Il castello va riaperto, Federico: Gambatesa merita attenzione

«Il castello di Gambatesa dev’essere riaperto al più presto, ma soprattutto bisogna garantire al Comune la possibilità di renderlo fruibile durante tutto l’anno. E per farlo servono soluzioni strutturali sul personale che sono già all’attenzione del governo nazionale».
Così Antonio Federico, deputato del Movimento 5 stelle. che ha segnalato al ministro dei Beni culturali l’assurda vicenda del Castello di Capua, chiuso appunto per carenza di personale.
«L’appello della sindaca e della comunità di Gambatesa – spiega Federico – merita attenzione massima e risposte celeri. A questo proposito ritengo che la soluzione possa giungere dallo scorrimento dei concorsi già avviati che riguardano il personale Afav, quindi dall’assunzione degli idonei. Ma bisogna far presto, sfruttando l’accelerazione delle procedure prevista con lo stato d’emergenza che però terminerà il 31 marzo 2022».
Il parlamentare ieri ha avuto un colloquio con la sindaca Genovese, condivisibili le sue preoccupazioni, dice il deputato che però chiama in causa la Regione, come aveva già fatto il primo cittadino di Gambatesa chiedendo un intervento deciso dell’assessore al ramo Vincenzo Cotugno.
«Per risolvere il problema c’è bisogno dell’impegno di tutti – aggiunge Federico – soprattutto della Regione Molise che dovrebbe sentirsi la prima responsabile davanti alla chiusura di un sito culturale, peraltro in un periodo di riaperture e di rilancio dell’economia. Se si vuol dare concretezza al Piano nazionale di ripresa e resilienza, le risorse economiche devono essere accompagnate dall’aumento delle risorse umane: solo così i Comuni potranno lavorare al meglio, anche per gestire i siti culturali. Il castello di Gambatesa – termina il parlamentare 5s – è un tesoro, patrimonio di tutto il Molise e ogni giorno in più che resta chiuso rappresenta un’offesa alla comunità e un danno per l’economia del Fortore e dell’intera regione».

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Lucito in festa, monsignor Alfredo Pizzuto nominato ieri Canonico onorario del Santo Sepolcro a Gerusalemme

Ieri, festa della Presentazione al Tempio del Signore, nella Cattedrale di Gerusalemme, il patriarca latino di Gerusalemme, monsignor Pierbattista Pizzaballa, ha nominato monsignor Alfredo Pizzuto, Canonico onorario del Santo Sepolcro.
Don Alfredo nasce a Lucito e sin da ragazzo dimostra la sua propensione al servizio della comunità parrocchiale ed in particolar modo si “lascia affascinare” ed istruire da don Raffaele De Rubertis, avvicinandosi e scegliendo così la vita religiosa. In giovane età, seguendo il richiamo della fede, compie gli studi nel seminario di Palmoli-Vasto e il 24 giugno del 1982 riceve l’ordinazione sacerdotale nell’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore in provincia di Siena dal vescovo Ruppi. Per dodici anni è parroco nel senese e poi per vent’anni è stato rettore della Rettoria Arcivescovile di San Cristoforo a Siena. Attualmente è Canonico Onorario del Capitolo Metropolitano di Siena.
In tutti questi anni di sacerdozio don Alfredo non ha mai dimenticato il suo paese natio dove appena può fa ritorno. Ha in modo particolare appoggiato le celebrazioni delle feste religiose e dei Santi tradizionali del popolo lucitese come San Nicola, San Giuseppe e San Rocco. Si è sempre posto con un atteggiamento di generosità e collaborazione verso la parrocchia impegnandosi per il posizionamento della croce sui ruderi di Sant’Angelo Altissimo, contribuendo al restauro dell’antico organo positivo, al posizionamento della seconda campana della Cappella dell’Immacolata, donando una vetrata a mosaico sopra l’altare centrale della Chiesa di San Nicola di Bari e di recente ha progettato e fatto realizzare dei loculi al Cimitero per sistemare insieme gli ossari dei preti a cui Lucito ha dato i natali.
“Chronistoria della Terra di Lucito” è il suo primo saggio nel 1999 che testimonia la passione per la conoscenza sui fatti appartenenti alla terra di origine, alla fede del suo popolo e dei suoi Pastori. A questo, seguono numerose altre pubblicazioni come “Paolo VI, sulle orme di un Pellegrino d’eccezione” nel 2012, “Paolo VI… un fenomeno di piccolezza, profetico maestro” nel 2013 o ancora “Gerusalemme, il Calvario. Arte – Catechesi – Preghiera” nel 2020.
Nel corso degli anni l’amore e l’interesse di don Alfredo per la Terra Santa lo ha portato ad intraprendere una serie di viaggi in cui ha avuto modo di stringere solide e persistenti relazioni. La stima e l’amicizia per i francescani lo hanno visto coinvolto in vari progetti ed in iniziative di carità e di recupero del patrimonio artistico, come l’esemplare ripristino della copertura dell’orto del Getzemani a Gerusalemme, l’acquisto di strumenti musicali destinati all’Istituto “Magnificat” oppure il recupero di una croce dono di Paolo VI per il Calvario.
L’ onorificenza a don Alfredo come Canonico Onorario del Santo Sepolcro rappresenta il segno tangibile dell’impegno e della dedizione di don Alfredo per la Chiesa di Terra Santa e nei confronti del Patriarcato latino di Gerusalemme. Inoltre testimonia la sua passione per la contemplazione della Parola di Dio e la capacità di seguire la volontà Divina nei diversi ambiti pastorali. Questa onorificenza, che inizia proprio nel giorno della Presentazione di Gesù al Tempio, giornata legata al concetto di “luce”, possa illuminare questa nuova missione a cui don Alfredo è stato chiamato. L’ amministrazione comunale, la parrocchia San Nicola di Bari, i concittadini e amici di don Alfredo si congratulano con lui, porgendogli i più sentiti auguri ed esprimendogli affetto e gratitudine.

