Il Municipio trasloca, Futuro Trivento: così si uccide il centro storico

Il gruppo consiliare “Futuro Trivento” si schiera contro lo spostamento della sede municipale dal centro storico. Gli uffici di via Torretta e piazza Cattedrale saranno trasferiti nella sede della scuola elementare “E. Ciafardini” che a sua volta sarà trasferita nella scuola media “N. Scarano”. Una rivoluzione, che senza apportare grandi risparmi, per i consiglieri di opposizione segnerà la fine definitiva del centro storico.
«L’amministrazione comunale – scrivono i consiglieri Luigi Pavone e Diego Scarano – ha deciso di trasferire la scuola elementare nell’edificio “N. Scarano” in Via Acquasantianni che ospita la scuola media, per far posto agli uffici comunali, che si trasferiranno dalle tre sedi attuali alla sede della scuola elementare in Piazza Calvario. Alla base della decisione dell’amministrazione vi è la necessità di ridurre il consumo energetico degli edifici comunali. Per verificare la fondatezza di questa decisione, abbiamo richiesto alla struttura comunale i consumi di energia elettrica e gas per gli anni 2021 e 2022, al fine di analizzare i dati e capire l’entità del risparmio energetico che ne conseguirebbe. Dalla nostra analisi, si evince come il risparmio presunto che si avrebbe con lo spostamento per l’anno 2022 sarebbe di circa 6500 Euro (considerando che, nonostante siamo ormai a fine novembre, nel calcolo del consumo totale per l’anno 2022 sono state considerate anche le somme che si sarebbero risparmiate se lo spostamento fosse avvenuto ad ottobre 2022, pertanto il risparmio conseguito sarà verosimilmente minore). C’è da dire che per effettuare lo spostamento l’amministrazione comunale ha impegnato in bilancio 30000 euro, 22 per la scuola media ed 8 per la scuola elementare, di cui 20000 sono stati già spesi. Inoltre, considerato che siamo ormai a fine novembre ed ancora non sono stati ultimati i lavori previsti, verosimilmente lo spostamento sarà effettivo nel mese di gennaio, pertanto il presunto risparmio si avrebbe solo per i mesi di gennaio, febbraio e marzo, notoriamente i mesi più energivori, come dimostra anche l’esigua differenza tra le spese per le utenze degli anni 2021 e 2022 nei mesi che vanno da aprile a settembre. Noi siamo assolutamente contrari a questa decisione per diversi motivi. In primis, per l’effetto che questo spostamento avrebbe per il centro storico, che verrebbe privato (dopo la mancata realizzazione del parcheggio e la totale assenza di investimenti e politiche di promozione) di un ulteriore servizio, che rischierebbe di trascinarsi dietro anche altre conseguenze, come, per esempio, la chiusura dell’ufficio postale, della cui riapertura il sindaco si è preso in varie occasioni i meriti, salvo poi scoprire, come spesso accaduto, che la riapertura di quell’ufficio rientrava nel piano aziendale di poste italiane ed era già programmata. Non meno importante, questo spostamento graverà molto sull’istituto scolastico, in quanto quest’ultimo non potrà accreditarsi come ente di formazione professionale (dopo averne fatto richiesta) per mancanza di spazi nel plesso della scuola media e, inoltre, sarà fortemente penalizzato qualora volesse accedere a finanziamenti per i quali è richiesta la disponibilità di spazi (negli anni scorsi, infatti, è stato creato un atelier creativo con fondi Pon utilizzando due aule inutilizzate per la didattica ordinaria). Premesso che è sicuramente un bene che si siano effettuati interventi di edilizia scolastica, tuttavia quei 30 mila euro impegnati per questi lavori si sarebbero potuti risparmiare se il contributo ricevuto per il decreto Sud (38.677,50 Euro) si fosse utilizzato per questi interventi, invece di utilizzarlo per i lavori effettuati per la “Piazzetta del sorriso”. In questo modo i 30 mila euro risparmiati si potevano utilizzare per fronteggiare il caro bollette. Tra le altre cose, nella bozza della legge di bilancio 2023 (titolo II, art.8) sono previsti contributi straordinari per i comuni per affrontare le maggiori spese per energia e gas, quindi i rincari verrebbero azzerati o fortemente ridotti con questi contributi. D’altronde questo era ampiamente prevedibile, in quanto questa situazione deve essere gioco forza transitoria, altrimenti, se questi rincari persistessero, andrebbero in default il 90% dei comuni italiani (oltre che imprese e famiglie). Stiamo assistendo, quindi, all’ennesima decisione azzardata e poco oculata dell’amministrazione comunale, che non si basa su un’analisi attenta dei dati e soprattutto su una visione politica a lungo termine e che rischia di sferrare un duro colpo sia allo sviluppo del centro storico che al futuro dell’istituto scolastico. Sorgono, quindi, spontanee alcune domande, per le quali speriamo di avere una risposta dall’amministrazione. È valsa la pena privare l’istituto scolastico della possibilità di diventare ente di formazione professionale, rinunciando all’indotto economico e all’aumentata visibilità dell’istituto scolastico che questo poteva generare? Come verranno utilizzate le sedi comunali, soprattutto quella di Via Torretta che è stata ristrutturata di recente? Piuttosto che allontanarci dal centro storico, dovremmo fare in modo di renderlo accessibile e dotarlo di maggiori servizi. Piuttosto che limitare le attività dell’istituto scolastico, si dovrebbero creare le condizioni per favorirle e, se possibile, aumentarle. Perché il centro storico e la scuola sono due risorse sulle quali non si può prescindere se si vuole costruire un programma di sviluppo e di rinascita di un territorio come quello di Trivento. Ci auguriamo che l’amministrazione torni sui propri passi o che questa sia solo una soluzione temporanea che duri il minimo possibile. Nel frattempo, visto che ci saranno ulteriori fondi da utilizzare per gli anni 2022 e 2023 per il decreto Sud e per il Pnrr, invitiamo l’amministrazione ad individuare degli interventi che abbiano un maggiore impatto strategico sul territorio, iniziando a dotarsi, qualora non li avesse già, di progetti esecutivi e che si cerchino contributi per investimenti nell’efficientamento energetico degli edifici comunali, visto che il PNRR prevede molti soldi per questo tipo di interventi».

