Cantalupo, operaio ferito gravemente: mano recisa da un macchinario

Un grave incidente sul lavoro si è verificato a Cantalupo nel Sannio, dove un operaio di 48 anni di Sant’Elena Sannita ha riportato lesioni gravissime a quanto pare mentre stava utilizzando un macchinario per il taglio della legna. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo avrebbe subito il distacco completo di una mano durante le operazioni lavorative. Le dinamiche dell’accaduto sono ancora oggetto di accertamento da parte dei Carabinieri della Compagnia di Isernia, che stanno conducendo le indagini per chiarire le cause che hanno portato al drammatico evento. Al momento non si esclude alcuna ipotesi.
L’operaio ad ogni modo è stato immediatamente soccorso e trasportato d’urgenza prima al Pronto Soccorso del Veneziale di Isernia, poi trasferito presso l’ospedale Santobono di Napoli dove è stato sottoposto per 12 ore a un delicato intervento chirurgico di reimpianto, nel tentativo di ricollegare l’arto al resto del corpo. I medici cercheranno nei prossimi giorni di capire se l’arto potrà recuperare funzionalità. Stando alle informazioni raccolte nel pomeriggio di ieri, ad ogni modo, le condizioni del paziente sarebbero in miglioramento.
Intanto proseguono gli accertamenti delle forze dell’ordine e dell’Ispettorato del lavoro per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

The post Cantalupo, operaio ferito gravemente: mano recisa da un macchinario appeared first on PrimoPiano Molise.

La “scalata” di Bagagnan, dal Mediterraneo al cielo di Majella

Sette minuti. Tanto è servito a Bagagnan Abdoulaye per scrivere una pagina indimenticabile della storia di Agnone. Ventuno anni, originario del Burkina Faso, con le sue treccine colorate e il sorriso che sembra non spegnersi mai, domenica sera è riuscito là dove dodici mesi fa aveva fallito per un soffio: conquistare la cima del palo dei Rioni, la competizione più attesa dei festeggiamenti in onore della Madonna della Libera. Dodici metri di legno reso viscido da olio e grasso, un’impresa che richiede forza, tecnica e sangue freddo. Una sfida che non è solo sportiva, ma anche collettiva: dietro ogni scalata c’è il lavoro di una squadra che si alterna, che si sostiene, che prova e riprova. L’anno scorso Bagagnan era arrivato a un passo dalla vetta, ma stremato aveva dovuto arrendersi, senza più scagliola per pulire le mani e continuare la salita. Questa volta no. Questa volta la determinazione e l’energia lo hanno spinto fino all’ultimo appiglio, sotto lo sguardo emozionato di una piazza piena come non mai. Oltre 800 spettatori assiepati attorno al palo, tra applausi, cori e incitamenti che si confondevano con le luci del palco e la musica di festa. Il rione Majella, cuore pulsante della competizione, è diventato un teatro a cielo aperto. «Un’emozione incredibile – racconta Bagagnan scendendo tra gli abbracci dei compagni –. L’anno scorso avevo quasi mollato, quest’anno non potevo permettermi di sbagliare. Ho pensato a tutto il cammino fatto per arrivare qui e ho trovato la forza».
Dietro questa vittoria, però, c’è molto di più di una gara vinta. C’è la storia personale di un ragazzo che ha conosciuto la durezza della vita ben prima di mettere piede in Molise. Bagagnan ha lasciato il Burkina Faso due anni fa, fuggendo da un Paese lacerato da guerre civili e divisioni interne. Due mesi di viaggio a piedi, attraversando deserti e confini fino ad arrivare in Algeria e poi in Tunisia. Infine, il mare. Due giorni e due notti su una barca di fortuna, con poco cibo, poca acqua e la paura costante di non farcela.
«Se ho avuto paura? Certo – dice con un filo di voce –. Soprattutto in mare, con le onde alte e il buio. Ma pensavo sempre a chi era rimasto a casa, ai miei genitori, a mio fratello Jakuba e mia sorella Rakiatu. Era l’unica cosa che mi dava coraggio». Il 7 luglio 2023 approda a Lampedusa. Una data che ricorda bene, perché per lui segna un nuovo inizio. Da lì ad Agnone, ospite del CAS nell’ex hotel Sammartino, dove impara l’italiano in pochi mesi e inizia a costruirsi una vita. Lasciata la struttura, trova lavoro in una ferramenta.