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Ha “vinto” Bregantini, la nuova sede di don Peppino è Riccia

Ha “vinto” (se di vittoria si può parlare), l’arcivescovo di Campobasso-Bojano: don Peppino Di Iorio lascerà Cercemaggiore. Quando? Non lo sa nemmeno il sindaco Mascia che, anche a nome dei suoi concittadini, si dice «sconcertato».
Sembra di capire che il parroco, molto amato a Cerce, non sarà più destinato a Jelsi ma a Riccia. Lo stesso primo cittadino riferisce di averlo appreso da alcuni fedeli che hanno partecipato ad una funzione religiosa a Capodanno celebrata al convento del paese dall’arcivescovo in persona. Una visita inaspettata, avvenuta in un luogo di culto diverso da quello di cui don Peppino è titolare.
Nella circostanza Bregantini avrebbe reso nota la sua ultima decisione in merito al trasferimento del reverendo.
Il sindaco Mascia, oltre a manifestare sconcerto e disappunto, in punta di penna ha inteso rendere pubbliche le ragioni che avevano indotto lui e un comitato all’uopo costituito a chiedere il differimento del trasferimento di don Peppino a fine 2023. Lo ha fatto scrivendo la nota di seguito pubblicata:
«Si ritiene doveroso portare a conoscenza dell’opinione pubblica quanto sconcerto sta provando la popolazione di Cercemaggiore riguardo alle vicende che negli ultimi tre mesi hanno interessato la parrocchia, che di seguito si riassumono.
– Monsignor Bregantini, si ricorderà, agli inizi di ottobre ha disposto il trasferimento del parroco don Peppino Di Iorio ad altra parrocchia, nel mezzo dell’organizzazione di una serie di eventi programmati e da realizzarsi negli anni 2022 e il 2023. In tali anni cadono difatti due anniversari importanti riguardanti le reliquie di san Vincenzo Martire, patrono del paese: la concessione, a Roma, delle reliquie (280 anni) e il loro arrivo a Cercemaggiore (250 anni).
– La popolazione si è subito mobilitata organizzandosi in un comitato spontaneo che ha immediatamente portato alla raccolta di 2.230 firme: tutta la popolazione adulta di Cercemaggiore. Tali firme sono state consegnate a monsignor Bregantini contestualmente alla ragionevole richiesta di lasciare don Peppino per i due anni necessari per portare a compimento le iniziative degli anniversari.
– Da quel momento non si è mai smesso di sperare in un esito positivo della richiesta, anche se dopo il decorso di giorni non si è avuto dal vescovo alcun cenno, né il sottoscritto né il comitato hanno ricevuto alcuna convocazione, né alcuna risposta ufficiale alla richiesta.
– Il giorno di Capodanno, a quanto risulta dalle voci riferitemi, monsignor Bregantini – all’insaputa di tutti – di buon mattino, come “di nascosto”, è venuto a celebrare messa a Cercemaggiore, non nella parrocchia ma nel santuario di Santa Maria della Libera; in tale occasione ha comunicato che di lì a giorni il parroco don Peppino si sarebbe dovuto occupare della parrocchia di Riccia e che a Cercemaggiore ci sarebbe stato un altro parroco.
Si torna a sottolineare lo sconcerto di fronte a tale comportamento: la popolazione di Cercemaggiore si sente trattata male da parte del proprio vescovo, non presa in considerazione, non apprezzata, non rispettata.
Si coglie l’occasione per annettere, di seguito, la bozza del programma di celebrazioni e attività biennali che si aveva in animo di attuare tra il 2022 e il 2023 al riguardo degli anniversari del patrono san Vincenzo Martire, sotto la guida di don Peppino Di Iorio; allo stato attuale e stante le cose così come sopra descritte, tale programma difficilmente potrà trovare realizzazione».
Gino Donnino Mascia,
sindaco di Cercemaggiore

