L’Asrem: teleconsulto cardiologico per il distretto di Agnone e l’alto Molise

Attivato da pochi giorni un progetto di digitalizzazione volto ad ottimizzare il percorso dei pazienti che necessitano di un esame elettrocardiografico. Con la creazione di una specifica piattaforma informatica è ora possibile gestire da remoto queste operazioni grazie alla consegna di specifici palmari e device ai medici di Medicina Generale ed al punto di Primo Soccorso del presidio ospedaliero di Agnone, i quali possono trasmettere in tempo reale gli esami svolti alla Unità coronarica della Cardiologia di Isernia, per le attività diagnostiche e di teleconsulto. È quanto annuncia l’Asrem in una nota stampa.
«Si è partiti dall’area dell’Alto Molise – aggiungono dall’Azienda sanitaria molisana – anche in considerazione della particolarità del territorio (area geografica disagiata) ma si lavorerà per estendere l’innovazione su tutto il territorio regionale». «La tecnologia al servizio dei cittadini – il commento del dg, Oreste Florenzano – dimostra quanto di buono possiamo realizzare quando arrivano le risorse. Un ringraziamento particolare al dottor Carlo Olivieri ed a tutti i componenti della Unità coronarica della Cardiologia di Isernia, ai medici di Medicina Generale che hanno aderito alla iniziativa ed al personale del Pronto soccorso di Agnone, senza dimenticare il Servizio Informatico di Asrem che ha curato l’attivazione tecnica di tutto il sistema. Con questa metodologia – conclude Florenzano – trova una prima realizzazione l’integrazione tra ospedale e territorio che costituisce una dei campi di battaglia dove cerchiamo di profondere il nostro massimo impegno».

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Se Ricci va in Regione, Valvona è “l’erede”: Di Vito scalda i motori

Si avvicina la scadenza elettorale che riguarda la città di Venafro. L’attuale sindaco Alfredo Ricci è entrato nell’ultimo anno del suo mandato amministrativo e tutti si pongono la domanda: chi (eventualmente) succederà al sindaco Ricci? Domanda più che legittima viste le indiscrezioni che vogliono il primo cittadino lanciato verso la Regione. Se non volesse tentare il “bis” il sindaco uscente appoggiato da diverse anime del centrodestra, dovrà cedere il passo a un uomo della compagine che attualmente governa il Comune di Venafro. E lasciare così il testimone a uno della sua coalizione di governo, il più accreditato a raccogliere l’eredità di Ricci è senza ombra di dubbio il suo attuale vice, Marco Valvona che, tra l’altro, ha anche una delega pesantissima, quella al Bilancio, oltre ad altre mansioni.
Vicino all’area del centrodestra, sarebbe il naturale successore di Ricci, con un bagaglio di esperienza sulle spalle di tutto rispetto. Valvona dai tempi dell’ex sindaco Enzo Bianchi è sulla scena politica cittadina, con una dota elettorale tutt’altro che trascurabile. Il più votato, è bene ricordarlo, alle ultime amministrative del 2018.
Ma vediamo qualche novità che si annuncia all’orizzonte. Fonti attendibili riferiscono che l’imprenditore Massimiliano Di Vito è pronto a scendere di nuovo in campo, dopo che ha avuto anche un incaricato da assessore nel passato a Palazzo Cimorelli. Di Vito starebbe formando un gruppo di giovani imprenditori che vogliono non essere agganciati ai soliti nomi, quelli che cercano di determinare le sorti della città. Nel bene e nel male.
Di Vito non smentisce la notizia, anzi sarebbe già al lavoro per tentare di costruire una alternativa valida nell’ambito della coalizione del centrodestra che può contare anche su donne affermate, già in campo e con referenze che arrivano da tutte le parti. Parliamo, ad esempio, dell’attuale assessora alle Politiche sociali nonché presidente dell’Ambito territoriale sociale Angelamaria Tommasone che potrebbe, intorno al suo nome, trovare unità d’intenti in un vasto campo fatto anche di associazionismo e impegno civico. Non appare particolarmente interessato al prossimo giro l’ex sindaco Nicandro Cotugno che, dopo la sconfitta alle ultime elezioni comunali, non avrebbe più stimoli per gareggiare alla poltrona più ambita del parlamentino cittadino.
Si muovono anche altri partiti, lanciati pure in Molise come quello che fa capo a Renzi, a Calenda, tanto per fare qualche nome di peso a livello nazionale.
Nel centrosinistra, invece, di certezze ancora non ce ne sono, ma i rumors e le voci di corridoio, anche da queste parti, non mancano. Voci e rumors che portano dritto a Città Nuova che è partita d’anticipo e questo, di certo, ritornerà utile nell’economia generale delle prossime scadenze elettorali a livello locale e a livello regionale.
Città Nuova cerca una figura lontana dalle logiche partitiche. E da queste parti, in molti vedrebbero bene il ritorno dell’ex sindaco Antonio Sorbo, tra le anime del movimento. Per il momento nomi ufficiali non trapelano da nessun fronte ma qualcosa pur si muove. Decisive saranno le decisioni che verranno prese in vista delle elezioni regionali. Le pedine da posizionare tra elezioni comunali e regionali sono tante.
In tutto questo occorrerà attendere anche le decisioni del Movimento 5 Stelle che a Venafro può contare ancora su un buon numero di sostenitori.
A Palazzo Cimorelli, come tutti sanno, c’è pure chi rappresenta dai banchi della maggioranza il partito dell’ex premier Conte. Ma tanta acqua è passata sotto il ponte dal 2018. Tante cose non sono più come prima. E nulla può essere dato per scontato. Staremo a vedere, ma i motori sono già accesi e, di certo, non mancheranno le sorprese.

