Deruba un’anziana e rapina un negozio: arrestato 35enne

Rapina aggravata, lesioni personali e furto aggravato in un esercizio commerciale di Campobasso. La Squadra Mobile ha arrestato nelle scorse ore un 35enne residente nel capoluogo.
L’uomo è indagato per due episodi distinti avvenuti alla fine di agosto. Il secondo in termini temporali il 30, quando ha aggredito in pieno centro un’anziana nell’androne di un palazzo, sottraendole una collana d’oro. Un evento che, per le modalità e l’età della vittima, aveva suscitato un notevole interesse pubblico e mediatico nell’intera comunità.
Nell’immediatezza del fatto, le indagini condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dalla Procura hanno consentito di individuare e fermare il 35enne per il quale era stata emessa una misura cautelare.
La sua posizione è però decisamente peggiorata quando gli investigatori hanno collegato il 35enne ad un furto avvenuto il 29 agosto, il giorno prima dell’aggressione alla donna, in un esercizio commerciale in cui l’indagato aveva rubato denaro da un registratore di cassa.
Nella giornata martedì 14 ottobre la Polizia ha eseguito, tramite il personale della Squadra Mobile l’ordinanza dell’applicazione della misura cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Campobasso su richiesta della Procura.
Restano costanti l’attenzione e l’impegno profuso nel contrasto dei reati di natura predatoria per mantenere elevati gli standard di sicurezza nel territorio molisano. L’intervento conferma la determinazione delle forze dell’ordine nell’assicurare un contesto di maggiore sicurezza per i cittadini», ha affermato il procuratore Nicola D’Angelo.
Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari.

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Sfonda la porta e aggredisce l’ex compagna: arrestato

Infrange il divieto di avvicinamento imposto dall’Autorità Giudiziaria, irrompe nella casa della ex compagna di notte sfondando la porta e la aggredisce davanti ai figli.
L’intervento tempestivo dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Campobasso ha consentito l’arresto di un uomo di 42 anni, residente a Oratino, ora ai domiciliari.
L’uomo era già destinatario di un provvedimento di allontanamento ed era tenuto a mantenere una distanza minima di 500 metri dalla donna.
La vittima aveva già denunciato l’ex compagno per maltrattamenti, riferendo un clima di minaccia e un’attenzione ossessiva, che l’avrebbero costretta a modificare abitudini e routine quotidiane.
Un copione che si ripete in molte storie di violenza domestica, l’isolamento, l’ansia costante, la necessità di sparire dai luoghi di sempre per evitare l’incrocio con chi, per legge, non dovrebbe più avvicinarsi. In questo caso, la violazione del divieto ha avuto il volto di una porta scardinata e di un’aggressione. Gli accertamenti tecnici dei Carabinieri, supportati da immagini di videosorveglianza pubblica, hanno contribuito a ricostruire con precisione la dinamica dei fatti.
Il caso rientra nell’ambito del Codice Rosso, il circuito di priorità introdotto per garantire tempi rapidi di ascolto della persona offesa e attivazione immediata di misure cautelari nei procedimenti per violenza domestica e di genere. L’obiettivo è doppio: proteggere la vittima in emergenza e, al contempo, incardinare un percorso investigativo che non si perda fra i rinvii.
L’uomo si trova ora agli arresti domiciliari in un’altra abitazione, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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Strage di Paupisi, in centinaia per l’ultimo saluto a Elisa e Cosimo

A Paupisi quello appena trascorso è stato il giorno del lutto e del dolore. Migliaia le persone che ieri pomeriggio hanno voluto porgere un ultimo saluto a Elisa Polcino e Cosimo Ocone, le due vittime della furia di Salvatore Ocone del 30 settembre scorso.
L’intera comunità ha riempito la chiesa di Santa Maria del Bosco per i funerali congiunti, come voluto dal figlio più grande Mario, celebrati dall’arcivescovo di Benevento Felice Accrocca.
Ognuno con il proprio pensiero, il proprio ricordo e una preghiera nel silenzio. Una comunità unita, ferita, ma capace di stringersi in un abbraccio collettivo, quando alle 16 il suono lento delle campane ha raggiunto l’intero paese.
In prima fila, i compagni di classe di Cosimo. Dietro di loro, un gruppo di insegnanti. Presenti anche i compagni di scuola di Antonia, la sorella sedicenne ancora ricoverata al Neuromed di Pozzilli. I medici hanno interrotto il coma farmacologico quattro giorni fa. Le sue condizioni restano critiche ma stabili e la prognosi rimane riservata.
«Non è facile parlare in momenti come questi. Sulle nostre labbra torna la domanda: “Signore, perché?”. Non conosciamo i disegni di Dio, ma possiamo affidarci alla fede e chiedere che simili tragedie non si ripetano mai più. Chiedo la pace e la serenità per chi oggi soffre in modo più lacerante. Per Antonia, per Mario, per i parenti, per tutta la comunità. Solo Dio può sostenere chi vive un dolore così profondo», le parole colme di dolore dell’arcivescovo Felice Accrocca.
«Cari concittadini – il commento del sindaco Salvatore Coletta, che ieri ha proclamato il lutto cittadino –, oggi la nostra comunità si ritrova unita nel dolore più profondo. Paupisi è sconvolta, ferita nel cuore, di fronte a una tragedia che non trova spiegazioni, che lascia attoniti e senza parole. Oggi salutiamo Elisa e Cosimo, due vite spezzate troppo presto. Davanti a un dramma così grande, non esistono parole che possano lenire il dolore, ma esiste il silenzio del rispetto, il calore della vicinanza e la forza della comunità. Esprimo il nostro cordoglio più sincero e la nostra vicinanza più profonda ai familiari, agli amici, a chi amava Elisa e Cosimo e oggi ne piange la perdita. Il nostro pensiero va anche a Mario, il figlio maggiore, e ad Antonia, che lotta per la vita. A loro rivolgiamo la nostra preghiera e il nostro affetto più grande: tutta Paupisi è con voi, vi accompagna, vi sostiene. Oggi Paupisi piange, ma insieme vuole anche promettere che da questo dolore nascerà un impegno rinnovato per costruire una comunità più attenta, più solidale, più capace di amare. Addio, Elisa. Addio, Cosimo», ha chiosato il primo cittadino.
Restano ora il silenzio e la memoria. Una famiglia distrutta, due vite spezzate e un dolore che ha unito non solo Campania e Molise, ma l’Italia intera.

Foto Il Mattino

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