 

CERCEMAGGIORE – BOZZA PROGRAMMA CELEBRAZIONI SAN VINCENZO MARTIRE

Celebrazioni per gli anniversari relativi alle reliquie di san Vincenzo Martire
2022-2023: biennio di celebrazioni e attività

1772-2022: 250 anni dall’arrivo a Cercemaggiore delle reliquie di S. Vincenzo Martire;
1743-2023: 280 anni dalla concessione a Roma delle reliquie di S. Vincenzo Martire;

Bozza di programma
Entro dicembre 2021
– Nomina della Commissione di promozione e di coordinamento delle attività biennali;
– Presentazione del libro su San Vincenzo Martire;

ANNO 2022
Gennaio-febbraio: stesura definitiva del programma biennale; presentazione e distribuzione libro su san Vincenzo presso tutte le famiglie. Avvio ricerche finalizzate alle pubblicazioni concernenti le chiese di Cercemaggiore e le opere d’arte in esse contenute;
Marzo: promozione del programma presso la popolazione locale; elaborazione e pubblicizzazione del programma;
Aprile: convegno.
Maggio-giugno: mostra: gli ex voto dedicati a san Vincenzo martire e agli altri santi nella chiesa parrocchiale;
Luglio-agosto: preparazione festa san Vincenzo, con rappresentazione della traslazione
Settembre: celebrazioni festa san Vincenzo Martire;
Ottobre: convegno sul vescovo Vincenzo Rocca: Larino e Cercemaggiore;
Novembre – dicembre: mostra dei documenti originali dell’archivio storico parrocchiale e dell’archivio storico comunale concernenti san Vincenzo Martire. In aggiunta anche la riproduzione dei documenti conservati a Larino e concernenti san Vincenzo Martire.

ANNO 2023
Gemellaggi:
– Gemellaggio con Acate (Ragusa) che festeggia san Vincenzo martire la terza domenica dopo Pasqua;
– Gemellaggio con Villetta Barrea (AQ) che a luglio festeggia san Vincenzo martire;
– Gemellaggio con Larino (CB);
Visita a Roma alle catacombe e alla chiesa di san Lorenzo in Lucina;
Mostre
– le immagini iconografiche del martire Vincenzo nelle chiese italiane;
– mostra sui reliquiari e altri arredi sacri delle chiese di Cercemaggiore;
– i paramenti sacri.
Convegno sui ‘Corpi Santi’;
Elaborazione di filmato;
Pubblicazioni varie, ivi comprese le guide storiche e artistiche delle chiese di Cercemaggiore
Visite guidate nei luoghi sacri di Cercemaggiore.

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