Venafro. Tre furti in dieci giorni, nel mirino supermercati e attività commerciali

La grande distribuzione finisce nel mirino dei ladri. Nel giro di una decina di giorni, si sono registrati ben tre episodi tra furti consumati e tentativi andati a vuoto lungo la statale che collega Venafro a Sesto Campano. I malviventi hanno preso di mira il centro commerciale “La Madonnella”, situato all’imbocco della Variante, e una nuova attività all’ingrosso aperta in città da appena un mese.
In uno dei due casi, il sistema di allarme ha sventato il colpo, costringendo i ladri alla fuga prima di riuscire a forzare l’ingresso. Stessa dinamica – e stesso obiettivo – quella avvenuta qualche settimana fa, sempre ai danni di una nuova attività commerciale posizionata all’ingresso di Venafro.
Su quest’ultimo episodio, le indagini sarebbero ormai a una svolta: grazie alle immagini acquisite dal sistema di videosorveglianza, le forze dell’ordine sono riuscite a individuare i presunti responsabili, che sono stati denunciati all’autorità giudiziaria.
Il clima in città è teso. È un periodo difficile per la sicurezza dei cittadini e la tutela della proprietà privata. I residenti segnalano la presenza di individui sospetti che si aggirano, soprattutto di notte, sia nella zona commerciale della Madonnella, alla periferia sud, sia nel centro storico cittadino.
L’episodio che ha destato maggiore allarme nell’opinione pubblica risale alla notte tra sabato e domenica scorsi, quando una banda di ladri è riuscita a introdursi in un magazzino di derrate alimentari appena inaugurato, sfondando una parete. Una volta dentro, hanno rubato un furgone carico di merce di ogni tipo e si sono dati rapidamente alla fuga. Su questo furto stanno indagando le forze dell’ordine, nel tentativo di risalire agli autori e recuperare il mezzo e la refurtiva.
Un altro episodio è accaduto alcuni giorni fa nel centro storico, nella zona della cosiddetta “Venafro Antica”. In questo caso, fortunatamente, il colpo non è andato a segno. Alcuni residenti, svegliati da rumori sospetti, hanno notato due o tre persone che tentavano di arrampicarsi lungo le grondaie esterne di un antico palazzo nella zona di Cristo. L’immediata segnalazione ha costretto i ladri alla fuga, prima che riuscissero a entrare nell’edificio. Anche su questo caso sono in corso le indagini.
Aumenta, nel frattempo, la preoccupazione tra i cittadini, soprattutto tra gli anziani che vivono soli. La frequenza degli episodi – alcuni dei quali avvenuti persino in pieno giorno – alimenta un diffuso senso di insicurezza. La Compagnia dei Carabinieri di Venafro ha rafforzato i controlli su tutto il territorio e, secondo fonti investigative, le indagini in corso starebbero già dando risultati importanti. Non si escludono, a breve, sviluppi clamorosi su tutti gli episodi di furti e tentati furti che hanno interessato la città.

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A Venafro “via della Monnezza”, cittadini esasperati pronti a ‘ribattezzare’ via Marziale

