Venafro. Stroncato da un malore mentre è in bici, in Cattedrale l’addio a Nicandro Forte

Tutta la comunità venafrana sotto shock per la scomparsa di Nicandro Forte, il 56enne stroncato da un malore sabato pomeriggio lungo la statale 158, in territorio di Montaquila, mentre era in sella alla sua bici. L’uomo si è accasciato a terra vicino alla casa di cura Salubritas e sarebbe stato soccorso dagli operatori della struttura, i primi ad accorgersi del malore, che hanno cercato di rianimarlo con l’utilizzo di un defibrillatore prima dell’arrivo del 118. Purtroppo, però, i tentativi di salvargli la vita sono stati vani: quando l’ambulanza è giunta sul posto per Nicandro Forte non c’era più nulla da fare. Forse le temperature roventi di questi giorni potrebbero aver contribuito all’arresto cardiaco. Il 56enne, molto conosciuto a Venafro, era comunque abituato all’attività fisica e solito percorrere lunghe distanze in bici. Nicandro Forte lascia una moglie e una figlia a cui tutta la città si stringerà questa mattina, alle ore 10 nella cattedrale di Venafro, per l’ultimo saluto.

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McDonald’s sbarca a Venafro, c’è il permesso per costruire

Ora c’è il progetto: a Venafro sta per aprire i battenti McDonald’s. Un’apertura molto attesa in città. Sarà un nuovo punto di riferimento per famiglie, giovani e appassionati del fast food più famoso al mondo. Metterà a disposizione dei clienti un ampio parcheggio, pensato per accogliere famiglie e visitatori in tutta comodità. E sicuramente l’apertura rappresenta anche un importante passo sul piano occupazionale e commerciale per il territorio, offrendo nuovi servizi e opportunità. A Isernia, ad esempio, McDonald’s., dà lavoro a un centinaio di addetti, senza considerare l’indotto che ha creato per tutta l’area. Il progetto, a firma dell’ingegnere Lucio Rossi, parla di un «Cambio di destinazione d’uso di un fabbricato esistente al Centro Commerciale con caratteristiche di media struttura di vendita e realizzazione di un nuovo volume da destinare a punto di ristoro». C’è il permesso per costruire, con tanto di inizio dei lavori. Indicate anche le imprese esecutrici: si tratta della ‘Extra SRL’, ‘Lancellotta Raffaele SNC’ di Venafro e della ‘Elettrotecnica’ di Venticano, Avellino. Nel giro di pochi mesi la struttura esistente sarà adibita a punto di ristoro per accogliere McDonald’s e rivitalizzare così il centro commerciale ‘La Madonnella’ che attualmente presenta non poche criticità e più di un’ombra di degrado. Si investe dunque sul territorio venafrano ed è sempre una buona notizia perché porta lavoro e nuove opportunità di sviluppo. Di certo non provocherà la chiusura delle attività di ristorazione del posto. Si spera che, almeno questa volta, non si trovi il pretesto per alimentare polemiche che sarebbero fuori luogo.

M.F.

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Monsignor Cibotti ‘scuote’ Venafro: «Aiutiamo i giovani a ritrovare la strada»

L’eco delle parole pronunciate da monsignor Camillo Cibotti durante il pontificale del 17 giugno ancora risuona forte a Venafro. Il deciso richiamo all’educazione dei giovani e al ruolo dei Carabinieri ha scosso le coscienze dei cittadini. Al cospetto del comandante generale dei Carabinieri Salvatore Luongo, il presule, nel ricordare il sacrificio del brigadiere dell’Arma Legrottaglie, ha voluto sottolineare il valore profondo nell’indossare una divisa: «Indossare una divisa è un valore al di sopra di tutto, come il carabiniere Legrottaglie che ha dato la propria vita per tutti noi. Colgo l’occasione della presenza del comandante generale dell’Arma per dire che la Benemerita non abbandona nessuno. Dai piccoli centri di montagna, dai nostri paesi, tutti scappano, ma i Carabinieri restano sempre, come baluardo della legalità e dell’attenzione agli ultimi. La politica dovrebbe prendere esempio dalla Benemerita, che non applica algoritmi o logiche numeriche».
Monsignor Cibotti ha poi rivolto il suo sguardo alla platea: «Ci siamo tutti: la società civile, il clero, i santi, i martiri. Sì, anche loro sono qui attorno a questa mensa. La centralità della nostra realtà – cittadina, comunitaria, diocesana – è Cristo. È attraverso i santi martiri che arriviamo a Lui. E allora, riflettendo sulle letture di oggi, cosa dobbiamo seriamente proporci per il futuro? Non possiamo negare che esistano momenti difficili, che sembrano riportarci al passato. Ho apprezzato le parole del sindaco quando ha detto: “Venafro ce la farà”. Io aggiungo: la Diocesi di Isernia-Venafro ce la farà. Ma cosa dobbiamo fare? Alla processione ci sarà una fiumana di gente… e poi? Negli altri giorni, dove siete? Ecco, carissimi, siamo in famiglia, attorno alla mensa: è il momento di dire la verità e guardare in faccia la realtà».
Lo sguardo del presule poi si è posato sull’attualità: «le guerre, la morte di innocenti, occorre far sentire la nostra voce, siamo tutti figli di Abramo, fondamentale il dialogo. San Nicandro ha avuto solo la corazza, non indossava armi. Dalla sua parte aveva Cristo che vince su tutto».
Infine il vescovo Cibotti ha lanciato un forte appello per aiutare i giovani a riscoprire i veri valori della vita: «Dobbiamo educare i nostri giovani ai veri valori, quelli che ci identificano come civiltà. Basta con la cultura dell’egoismo. Dobbiamo farci carico della costruzione di una società nuova, fondata sulla pace e sulla famiglia. È il momento della verità, al cospetto dei nostri martiri Nicandro, Marciano e Daria. Care mamme e cari papà, non lasciate che i vostri figli si perdano dietro una pubblicità. Fate capire loro che la ricchezza non è la vera vita. Li vogliamo aiutare, questi ragazzi, sì o no?! Indirizzateli verso Cristo. E riprendo le parole che Papa Leone XIV mi ha rivolto: “Mettete Cristo al primo posto e non abbiate paura delle provocazioni dello Spirito Santo”. A voi, mamme e papà, dico: uniamoci in preghiera. Ricordiamoci che Nicandro, Marciano e Daria non si sono mai tirati indietro. Amiamo questa città. Amiamo i nostri giovani».
Le parole del presule hanno fatto rumore. Un richiamo forte a chi ha il ruolo di educatore, a prendersi cura dei giovani. Un richiamo che non ha dimenticato nessuno: Amministrazione comunale, Scuola, Chiesa. Tutti devono trovare il coraggio di mettersi in discussione quando la cronaca ci consegna quotidianamente disagio sociale e disagio giovanile. Un monito che sicuramente porterà benefici. Almeno questa è la speranza di chi ha a cuore le sorti delle nuove generazioni.

Marco Fusco

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