The post Il Municipio trasloca, Futuro Trivento: così si uccide il centro storico appeared first on PrimoPiano Molise.

Trivento è fuori dall’Unione dei Comuni

Il consiglio comunale, riunito l’altra sera in sessione straordinaria, ha deliberato la fuoriuscita del comune dall’Unione di Comuni “Medio Sannio”. «È stata una decisione sofferta – spiega il sindaco Pasquale Corallo in una nota – ma da attuarsi perché non sono stati raggiunti gli obiettivi strategici e programmatici originariamente auspicati e che avevano comportato l’adesione nel 2019».
La partecipazione del comune di Trivento a questo Ente è durata poco più di 3 anni. “Nella fattispecie – aggiunge il sindaco – non sono stati centrati, a mio avviso, gli obiettivi programmatici prioritari dell’Unione contenuti nello Statuto e che dovevano rappresentare il fondamento dell’adesione e cioè: a) migliorare ed ottimizzare la qualità di tutti i servizi erogati nei singoli comuni e le risorse economico-finanziarie, umane e strumentali; b) promuovere e concorrere allo sviluppo socio-economico del Medio Sannio favorendo la partecipazione dell’iniziativa economica dei soggetti pubblici e privati e alla realizzazione di strutture di interesse generale compatibili con le risorse ambientali; c) favorire la qualità della vita della propria popolazione; d) esercitare un’efficace influenza sugli organismi sovracomunali che gestiscono servizi di competenza dell’Unione o dei Comuni; e) ampliare il numero delle funzioni e dei servizi rispetto a quelli prima gestiti dai singoli comuni. A distanza oramai di circa 4 anni dall’adesione – continua Corallo – tali obiettivi sono rimasti completamente disattesi. Tracciare un resoconto, sia pur breve, delle attività finora svolte e che hanno coinvolto Trivento è difficile. Come Amministrazione comunale abbiamo partecipato a tutte le riunioni dell’Unione votando i vari contenuti di atti e progettualità sempre in maniera responsabile e favorevole, anche se questi, nella totalità, erano stati ideati prima del nostro ingresso nell’Unione ed erano indirizzati in favore degli altri comuni già aderenti all’Unione, sempre nella consapevolezza che in seguito ci sarebbero state progettualità che avrebbero coinvolto anche la nostra Trivento. Successivamente alla decadenza del presidente Lombardi, a seguito delle elezioni amministrative del 12 giugno 2022, il giorno 8 agosto 2022 si è tenuto il Consiglio dell’Unione per la convalida dei nuovi consiglieri e per la elezione del nuovo presidente e dei nuovi assessori. Il sottoscritto ha regolarmente partecipato, come sempre a tutti i consigli precedenti, e con senso di responsabilità ha votato a favore del presidente e degli assessori candidati che attualmente compongono l’organigramma dell’Unione di Comuni. Da allora, però, con rammarico, prendo atto che non ci sono state più convocazioni del consiglio dell’Unione. Tutto ciò ha determinato una attenta riflessione, nell’ambito del mio gruppo politico che spinge a compiere la scelta dolorosa e condivisa, di recedere in maniera unilaterale dall’Unione dei Comuni. Esprimo l’augurio di buon lavoro – conclude Corallo – a tutti gli amministratori dei Comuni dell’Unione “Medio Sannio” con l’auspicio che intraprendano sempre iniziative che possano comportare lo sviluppo socio-economico dei cittadini del territorio».

The post Trivento è fuori dall’Unione dei Comuni appeared first on PrimoPiano Molise.

