Unimol, immatricolazioni: c’è tempo fino al 16 ottobre e senza alcuna mora

L’Università del Molise ha prorogato i termini delle immatricolazioni per l’anno 2023/2024 fino al 16 ottobre e senza alcuna mora. La decisione – assunta con decreto del rettore – va incontro alle esigenze dei ragazzi che hanno affrontato le prove di ammissione ai diversi corsi di studio programmati e che ancora non conoscono l’esito perché la definizione e la pubblicazione delle graduatorie è in pieno svolgimento. Da qui la scelta dell’ateneo molisano di dare ancora qualche settimana di tempo per perfezionare l’immatricolazione o l’iscrizione oltre che allineare le scadenze e favorire le procedure di immatricolazioni per i dipendenti pubblici che sceglieranno di aderire al progetto “PA 110 e lode”, frutto della scelta dell’Ateneo di continuare nel solco del protocollo tra UniMol e Funzione pubblica. Per perfezionare l’immatricolazione o l’iscrizione al nuovo anno accademico, basta il pagamento della sola prima rata (156 euro) e si acquisisce, così, il numero di matricola e lo status di studente, o si perfeziona e si completa la procedura amministrativa per gli anni successivi al primo. Tutte le procedure sono agevoli e digitalizzate. Basta registrarsi al Portale dello Studente, seguendo le indicazioni nella pagina Istruzioni. E se poi tutto avviene entro lunedì 16 ottobre, non solo non si incorre nel pagamento dei diritti di mora, ma in più si è ancora in tempo per garantirsi un’opportunità essenziale con il progetto “Trasporti gratis”: viaggiare sui mezzi delle compagnie di trasporto regionale e con navette bus dedicate (Benevento-Campobasso a/r, Foggia-Campobasso a/r e Campobasso-Pesche a/r) senza costi di abbonamento.
Diverse le opportunità di scelta: 40 i corsi di studi a disposizione, (19 triennali, di cui una in doppio titolo internazionale con l’Albania; 18 magistrali – di cui 2 in doppio titolo internazionale con Svizzera e Argentina – e 3 magistrali a ciclo unico) per un’offerta formativa ampia e trasversale, tra tante conferme e novità importanti.
Infine per chi ha un Isee fino a 24mila euro immatricolazione gratuita ed esonero totale delle tasse all’Unimol (ad eccezione di quella regionale per il diritto allo studio universitario di 140 euro e imposta di bollo da 16 euro). Agevolazioni anche per i neo diplomati con 100 e 100 e lode e riduzioni per i componenti dello stesso nucleo famigliare.

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Sinergia tra Unimol e Asrem per potenziare l’offerta sanitaria

Toni propositivi e costruttivi per rinsaldare la collaborazione Unimol-Asrem: il rettore Luca Brunese ha incontrato il nuovo direttore generale Asrem, Giovanni Di Santo.
L’Università del Molise, dunque, pronta a fare la sua parte per contribuire a offrire ai cittadini molisani un servizio sanitario regionale efficiente, appropriato e sostenibile.
«Vogliamo proseguire il lungo e consolidato percorso che da sempre vede sostenersi Università e Azienda sanitaria regionale nell’obiettivo comune di far crescere l’offerta e il livello dei servizi – ha assicurato Brunese –. Una medicina di qualità sul territorio è fondamentale anche per un Ateneo che tanto sta investendo e scommettendo nel Dipartimento di medicina e scienze della salute. La risposta che abbiamo, in termini di popolazione studentesca, gratifica il nostro impegno e i nostri sforzi, ma di fronte abbiamo una sfida ancora più importante: creare le condizioni affinché le professionalità formate in Unimol scelgano poi di lavorare nella sanità molisana. E la strada per farlo siamo pronti a individuarla insieme».
L’incontro è stato inoltre l’occasione per fare una ricognizione dei progetti già in essere e avviare ragionamenti sui prossimi. Di grande interesse, la prospettiva avanzata dal dg Di Santo in merito alla formazione del personale Asrem. «Con l’Università del Molise – ha sottolineato – è importante lavorare insieme anche per affinare e rafforzare conoscenze e competenze dei dipendenti della nostra Azienda, per rendere la loro professionalità in grado di affrontare le nuove sfide che in generale la pubblica amministrazione è chiamata ad affrontare oggi, ancora di più nello specifico un’amministrazione che opera nel settore della salute pubblica. Il protocollo di intesa “PA 110 e lode” che Unimol ha sottoscritto con il ministero della Pubblica amministrazione per consentire ai dipendenti pubblici di laurearsi e specializzarsi è una grande opportunità che l’Asrem sente di voler sostenere incentivando l’iscrizione ai corsi di studio attivati dall’Unimol. Tutto questo, sempre a beneficio della qualità dei servizi che vogliamo rendere al territorio».

