Coi binari fra le nuvole: Riccardo Finelli incontra gli studenti di Castelpetroso

Oggi, mercoledì 4 giugno, a partire dalle ore 10:00, la scuola secondaria di primo grado di Castelpetroso (I.C. “Colozza”) avrà l’onore di ospitare l’autore Riccardo Finelli per un incontro dedicato al suo libro “Coi binari fra le nuvole”. L’evento, che si terrà presso la scuola, rappresenta il culmine del progetto di Unità Didattica di Apprendimento (UDA) trasversale di plesso, volto a esplorare e valorizzare il territorio locale, anche attraverso la conoscenza della Transiberiana d’Italia.
Il libro di Finelli è stato scelto come fulcro di questo percorso formativo grazie alla sua capacità di connettere i giovani lettori con la realtà del loro territorio. Il progetto ha coinvolto attivamente i ragazzi delle classi prime e si è articolato in diverse fasi: una fase introduttiva; una visita guidata sul territorio presso il Museo “LeRotaie” di Isernia, che ha permesso agli studenti di toccare con mano parte dei luoghi descritti nel libro; la lettura di parti del testo e; infine, una riflessione guidata sugli argomenti trattati.
Ciò che ha maggiormente catturato l’attenzione dei ragazzi è stata la possibilità di riconoscere sulle pagine del libro nomi di luoghi reali, spesso sentiti raccontare dai loro genitori, e di immedesimarsi nelle storie dei singoli personaggi. Questo ha reso, il testo di Finelli, un ponte tra la narrazione e l’esperienza vissuta, stimolando la curiosità e l’interesse per la storia e la cultura locale.
L’incontro con Riccardo Finelli offrirà agli studenti l’opportunità unica di dialogare direttamente con l’autore, approfondire le tematiche del libro e porre domande, arricchendo ulteriormente la comprensione e il legame con la Transiberiana d’Italia e il patrimonio del loro territorio.

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Crollano le nascite: provincia pentra sempre più deserta

La provincia di Isernia si conferma tra le realtà italiane più colpite dal drammatico calo delle nascite che sta caratterizzando il Paese negli ultimi anni. I dati elaborati da Openpolis – Con i Bambini su base Istat rivelano una situazione allarmante: nel 2023 sono nati appena 453 bambini, con un crollo del 21,6% rispetto al 2019, quando i nuovi nati erano stati 578.
Il territorio isernino si distingue negativamente nel panorama nazionale per l’intensità del fenomeno. Se è vero che il calo delle nascite interessa praticamente tutta Italia – con la sola eccezione di Gorizia, dove il dato rimane sostanzialmente stabile – la provincia molisana supera quella soglia del 20% che segna il passaggio da una crisi demografica grave a una vera e propria emergenza.
A fare compagnia a Isernia in questa poco invidiabile classifica sono diverse province sarde: Sud Sardegna, Sassari, Nuoro e Cagliari registrano tutte cali vicini al 20%. Dall’altro lato dello spettro, oltre alla già citata Gorizia, anche Caserta mostra una tenuta relativa con una diminuzione di appena lo 0,5% nel periodo considerato.
Questo drammatico calo demografico assume contorni ancora più preoccupanti se letto alla luce delle recenti vicende che hanno interessato la sanità molisana. Il diniego dei tavoli ministeriali alla proposta di riorganizzazione della rete ospedaliera regionale, motivato dal mancato rispetto dei parametri imposti dal Decreto Ministeriale 70 – il cosiddetto decreto Balduzzi – ha riportato al centro del dibattito le croniche difficoltà del sistema sanitario regionale.
Così, le note vicende che riguardano già da tempo il Laboratorio di Emodinamica fanno il paio ora con l’addensarsi delle nubi anche sul Punto Nascita del Veneziale, che rappresenta un caso emblematico visto che fu “salvato” in deroga al decreto Balduzzi, riconoscendo implicitamente l’importanza strategica di questo presidio per un territorio caratterizzato da difficoltà logistiche e morfologiche che rendono complessi i collegamenti con altri centri.
Alla luce dei più recenti dati demografici, emerge inevitabilmente un interrogativo cruciale: quale sarà davvero il futuro del reparto isernino? I numeri parlano chiaro: con meno di 500 nascite annue e una tendenza al ribasso che non accenna a invertirsi, il Punto Nascita di Isernia si trova in una posizione sempre più fragile rispetto ai parametri nazionali che richiedono un numero minimo di parti per garantire standard di sicurezza e qualità.
Le rassicurazioni fornite di recente a Palazzo San Francesco dal presidente della Giunta regionale Francesco Roberti rappresentano certamente un segnale politico importante, ma dovranno confrontarsi con la realtà dei numeri e con le pressioni dei tavoli ministeriali che vigilano sull’applicazione dei criteri nazionali.
La questione assume particolare rilevanza se si considera che la chiusura di un Punto Nascita in un territorio come quello isernino non comporterebbe solo la perdita di un servizio sanitario, ma rischierebbe di accelerare ulteriormente lo spopolamento di un’area già fragile dal punto di vista demografico ed economico.
Insomma, la situazione della provincia di Isernia evidenzia come la crisi demografica e le difficoltà sanitarie siano fenomeni strettamente interconnessi, che richiedono approcci integrati e soluzioni innovative. Mantenere servizi essenziali come i Punti Nascita in territori caratterizzati da bassa densità demografica rappresenta una sfida che va oltre i meri parametri numerici, toccando questioni fondamentali di equità territoriale e diritto alla salute.
La partita che si gioca attorno al futuro del Punto Nascita è quindi molto più ampia: è una sfida al contrasto di quella desertificazione che rischia di trasformare ampie aree del Paese in terre di nessuno dal punto di vista dei servizi essenziali.

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Castelpetroso, quasi 10 milioni di euro per riqualificare la Basilica

La Giunta regionale del Molise ha compiuto un passo decisivo per la riqualificazione del complesso monumentale della Basilica minore dell’Addolorata – Santuario di Castelpetroso. Con la delibera numero 144, l’esecutivo regionale ha approvato lo schema di convenzione tra la Regione Molise e l’Ente Basilica Minore dell’Addolorata di Castelpetroso – Arcidiocesi di Campobasso Bojano, proprietario dell’immobile.
L’intervento rientra nell’ambito tematico “Cultura” e nella linea di intervento “Patrimonio e paesaggio” dell’Accordo per la Coesione Governo – Regione Molise. A tal fine, sono state destinate risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2021-2027 per un importo pari a 9.664.495,48 euro.
La Regione agisce come soggetto attuatore/beneficiario dell’intervento. L’approvazione dello schema di convenzione è stata proposta alla Giunta dal relatore, l’assessore Michele Iorio. La delibera è stata adottata con voto favorevole espresso all’unanimità dei presenti.
L’intervento si inserisce nel quadro più ampio della programmazione delle risorse Fsc 2021-2027, definite dall’Accordo per la coesione sottoscritto il 25 marzo 2024 tra il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Presidente della Regione Molise. Tale Accordo individua un programma unitario di interventi, e l’assegnazione specifica delle risorse per la Regione Molise, a valere sul FSC 2021-2027, disposta dalla delibera Cipess numero 18 del 23 aprile 2024.
Con l’approvazione dello schema di convenzione, è stato dato mandato al Presidente della Regione per la sottoscrizione della stessa. A valle della sottoscrizione, è stato dato mandato per l’avvio del progetto.
L’approvazione di questa convenzione segna l’avvio operativo di un importante progetto per il recupero e la valorizzazione di un sito di grande rilevanza culturale e religiosa per il territorio molisano.

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