Rionero Sannitico, comunità devastata dal dolore per l’addio ad Ambra Marotta

Ancora una tragedia sulla Fondovalle Sangro, in direzione Isernia, dove stavolta a perdere la vita è Ambra Marotta, 42 anni originaria di Castel di Sangro e residente a Rionero Sannitico, titolare di una bruschetteria.
L’imprenditrice, molto conosciuta e amata in paese per la sua forza, il suo coraggio e la sua determinazione, è rimasta vittima della strada alla vigilia del suo compleanno, in seguito a un tamponamento accaduto lungo la Statale 652, in prossimità del semaforo installato per l’esecuzione di alcuni lavori sull’arteria.
L’impatto – su cui indagano le forze dell’ordine per chiarire con precisione la dinamica del sinistro – è stato violentissimo, tanto che le condizioni di Ambra Marotta sono apparse subito critiche ai soccorritori che l’hanno rapidamente trasportata in condizioni disperate all’ospedale Santissima Annunziata di Sulmona, dove i medici hanno considerato urgente l’intervento chirurgico. Tuttavia, la gravità delle lesioni interne avrebbe impedito alla 42enne di sopravvivere e il suo cuore si sarebbe fermato prima dell’operazione.
I Carabinieri della Compagnia di Castel di Sangro indagano per accertare le cause dell’incidente: i militari hanno ascoltato le testimonianze degli automobilisti e dei presenti per chiarire ogni dettaglio. La Procura della Repubblica di Sulmona ha aperto un fascicolo per omicidio stradale disponendo il sequestro del veicolo per valutare se eventuali difetti tecnici o malfunzionamenti possano o meno aver contribuito all’incidente. La salma è quindi a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
La notizia della morte di Ambra Marotta – laureata in architettura ma da sempre appassionata di ristorazione – ha scosso profondamente due comunità: quella di Rionero Sannitico e quella di Castel di Sangro, dove la donna dalla scorsa primavera gestiva la sua attività.

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Galleria Serre, soluzioni in vista: via i semafori a dicembre

Sono emerse importanti novità dal tavolo tecnico convocato ieri mattina a Palazzo di Governo dal prefetto Montella per discutere delle criticità relative al cantiere all’interno della galleria Serre sulla Trignina. Presenti, per l’occasione, i funzionari dell’Anas, una delegazione della Provincia di Isernia, la Polizia stradale oltre, ovviamente, ai vertici della Prefettura e all’Assotir con delegazioni regionali e nazionali.
A sorpresa è stata l’Anas a proporre una soluzione definitiva per limitare le criticità: per i lavori strutturali con opere a terra si procederà con la situazione attuale, quindi semafori ai due ingressi della galleria con il traffico alternato. Entro dicembre, però, Anas conta di completare i lavori principali, così da concentrare in orario notturno le opere accessorie come l’illuminazione e il risanamento delle pareti ammalo rate.
Da dicembre, dunque, i semafori funzioneranno solo di notte mentre nelle ore diurne la carreggiata sarà percorribile nella sua interezza, sia all’andata sia al ritorno. La proposta di Anas ha trovato il favorevole accoglimento di tutti coloro che hanno partecipato alla riunione.

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Lavori sulla Trignina, Greco: così si prolunga l’agonia di un intero territorio

Sono decine le segnalazioni che giungono quotidianamente per quanto riguarda la situazione che da oltre un mese gli automobilisti vivono sulla Fondovalle Trignina, nei pressi della galleria Serre, dove il traffico è regolato da un senso unico alternato e da un semaforo, per via dei lavori di ammodernamento del tunnel in corso. Lavori che si protrarranno fino a febbraio 2025: sul tema, è intervenuto il consigliere regionale Andrea Greco, che si è recato direttamente sul posto per denunciare il disservizio «che si ripercuote sui lavoratori, sui pendolari, su chiunque debba transitare per questa strada, ma anche sui mezzi di soccorso, per cui ad oggi non esiste alcun protocollo che consenta di evitare la sosta forzata» – spiega Greco in una diretta Facebook.
«Tutto questo è semplicemente inaccettabile, anche perché le soluzioni per limitare i disagi, accorciare i tempi del cantiere ed evitare rischi per la salute esistono, ma a quanto pare sono cadute nel vuoto politico di chi ricopre ruoli di vertice e su queste decisioni dovrebbe assumere una posizione chiara nell’interesse della collettività.
Immaginate una persona colta da infarto in alto Molise che, nel tragitto verso l’ospedale, è costretta a fermarsi davanti a un semaforo con una fila interminabile di veicoli davanti – prosegue -. Questo non è solo un disservizio, ma rappresenta una seria minaccia per la salute pubblica. Non si può accettare che, anche in caso di patologie tempo-dipendenti, i mezzi di soccorso debbano fermarsi o deviare il percorso verso Campobasso, allungando ulteriormente i tempi di intervento, visto che la corsia dove sono in corso i lavori è bloccata dai mezzi e dal materiale del cantiere.
Eppure, nonostante le segnalazioni e le evidenti criticità, registriamo un silenzio assordante. Ad esempio da parte del Presidente della Provincia di Isernia, che si è interessato alla questione solo nelle fasi iniziali, o da parte dell’Assessore regionale alle infrastrutture che a quanto pare ha perso il controllo della viabilità, visto che i Fondi di sviluppo e coesione sono stati praticamente affidati alla Provincia per la gestione di vari interventi.
In tutta Italia, in cantieri analoghi, l’Anas lavora notte e giorno, inclusi i festivi – afferma -. Qui, invece, i lavori si svolgono solo durante il giorno, prolungando così l’agonia di un intero territorio fino a febbraio 2025, se tutto dovesse filare liscio. Ma si sa, accade spesso che in Italia i tempi si dilatino all’inverosimile. Per questo bisogna fare tutto il possibile affinché si riducano sensibilmente i tempi dei lavori, che vuol dire ridurre i disagi e restituire dignità ai cittadini e alle imprese che ogni giorno percorrono questa strada.
Questo stato di cose è inaccettabile, e sorprende l’assenza di una reazione adeguata da parte delle istituzioni competenti, tra cui i presidenti di Provincia e Regione, e i sindaci di zona. Scriverò al Prefetto, ai vertici di Anas e al Presidente della Provincia di Isernia, oltre a portare il tema in Consiglio regionale – annuncia -. Invito i cittadini a continuare a far sentire la propria voce. Non possiamo accettare che un’intera provincia venga tagliata in due, per mesi. La sicurezza e la qualità della vita non possono passare in secondo piano».

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