Ancora una volta via Marziale finisce al centro delle proteste dei residenti, esasperati da una situazione che definiscono “fuori controllo”. L’abbandono quotidiano di rifiuti lungo la strada, aggravato dalle alte temperature estive, sta generando una vera e propria emergenza igienico-sanitaria in un’area a vocazione agricola.
Nonostante l’Amministrazione comunale affermi di aver attivato sanzioni grazie all’uso di telecamere posizionate come “foto-trappole”, per chi vive in zona la situazione resta drammatica. Da sabato scorso a oggi i rifiuti abbandonati rappresentano ancora una volta un pugno nello stomaco per chi vive quotidianamente la zona. I residenti su quel tratto di strada chiamano ancora una volta pesantemente in causa l’Amministrazione comunale di Venafro e lanciano provocatoriamente l’idea di cambiare nome alla via: «Arrivati a questo punto e visto che il Comune è incapace di venire a capo a questa situazione – spiegano i residenti di via Marzale -, chiediamo all’Amministrazione comunale di Venafro di cambiare nome alla nostra strada, da via Marziale a via della Monnezza. Anche perché immaginiamo che il grande poeta Marziale si stia rivoltando nella tomba. Ribadiamo ancora una volta che qui si devono sentire tutti sconfitti. L’intera città si deve sentire sconfitta perché gli incivili fanno quello che vogliono e lo fanno sapendo che nessuno gli dirà niente. Il Comune, gli amministratori? Tutti devono farsi un esame di coscienza e metterci la faccia. Chiamiamo il Comune, chiamiamo i Carabinieri, la Forestale ma giorno dopo giorno non facciamo altro che vedere per strada rifiuti di ogni genere».
Ancora sconcerto tra i residenti di via Marziale, una strada, questa, che si è trasformata in una vera e propria discarica a cielo aperto. Per molti è diventata la “strada della vergogna” che, di certo, colpisce al cuore l’immagine della città. Gli stessi cittadini chiamano in causa pure il prefetto di Isernia: «Sappiamo che è molto sensibile a temi come l’ambiente e ha lanciato pure una campagna contro gli incendi. Al prefetto diciamo di venire qui, lungo via Marziale e si renderà conto che tra i rifiuti ci sono pure quelli altamente infiammabili. Intervenga prefetto, visto che fino a questo momento nessuno è riuscito a sconfiggere gli incivili. Noi qui siamo costretti a rimanere chiusi in casa con i nostri bambini che non possono uscire fuori a giocare. Tutto questo non è sopportabile nel 2025. Chiediamo ciò che ci spetta: il diritto di poter mettere il naso fuori dalle nostre abitazioni».
Ieri mattina addirittura i rifiuti buttati anche in mezzo ai terreni coltivati. Dall’imbocco del ponte fino all’ingresso dell’Isola ecologica uno spettacolo deplorevole. Altri cittadini si dicono sconcertati da quanto sta accadendo a Venafro. Lungo la strada che conduce verso Case Popolari, via Marziale e località “Tenaccio”: situazione pericolosamente allarmante sotto il profilo igienico-sanitario. Cumuli di rifiuti che fanno bella mostra di sé, immondizia nascosta nei fossati fino al ponte che porta verso l’isola ecologica. Di tutto di più. Occorre comunque intensificare i controlli da via Marziale all’isola Ecologica, con il coinvolgimento di tutte le forze dell’ordine: è quanto chiedono per l’ennesima volta i cittadini che abitano lungo la strada presa di mira dagli incivili. E se le cose non dovessero cambiare, gli stessi residenti di via Marziale sarebbero pronti anche ad azioni eclatanti. Come bloccare la strada o caricare i rifiuti e scaricarli dinanzi alle abitazioni degli inquilini di Palazzo Cimorelli che, fino a questo momento, non sono riusciti a fronteggiare quanto sta accadendo da mesi lungo via Marziale: una vera e propria emergenza ambientale tra l’indifferenza generale.
Marco Fusco

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‘Bufera’ su Trenitalia, il bus sostitutivo “salta” la fermata di Venafro

Una mattinata di rabbia, delusione e frustrazione quella vissuta ieri dai pendolari di Venafro, lasciati a terra a causa di un disservizio del trasporto sostitutivo Trenitalia. Il bus in arrivo da Isernia, che avrebbe dovuto fermarsi alla stazione cittadina alle 7:15, non si è mai presentato, provocando un’ondata di proteste e anche l’intervento dei Carabinieri.
Molti viaggiatori, in attesa alla fermata, avevano prenotato in anticipo treni ad alta velocità da Napoli e Roma, per eseguire visite mediche o per lavoro. Nessuna comunicazione ufficiale è arrivata da Trenitalia: il bus ha semplicemente saltato la fermata, costringendo i passeggeri a organizzarsi in autonomia per raggiungere le stazioni di Vairano e Cassino, con oltre 90 minuti di ritardo accumulati.
Tra chi ha denunciato il disservizio c’è una cittadina che avrebbe dovuto sostenere una visita specialistica a Roma prenotata da mesi: «Tutto saltato. Le liste d’attesa sono lunghissime e non so quando potrò riottenere l’appuntamento. Ho denunciato l’accaduto ai Carabinieri, spero che qualcuno paghi per questi danni».
Scene di forte tensione si sono registrate davanti alla stazione, con i militari costretti a intervenire per placare gli animi. «A chi dobbiamo rivolgerci per far valere i nostri diritti?» si è sfogato un pendolare diretto a Roma. «Sono costretto a prendere l’auto e arrivare al lavoro con tre ore di ritardo. È una vergogna. Non è da Paese civile».
C’è chi ha dovuto rinunciare alla partenza, chi ha perso coincidenze e chi, come alcuni viaggiatori di ritorno, ha dovuto aspettare fino alle 13 per rientrare a casa. Una coppia di Sesto Campano ha annunciato l’intenzione di presentare un esposto ai Carabinieri e di rivolgersi a un’associazione dei consumatori per chiedere un risarcimento.
Un altro brutto colpo per il trasporto pubblico in Molise, in una situazione che – come denunciano i cittadini – rischia di ripetersi nell’indifferenza generale.
Marco Fusco

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