane e del piccolo che portava in grembo.
In un’atmosfera di profonda commozione, la comunità ha voluto esprimere la propria vicinanza alla famiglia, ricordando Ilaria come una ragazza solare, generosa e piena di vita, simbolo di una speranza spezzata troppo presto. Mentre la giustizia segue il suo corso, Montenero continua a fare i conti con una tragedia che ha lasciato un vuoto incolmabile, ma anche con la consapevolezza che – come ha ricordato l’avvocato Sabatini – «solo la verità potrà dare un senso al dolore e permettere, un giorno, di trovare pace».

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Mezzo chilo di droga in casa, fermato dalla Squadra Mobile: nei guai un 22enne

Mezzo chilo di droga in casa tra cocaina e hashish. La Squadra Mobile di Campobasso, guidata da Marco Graziano, ha arrestato un giovane straniero di 22 anni da anni residente nel capoluogo, nel corso di una perquisizione domiciliare.
Oltre alla droga anche una grande quantità di denaro, derivante molto probabilmente della vendita delle sostanze stupefacenti. Elementi che hanno portato all’arresto del ragazzo.
Sempre nelle ultime ore la Squadra Mobile ha eseguito un altro arresto, sempre legato allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Proseguono costanti le indagini e gli accertamenti sui giovani legati al mondo della droga del capoluogo.

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