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Tutto pronto per il nuovo anno scolastico: 35mila gli iscritti

Tutto pronto per il ritorno a scuola, in Molise le lezioni partiranno il 14 settembre. La campanella suonerà per 34.398 studenti, circa 700 in meno rispetto allo scorso anno. In 20 anni la popolazione studentesca del Molise è passata da quasi 50mila alunni (dati del 2003) a poco più di 34mila: oltre 15mila studenti in meno.
Il “conto” lo ha stilato l’Ansa Molise confrontando i numeri attuali, contenuti nel report diffuso ieri dall’Ufficio scolastico regionale, con quelli del passato.
Nessuna criticità per l’inizio del nuovo anno, ha dichiarato ieri la dirigente dell’Ambito territoriale di Campobasso e Isernia dell’Usr Marialuisa Forte. Le procedure organizzative che riguardano l’assunzione dei docenti, del personale Ata e l’assegnazione delle cattedre annuali si sono concluse positivamente. Al lavoro, dall’inizio dell’estate la struttura regionale dell’Usr e quelle degli ambiti territoriali provinciali di Campobasso e Isernia.
Il 25 agosto si è inoltre conclusa anche la procedura di candidatura per la selezione del nuovo dirigente regionale che prenderà il posto di Anna Paola Sabatini, promossa dal ministro Valditara alla guida dell’Ufficio scolastico del Lazio (dove è in servizio dal 24 luglio scorso). C’è attesa dunque per la nuova nomina riguardante il che sarà effettuata direttamente dai vertici del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
In tutta Italia gli studenti alle prese con gli ultimi giorni di vacanza sono circa 7 milioni. Puntuali, poi, anche alcuni temi che ogni anno si ripresentano, fra cui quello del precariato: secondo i sindacati saranno oltre 200 mila i supplenti annuali ai quali sono da aggiungere quelli con supplenze più brevi e questo nonostante il ministero dell’Istruzione abbia varato nei mesi scorsi un piano straordinario di reclutamento.
Tra le novità di quest’anno, ci sono le figure del docente tutor e del docente orientatore: da settembre infatti saranno pienamente operativi circa 50.000 docenti tutor e orientatori, che aiuteranno gli studenti delle circa 70.000 classi dell’ultimo triennio delle scuole secondarie di II grado a effettuare scelte consapevoli e costruire un percorso di studi e di lavoro che faccia emergere i talenti di ciascuno. Il tutor avrà anche il compito di favorire il recupero per i ragazzi che manifestano maggiori difficoltà, consentendo al tempo stesso a quelli che hanno particolari talenti di potenziarli. Questi docenti hanno ricevuto nei mesi scorsi una formazione specifica: hanno inoltrato la richiesta di partecipazione ai moduli formativi 52.176 professori per il tutor e 4.252 per diventare docente orientatore.
Tra le notizie preoccupanti che riguardano il mondo della scuola e non solo, il fatto che sta divenendo sempre più evidente la mancanza, soprattutto alle scuole primarie e nei piccoli centri, di bambini, il che rende difficile la formazione delle classi primarie. Al tempo stesso, alle superiori, e in particolare nelle grandi città, continua ad essere presente il problema delle cosiddette “classi pollaio” formate da oltre 30 studenti.
Il trend – secondo quanto rappresentano i dirigenti scolastici e i sindacati della scuola – rimane lo stesso degli ultimi anni perché la stessa è la normativa che pone a 27, nelle scuola superiore, il numero minimo di studenti: quindi le prime classi anche quest’anno continueranno ad avere da 27 a 30-31 o più studenti; i numeri si alleggeriscono un po’ solo nelle classi successive, per bocciature e cambi di istituto.
Le famiglie sono invece alle prese con la stangata del caro-libri. Secondo il sindacato dei librai gli aumenti si attesteranno ben oltre il 10% rispetto allo scorso anno, con una spesa che può superare i 500 euro per gli studenti delle scuole superiori. Tanto più che, come denunciato da Paolo Notarnicola, coordinatore della Rete degli Studenti Medi, il problema è aggravato dal fatto che i testi di riferimento vengono cambiati con piccole modifiche o aggiunte, ma i ragazzi devono comunque comprarli ex novo.

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