Contro tutte le guerre, scende in campo don Alberto Conti

“Una diocesi per la pace”. È l’ultima iniziativa lanciata dalla Caritas di Trivento per sostenere la fine dei tanti conflitti in corso, a cominciare da quello che si sta combattendo in Ucraina, che ogni anno provocano migliaia di morti e distruzione. Il direttore don Alberto Conti ha scritto ai sindaci dei 40 comuni della diocesi invitandoli a porre sotto al monumento ai caduti la seguente frase di papa Francesco: «La guerra è una follia!. Per tutti i caduti dell’“inutile strage”, per tutte le vittime della follia della guerra, mai più guerre! Da ogni terra si levi un’unica voce: no alla guerra e alla violenza, sì al dialogo e alla pace!».
«Lo scoppio della guerra in Ucraina, con i conseguenti orribili massacri delle popolazioni civili – ha scritto don Alberto ai sindaci – ha prodotto nei Paesi dell’Unione Europea l’aumento vertiginoso e spesso strumentale delle spese militari. In Italia tale scelta ha contribuito a dissanguare la nostra economia togliendo fondi che potevano essere destinati allo stato sociale, ai Comuni, al Sud, alla sanità, alla scuola e alla previdenza. La guerra, che tanti immani disastri e distruzioni ha prodotto in Ucraina, ha finito, in modo indiretto e subdolo, con il rendere ancor più precarie le condizioni sociali di ampie fasce di popolazione in Europa e nel mondo, già duramente messe alla prova dalla pandemia. A fronte di uno scenario sociale così devastante e che non ci consente peraltro di ignorare le tante guerre dimenticate nel mondo, spesso alimentate dalla fornitura di armi dei nostri Paesi occidentali (tra cui spicca anche la nostra Italia), la Diocesi di Trivento – raccogliendo anche gli aneliti dei movimenti pacifisti – attraverso questa Caritas, in nome del Vangelo di Cristo, intende prendere un’iniziativa educativa che metta al centro il tema della pace e della nonviolenza. Per questo rivolge un appello a tutti i sindaci e consiglieri comunali della diocesi di Trivento, chiedendo di compiere un atto simbolico, e insieme coinvolgente e significativo, per esprimere in concreto la volontà di dare il proprio contributo dal basso alla promozione della cultura della pace. Di qui nasce la proposta di installare questa scritta alla base del monumento ai caduti dei Comuni facenti parte della diocesi di Trivento. Le parole del papa, alcune delle quali pronunciate davanti al Sacrario di Redipuglia, si pongono in perfetta sintonia con l’art. 11 della Costituzione italiana: “L’Italia ripudia la guerra come offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…”. Si rileva inoltre che la stessa scritta è stata apposta alla base del monumento ai caduti di Monteleone di Puglia, e anche all’interno di una chiesa sacrario degli alpini, intitolata alla Madonna della neve, a Tolè (Vergato), in Emilia-Romagna, benedetta dal cardinale di Bologna, Matteo Zuppi, attuale Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. I Comuni della Diocesi di Trivento, dunque, realizzando questa semplice iniziativa, potranno gettare tanti preziosi semi di pace nei loro territori e contribuire all’educazione alla pace e alla crescita della cultura della nonviolenza soprattutto tra le giovani generazioni. L’installazione alla base del monumento ai caduti della scritta papale di condanna della guerra in nome di un’umanità dialogante e pacifica consente di celebrare, nel profondo rispetto e ricordo dei morti, il valore della vita, nella consapevolezza che la guerra è portatrice di morte e se creiamo le condizioni perché nel mondo non ci siano più guerre, non ci saranno più ‘caduti’. Quei tanti giovani soldati morti in guerra sommessamente ci ricordano che la celebrazione della loro memoria è tanto più autentica e significativa quanto più orientata verso un mondo in cui la guerra venga bandita dalla storia, perché è stata proprio la guerra a falciare le loro giovani vite. Per queste ragioni, cari Sindaci, Assessori e Consiglieri Comunali di maggioranza e di minoranza, la Comunità ecclesiale di Trivento vi chiede di compiere in modo unitario, motivato e convinto questo atto di civiltà, che potrà contribuire a far crescere, intorno al monumento ai caduti, il livello di consapevolezza etica e civile del nostro popolo. La scritta di papa Francesco diventerà così un richiamo perenne anche per le generazioni future a non dimenticare mai che, considerato anche il rischio dell’arma atomica, solo la nonviolenza, e non la guerra, potrà salvare l’umanità. L’iniziativa pertanto potrà rappresentare uno dei modi più significativi e profondi per ricordare e onorare i caduti di tutte le guerre, affinché le ingiustizie, le menzogne, le violenze, gli orrori bellici, le “inutili stragi” non si ripetano più e il monumento ai caduti, nel testimoniare i lutti delle guerre e il sacrificio di interminabili schiere di morti, si trasformi in un simbolo di speranza e in un inno alla pace e all’unità della famiglia umana. Ringraziandovi per la vostra attenzione e sensibilità, in attesa di un positivo riscontro, porgiamo i più cordiali saluti».

The post Contro tutte le guerre, scende in campo don Alberto Conti appeared first on PrimoPiano Molise.