Marco Fusco

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Rigenerazione urbana: la sfida di Filignano, Pozzilli e Sesto Campano

Ci sono anche tre comuni della Piana nel ricco partenariato di enti che punta ad ottenere il finanziamento da 5 milioni di euro per la rigenerazione urbana. Stiamo parlando di Pozzilli, Sesto Campano e Filignano che, con Macchia d’Isernia capofila, hanno sottoscritto la relativa convenzione insieme purea Monteroduni, Sant’Agapito e i paesi del casertano Ailano, Castello del Matese, Fontegreca, Letino, San Pietro Infine, Raviscanina. I fondi a cui si punta sono quelli finanziati con la legge 30/12/2021, numero 234 (bilancio 2022).
A tanto si è arrivati considerato che «l’iniziativa in esame costituisce un’importante occasione di crescita socioeconomica del territorio comunale, aumentando la capacità dell’amministrazione di attrarre preziose risorse economiche da destinare ad investimenti finalizzati alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale con ricadute positive sulla qualità della vita di tutta la comunità
cittadina». Tra gli interventi eleggibili ci sono tre categorie: manutenzione per il riuso e rifunzionalizzazione di aree pubbliche e di strutture edilizie esistenti pubbliche per finalità di interesse pubblico, anche comprese la demolizione di opere abusive realizzate da privati in assenza o totale difformità dal permesso di costruire e la sistemazione delle pertinenti aree; miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale, anche mediante interventi di ristrutturazione edilizia di immobili pubblici, con particolare riferimento allo sviluppo dei servizi sociali e culturali, educativi e didattici, ovvero alla promozione delle attività culturali e sportive; mobilità sostenibile.
Il Comune capofila approverà sia i progetti che i relativi piani finanziari e troverà le risorse per dette azioni solo nell’ambito dei finanziamenti previsti dalle norme in oggetto.
«Qualora si rendano necessari atti di spesa, trasferimento di risorse o accertamento di entrata su risorse diverse da quelle relative al finanziamento ottenuto, provenienti o destinate dunque ai bilanci di ciascun ente, i relativi atti dovranno essere adottati senza indugio da parte degli enti convenzionati – è previsto nbella convenzione sottoscritta da tutti i sindaci -. Senza detti atti, nessuno degli enti associati sarà ritenuto responsabile per eventuali spese assunte al di fuori del finanziamento previsto e concesso dal bilancio dello Stato».
Dunque, «l’ente capo-convenzione, prima di impegnare la gestione associata in qualsiasi spesa che non sia coperta con risorse provenienti dal progetto o da trasferimenti provenienti da enti terzi, dovrà predisporre un piano finanziario di spesa e chiedere a tutti gli aderenti di impegnare le somme necessarie. La ripartizione della spesa avverrà secondo un criterio misto di ripartizione tra la popolazione e il territorio».
Sia come sia, anche Sesto Campano, Pozzilli e Filignano, tra gli altri, hanno voluto cogliere la sfida della rigenerazione urbana. Entro giugno la graduatoria.

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