Sanità, fronte comune dei sindaci per difendere il comparto pubblico

Quello della sanità pubblica resta il terreno più delicato e conteso della provincia pentra: davanti al rischio concreto di un progressivo impoverimento dei servizi e di una riduzione degli ospedali a meri presidi marginali, i sindaci di Isernia, Agnone e Capracotta scelgono di alzare la voce insieme. Un fronte comune che richiama la mobilitazione di trent’anni fa e che oggi torna di attualità alla vigilia del tavolo tecnico ministeriale di Roma.
«Lo smantellamento della sanità pubblica è una condanna per il futuro delle nostre comunità». È il messaggio condiviso dal sindaco di Agnone e presidente della Provincia di Isernia, Daniele Saia, dal sindaco di Isernia, Piero Castrataro, e dal sindaco di Capracotta, Candido Paglione.
In vista del nuovo tavolo tecnico ministeriale a Roma, a cui parteciperanno i commissari alla sanità del Molise, Bonamico e Di Giacomo, i tre primi cittadini si presentano uniti per ribadire il loro impegno in difesa della sanità pubblica.
«È necessaria una nuova vertenza per non morire come quella che fu organizzata nel 1993 – ha commentato Saia –. Questa volta non deve essere un’iniziativa relegata all’Alto Molise, ma deve coinvolgere tutta la provincia di Isernia. Non si tratta di polemiche strumentali, stiamo parlando di esigenze essenziali per la sopravvivenza dei nostri territori. Attendiamo l’esito del tavolo ministeriale, ci auguriamo sia maturata in questi giorni un’idea diversa di sanità nei territori interni».
«Noi sindaci – ha detto Castrataro – dobbiamo fare fronte comune insieme a tutti i cittadini perché gli ospedali di Isernia e Agnone vanno salvati. Il laboratorio di emodinamica del ‘Veneziale’ è importantissimo: con numeri significativi salva vite e genera mobilità attiva. Il ‘Caracciolo’ è fondamentale per servire un’area disagiata che ha delle caratteristiche orografiche che rendono difficili interventi rapidi. Non ci tiriamo indietro e ribadiamo ai tecnici dei tavoli romani che i nostri territori hanno bisogno di una sanità pubblica di qualità per salvare il futuro di tutti».
«Il diritto alla salute sancito dal nostro ordinamento – ha spiegato Paglione – riconosce l’accesso alle cure per tutti. E allora, in questa prospettiva, anche i cittadini delle aree interne devono vedersi riconosciuto il sacrosanto diritto a restare in questi territori, un diritto che nessuno deve negare. Il problema della sanità non riguarda solo Capracotta e Agnone, ma anche Isernia: c’è dietro un disegno preciso di smantellamento della sanità pubblica. È il momento di dire basta e di riaprire una vertenza vera che coinvolga tutti».
La sfida lanciata dai tre primi cittadini si traduce in un appello che va oltre i confini amministrativi: non è solo la tenuta degli ospedali, ma l’idea stessa di futuro delle comunità interne a essere in gioco. Per questo, in attesa delle decisioni romane, Isernia e il suo territorio si riscoprono uniti, pronti a difendere con forza il diritto alla salute come fondamento irrinunciabile di cittadinanza e di dignità collettiva.

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Tribunale di Isernia, Mastronardi in pole per la presidenza

Potrebbero esserci presto importanti novità al vertice del Palazzo di Giustizia pentro. La Quinta Commissione del Consiglio superiore della Magistratura avrebbe indicato, a quanto pare, Margiolina Mastronardi per il ruolo di presidente del Tribunale di Isernia. La dottoressa Mastronardi è molisana ed attualmente ricopre l’incarico di consigliere della Corte d’Appello presso il Tribunale di Campobasso.
L’ultimo presidente effettivo del tribunale di Isernia, il dottor Vincenzo Di Giacomo, ha lasciato il suo incarico per raggiunti limiti di età il 23 gennaio scorso. Da allora è stato sostituito dal giudice Michele Caroppoli, presidente facente funzioni negli ultimi otto mesi.
Nelle ultime ore la svolta per il Palazzo di Giustizia pentro: la nomina di Mastronardi vorrebbe dire per la prima volta una donna al vertice del Tribunale di Isernia, a cui sarebbe affidato il compito di dirigere l’ufficio, distribuire il lavoro tra le sezioni ed esercitare le altre funzioni che gli sono attribuite dalla legge. Inoltre, su delega del Consiglio superiore della Magistratura, di sorvegliare sull’ufficio del giudice di pace.

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Paura sulle strade, ortopedico di Isernia ferito dopo uno schianto con un cervo

Un giovane medico ortopedico dell’ospedale Veneziale di Isernia è rimasto coinvolto in un grave incidente stradale avvenuto in territorio di Sulmona ieri mattina e che ora rischia di compromettere la sua attività professionale. Il sanitario, alla guida del proprio Suv, si è scontrato con un cervo che è improvvisamente sbucato sulla carreggiata, rendendo inevitabile l’impatto nonostante i tentativi di schivarlo. Le conseguenze del sinistro si sono rivelate particolarmente serie per il medico, che ha riportato la frattura del gomito e della mano secondo la diagnosi formulata dal personale sanitario dell’ospedale di Isernia dove è stato trasportato per le cure del caso. La lesione desta particolare preoccupazione considerando la professione del paziente. Le condizioni del medico rimangono sotto stretto monitoraggio da parte dell’équipe sanitaria che sta valutando le migliori strategie terapeutiche per salvaguardare la funzionalità dell’arto superiore coinvolto nella frattura.

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