«È un ragazzo intelligentissimo – raccontano i titolari –. Ha imparato subito il mestiere e oggi ci fidiamo ciecamente di lui. Si fa voler bene da tutti». Con il suo modo di fare semplice e l’allegria contagiosa, Bagagnan diventa presto parte della comunità. Non è un caso che il capitano del rione San Pietro, Adriano Orlando, lo abbia fortemente voluto in squadra. Insieme a Massimo Iaciancio ha costruito un team interamente composto da ragazzi immigrati, che in poco tempo ha conquistato simpatia e sostegno da parte del pubblico.
«È stata una scelta di cuore e di fiducia – spiega Orlando –. Abbiamo creduto in loro e non ci hanno deluso». E al momento della vittoria, il pensiero corre subito a chi non c’era: l’amico e compagno Giosuè Greco, ricoverato a Rieti, cui Orlando dedica la vittoria. Il contesto non è secondario: la macchina organizzativa della manifestazione, curata nei minimi dettagli dall’associazione giovanile La Repubblica di Maiella e coordinata da Alessio D’Ottavio, ha permesso di trasformare la gara in una grande festa popolare, con un livello di partecipazione che raramente si vede. E così, tra polvere, applausi e abbracci, la storia di Bagagnan diventa la storia di un’intera comunità. Il ragazzo del Burkina Faso che ascolta rap e sogna un futuro sereno, oggi è l’idolo dei bambini di Agnone, che sotto al palo lo hanno incitato a gran voce.
«Un bel paese, Agnone. La gente mi vuole bene e io voglio restare qui», confida con un sorriso disarmante. La scalata di Bagagnan non è solo un successo personale o di squadra. È il simbolo di un paese che sa accogliere, di una piazza che si trasforma in famiglia, di una comunità che sceglie di fare spazio e di credere nei sogni di chi arriva da lontano. In fondo, il palo dei Rioni non misura soltanto la resistenza fisica, ma la capacità di un popolo di sostenere chi prova a salire. E domenica sera Agnone, con il suo applauso, ha dimostrato di saperlo fare fino in cima.
Maurizio d’Ottavio

The post La “scalata” di Bagagnan, dal Mediterraneo al cielo di Majella appeared first on PrimoPiano Molise.

Dr investe in Molise, 70 milioni per il polo di Macchia d’Isernia

Attraverso un investimento di 70 milioni di euro, Dr Automobiles Groupe punta a costruire a Macchia d’Isernia nuovi impianti di produzione. Il progetto, che porterà all’impiego di almeno nuovi 300 addetti, prevede la produzione completa in Molise di nuovi modelli.L’investimento che riguarda il sito molisano era già stato annunciato lo scorso luglio, in Giappone, durante l’Expo di Osaka. In quell’occasione l’amministratore delegato di DR aveva parlato di 50 milioni di euro. A distanza di poco più di un mese il gruppo Dr ha previsto un upgrade di 20 milioni di euro, resosi necessario per sostenere un ulteriore nuovo ed importante progetto che sarà annunciato a breve.
Intanto sono già partiti i lavori di revamping del sito industriale della Saxa Gres S.p.a. di Anagni (acquisito lo scorso 7 agosto da Jarama, società controllata al 100% da Dr Automobiles), che produceva gres porcellanato e che sarà ora destinato ad alcune delle attività che il gruppo Dr già svolge presso il proprio quartier generale di Macchia d’Isernia. Ad Anagni saranno impiegati anche 67 lavoratori della Saxa Gres che sono stati assorbiti dall’azienda con sede in Molise.
Il sito di Anagni, per la sua collocazione a ridosso della A1 e ben servito da uno scalo ferroviario, riveste un’importanza strategica nei piani di ulteriore espansione di Dr.
«Siamo davvero felici di aver raggiunto questo obiettivo. È stato un grande lavoro di squadra tra tutti i soggetti coinvolti – ha spiegato l’Ad di DR, Antonella Tortola – che speriamo possa rappresentare un’opportunità di sviluppo per il nostro gruppo ma anche di crescita per un’area industriale storicamente importante, soprattutto per l’automotive, come quella della provincia di Frosinone».
Attualmente Dr Automobiles Groupe gestisce sette brand e 28 carline. Detiene una quota del 2,56% nel mercato italiano (2024) dei privati ed ha chiuso il primo semestre del 2025 con una crescita, in termini di ricavi, del 41% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
I piani di espansione non riguardano solo l’Italia ma anche i mercati esteri. La divisione estero di Dr si sta occupando dell’atterraggio in Spagna, Belgio, Francia, Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Romania e Grecia attraverso l’apertura di concessionari o la nomina di distributori diretti di tutti i marchi del gruppo.

The post Dr investe in Molise, 70 milioni per il polo di Macchia d’Isernia appeared first on PrimoPiano Molise.