I Lupi sbancano Bari

Impresa epica. Il Campobasso sbanca Bari, Michael Liguori è l’eroe di giornata. I Lupi battono i galletti 3-2 in una giornata storica: mai si era vinto in casa dei pugliesi. Lo si fa nel migliore dei modi, con 650 tifosi al seguito, con una tripletta ma anche con la grande paura finale di vedersi riacciuffati. Parlare di classifica è superfluo: questa squadra ha fatto vivere alla città prima che alla piazza rossoblù un sabato che resterà scolpito nei cuori di chi ama questi colori. La salvezza è sempre più vicina, giocando così si può pensare anche a qualcosa di più.
Cudini mescola un po’ le carte puntando su Fabriani e non su Sbardella per la fascia destra difensiva mentre a centrocampo Bontà forma il trio con Persia e Tenkorang. Candellori terzo d’attacco al fianco di Emmausso e Rossetti. La prima emozione è rossoblù: Menna al 5’ lancia Rossetti che stoppa bene prima di calciare verso la porta andando a mezzo metro dal palo. La risposta barese qualche istante dopo con Cheddira che si libera forse fallosamente di Dalmazzi prima di presentarsi a tu per tu con Raccichini che abbassa la saracinesca sul tiro ravvicinato. La partita non è noiosa seppure viva di sprazzi. Mentre già al 18’ Emmausso è costretto a lasciare il campo: la spalla infortunata fa male, entra Liguori. Subito dopo il molisano Antenucci spreca tutto da ottima posizione su una respinta corta della difesa. Candellori gioca da trequartista alle spalle di Rossetti e del neo entrato. Esplodono il settore ospiti e la città di Campobasso al 22’ quando Liguori recupera palla a Ricci, effettua di mancino un tiro-cross che beffa Frattali andandosi a infilare nel sette. La risposta locale intorno alla mezz’ora con Mallamo che calcia da destra ma Bontà lo stoppa in corner. Ma la vera occasione è dei Lupi che al 32’ sfiorano il raddoppio con Candellori che dal cuore dell’area calcia fuori su assist di Fabriani. Al 36’ grandissima giocata di Rossetti che ne salta due prima di andare alla conclusione però troppo centrale. È un signor Campobasso.
Al 49’ Liguori confeziona la sua doppietta da urlo. Celiento sbaglia un pallone clamoroso, passaggio arretrato che diventa un assist per il calciatore rossoblù che davanti al portiere lo trafigge di sinistro. Apoteosi campobassana. Che mazzata per i pugliesi. Che tentano di reagire: prima occasione per Antenucci che mette dentro ma non c’è nessuno davanti alla porta. Poi è di pochissimo fuori la botta dai diciotto metri di D’Errico. Ma il sogno che si sta per realizzare è tutto del Lupo: Pace fa a fette la difesa pugliese, dà a Tenkorang che assiste in maniera pregevole Liguori che firma la tripletta pazzesca. Il pubblico rossoblù è in delirio. Al 73’ però il Bari accorcia con la sfortunata deviazione in rete di Dalmazzi sul cross di Citro. E cinque minuti dopo D’Errico trova il 2-3 dopo la respinta di Raccichini sul tiro di Antenucci. C’è da stringere i denti e soffrire. Ma a otto dalla fine Rossetti si divora il 4-2 a tu per tu con Frattali che gli devia la conclusione ravvicinata in angolo. Finale da brividi, c’è da soffrire e stringere i denti. Il Campobasso la porta a casa e conquista tre punti storici.

Franco de Santis

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A Bari per scrivere una pagina di storia: 650 tifosi per i Lupi

