Trivento. Insignita da Mattarella, Maria Mastroiacovo: la diversità è una risorsa e mai una condanna

Dopo la nomina a Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana Maria Mastroiacovo dedica questo importante riconoscimento, che sarà consegnato al Quirinale il prossimo 24 marzo, a tutti gli operatori e ai ragazzi che frequentano il centro diurno “Raggio di luce”. Il centro, nato 12 anni fa all’interno del poliambulatorio di via Acquasantianni, si occupa dell’integrazione di persone diversamente abili tramite numerose attività come il noto laboratorio di ceramica. «Credetemi – afferma la fondatrice dell’organizzazione di volontariato “Cielo e Terra” – non ho mai pensato di potere e dovere ricevere un riconoscimento per quello che in questi lunghi anni è stato fatto, per me è la normalità, la necessità, è semplicemente quello che serve a molte persone, anche a me, per vivere in maniera più serena. Questa onorificenza non è rivolta solo a me, io non so se la merito, ma in primissima fila ai miei ragazzi, agli operatori che ogni giorno li affiancano, a chi mi ha sempre aiutata, in vario modo, dal primo giorno ad oggi nell’associazione e nel centro diurno. Prometto che questo riconoscimento, con onore e responsabilità, sarà utilizzata per continuare a far crescere il centro, luogo in cui tutti possono accedere con totale libertà di espressione. Ricordiamoci sempre che la diversità è una risorsa e mai una condanna! Grazie per tutti i messaggi inviati, avrò e avremo modo di ringraziare per bene tutti voi».
Come si legge nella motivazione della Presidenza della Repubblica l’onorificenza è stata concessa a Maria Mastroiacovo “Per il suo impegno a favore dell’inclusione sociale attraverso una corretta informazione alle famiglie con persone disabili e l’inserimento scolastico e professionale di questi ultimi”. Un riconoscimento che servirà da sprono per ampliare le attività del centro.

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Terremoto in Turchia e Siria, si mobilita la Caritas di Trivento

Appena giunta la notizia del terribile terremoto che ha colpito una vasta area a confine tra Turchia e Siria la Caritas diocesana di Trivento si è subito mobilitata per aiutare la popolazione dei due Paesi. Sono stati già stanziati 5mila euro e lanciata una raccolta fondi per continuare ad aiutare i sopravvissuti anche nelle prossime settimane.
Tra l’altro don Alberto Conti, direttore della Caritas di Trivento, è riuscito a raggiungere telefonicamente padre Ibrahim che è stato per molto tempo parroco della comunità cristiana di Aleppo in Siria per avere notizie sulle conseguenze del terremoto in questa martoriata città siriana già colpita dalla guerra.
«Subito dopo aver appreso la terribile notizia del terremoto che ha colpito la Turchia e la Siria – spiega don Alberto Conti – ho telefonato a padre Ibrahim, fino a pochi giorni fa, parroco nella martoriata città di Aleppo in Siria, Paese già lacerato dalla guerra e dove oltre l’80 percento della popolazione vive in povertà.
La sua voce dalla città di Nazareth, rotta dalla sofferenza, mi ha ripetuto più volte: “C’è bisogno di tanta preghiera, seguo in diretta le notizie che arrivano da Aleppo, dove molti palazzi sono crollati causando morti e feriti”.
A nome del nostro vescovo monsignor Claudio Palumbo e di tutta la Chiesa di Trivento, ho espresso il cordoglio e la vicinanza alla popolazione e assicurato la preghiera per le vittime, i feriti e i numerosi sfollati. La Caritas di Trivento ha subito stanziato 5mila euro per un primo sostegno di aiuto alle vittime del terremoto.
La Conferenza Episcopale Italiana ha stanziamento 500mila euro dai fondi otto per mille, che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica Caritas Italiana, impegnata da anni nei due Paesi, è in costante contatto con le Caritas locali e la rete internazionale per offrire aiuto e sostegno. Il direttore, don Marco Pagniello, fa appello a “un’attenzione solidale da parte di tutti verso aree del mondo già segnate da conflitti dimenticati e da povertà estrema”».
Stando ai primi dati si parla già di centinaia di morti e migliaia di feriti, dati destinati a crescere nei prossimi giorni. Per sostenere gli interventi della Caritas a favore della Turchia e della Siria si può fare una sottoscrizione intestata a: Caritas Trivento Diocesi di Trivento, IBAN: IT12 A 08189 41140 000 000 016968, BCC della Valle del Trigno – Ag. Trivento, con la causale: “Terremoto Turchia-Siria”; oppure utilizzando il bollettino C/C postale n. 10431864. La Caritas chiede anche di riportare nella causale, il nome, il cognome e l’indirizzo di chi fa l’offerta.

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Una comunità affranta, oggi a Trivento l’abbraccio a Cristiano Paparella

Si terrà questa mattina nella chiesa di Santa Croce a Trivento il funerale di Cristiano Paparella, il giovane di 35 anni morto lunedì scorso a Campobasso. La sua morte, che ha gettato nello sconforto due comunità – dopo aver vissuto gli ultimi anni a Trivento da qualche mese era tornato a Campobasso – ha colto tutti di sorpresa. Centinaia i messaggi di cordoglio per una persona amata da tutti, un ragazzo buono con due grandi passioni: lo sport e la musica. «Oggi – si legge nel comunicato dell’APD Trivento, una delle squadre di calcio in cui ha militato – è un giorno triste, non solo per la nostra società sportiva, ma per l’intera comunità di Trivento. Senza aggiungere altro vogliamo ricordare Cristiano che per noi tutti è stato molto più di un compagno di squadra, ciao Cri che la terra ti sia lieve».
A ricordare Cristiano anche il suo gruppo musicale “Le Tracce Rare”, una cover band di Rino Gaetano in cui cantava e suonava la chitarra. «A te che sogni una stella ed un veliero – hanno scritto i compagni della band con cui ha condiviso tante serate – che ti portino su isole dal cielo più vero. Sarà dura non poter più ridere insieme, condividere la passione per Rino e la musica, le avventure infinite durante i nostri viaggi e l’affetto che in tutti questi anni le persone ci hanno riservato. Ti hanno riservato. Sappiamo che grazie alla nostra umiltà e solarità siamo riusciti a sopravvivere e ad essere amati da tutti. Lo dimostrano i tanti messaggi che stanno arrivando ad ognuno di noi. Cri, non dimenticare di portare con te la chitarra e il microfono perché un giorno, torneremo a suonare ancora tutti insieme. Il tuo sorriso rimarrà indelebile nei nostri cuori».
Cristiano, o Cri, come lo chiamavano simpaticamente gli amici di Trivento, non sarà certamente dimenticato perché, pur avendo vissuto soltanto 35 anni, era amato e stimato da tutti.

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