Una festa di popolo prima che una partita di calcio. Una rivendicazione orgogliosa della propria storia oltre che un ‘semplice’ scontro alla conquista di punti più o meno importanti. Sarà questo e molto altro Bari-Campobasso, di certo la partita dell’anno, della stagione, degli ultimi anni. E sarà esodo, un esodo rossoblù nel vero senso della parola. La tifoseria dei Lupi quando decide di muoversi fa le cose in grande: il settore ospiti è da tutto esaurito, saranno addirittura 650 i tifosi che assisteranno, anzi sosterranno, supporteranno e faranno il tifo per i propri colori allo stadio ‘San Nicola’, laddove si giocarono Mondiali, Coppa dei Campioni, serie A. Oggi, a partire dalle 17.30, sarà il dignitoso e grintoso Campobasso di patron Gesuè e di mister Cudini a calcare quell’erbetta che un tempo ospitava Baggio e Batistuta, Maiellaro e Totti. Tifosi della prima, della seconda e della terza ora, anzi generazione. Famiglie, ragazzi, vecchi e nuovi ultras, tutti uniti sotto il vessillo della città capoluogo: lo spicchio rossoblù si vedrà eccome, in un catino che accoglierà migliaia di spettatori pugliesi vogliosi di lasciare la C e tornare nelle categorie di maggiore competenza. Trasferte di questo tipo mancavano da anni. Presenze così massicce non si verificavano da un po’. A memoria, nel 2018 – con la squadra di Bagatti allora ultima in classifica – si andò in 300 a Cesena. Qualche anno prima, nel novembre del 2014, in 600 a San Benedetto del Tronto e qualche mese più tardi stesso numero a Fano. Per non parlare dei 700 di Firenze. A dire il vero, in questo campionato la squadra ha sempre avuto l’apporto del pubblico nostrano, con picchi di presenze nelle gare più sentite. E si è sempre fatta bella figura: da Palermo a Messina passando per Taranto, Avellino, Castellammare, Potenza e Andria. Oggi si farà un figurone, al cospetto della capolista indiscussa del girone C che però dovrà sudare le proverbiali sette camicie per avere ragione di una squadra, anzi di una città-regione. Sì, perché ci sarà un’intera regione a spingere dagli spalti, da casa, dai bar, dal lavoro, il Lupo all’impresa.

Franco de Santis

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Cudini: «Vittorie come questa danno slancio»

Era il 3 ottobre 2021 e il Campobasso conquistava la sua prima vittoria casalinga dal ritorno in serie C. Pochi si sarebbero aspettati che la seconda gioia piena sarebbe arrivata dopo quattro mesi e mezzo. È accaduto l’altra sera, in una delle gare più difficili, quella contro il Monopoli. Squadra concreta e affamata, oltre che organizzata, quella rossoblù, capace di non far tirare mai gli avversari nello specchio della porta. Occasioni poche, sfruttata una delle migliori con Tenkorang, il top tra i ventidue in campo. Ottime le prestazioni anche di Pace, dei centrali Menna e Dalmazzi, dello stesso Sbardella che ha sfornato l’assist per il gol (come ad Andria, ndr). Ha convinto Persia nel ruolo di playmaker. Insomma, una prova corale di buonissimo livello che riporta a quattro le lunghezze di vantaggio sulla zona playout. Tanta soddisfazione e consapevolezza di potersela davvero giocare con chiunque, come accadeva nella prima parte del girone di andata. Ecco le sensazioni di Mirko Cudini.
Mister, grande gioia per aver finalmente riconquistato Selvapiana, no?
«La contentezza è tanta perché abbiamo sfatato diverse cose, tra le quali la vittoria in casa che manca da tanto tempo. E poi abbiamo ripreso un cammino positivo dopo la sconfitta di sabato a Pagani. È una vittoria che ci dà grossa fiducia perché le vittorie in casa soprattutto potrebbero darci quello slancio in più, quindi siamo felici».
Una partita non spettacolare ma in cui la squadra è riuscita a sfruttare le poche occasioni create, è così?
«La squadra credo si sia espressa bene pur non creando occasioni importanti, ha svolto la partita come doveva farla. Davanti avevamo una squadra che non ci faceva giocare forse come volevamo noi perché si è chiusa molto bene soprattutto nel primo tempo. Siamo stati bravi a palleggiare, a girare palla, per creare i presupposti per il vantaggio. l’importante era non subire gol dopo un paio di partite, ci siamo riusciti. Siamo contenti della gente che ha esultato per un successo in casa dopo tanto tempo, quindi benissimo così».
Cosa significa vincere questo tipo di gare?
«Scatta sicuramente consapevolezza. Affrontavamo una squadra importante che sta facendo un campionato altrettanto importante. È strutturata fisicamente, con un’intelaiatura di livello, quindi per noi non era facile fare bottino pieno. Altre volte c’erano i presupposti per farlo e non ci siamo riusciti. Invece col Monopoli i ragazzi hanno fatto una prestazione intelligente, fisica e soprattutto di intensità mentale. Questo ha portato i tre punti».
Magari preparare la sfida al Bari sarà più facile, tra virgolette, no?
«Sicuramente si prepara da sola, la squadra che affrontiamo non ha bisogno di presentazioni. Andiamo a giocarci la nostra partita, per noi deve essere uno stimolo e anche occasione per fare punti che a noi servono. Al di là del Bari, andremo per cercare di fare il massimo. Sapendo che di fronte avremo la capolista. Abbiamo fiducia ed entusiasmo».

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