Termoli. Fermato con un chilo di hashish e cocaina

Nei giorni scorsi era stata segnalata una particolare presenza delle Fiamme Gialle sul territorio comunale, ieri con la nota diffusa dal comando provinciale della Guardia di Finanza, ne abbiamo avuto la conferma. I militari della compagnia adriatica sono riusciti ad assicurare alla giustizia un pericoloso spacciatore, trovato con un chilo di stupefacenti, tra dosi di hashish e cocaina. Il pusher, di origine pugliese, è stato beccato con le mani nel sacco, pardon negli involucri. Nonostante l’apparente freddezza all’atto del controllo, lo spunto operativo dei militari delle Fiamme Gialle hanno portato all’arresto del malvivente e al sequestro della droga. Inoltre, a seguito di perquisizione domiciliare, presso la propria residenza, sequestrati, altresì, telefono cellulare, bilancino di precisione, materiale vario di confezionamento e danaro contante provento dello spaccio. Il pusher è stato poi associato alla casa circondariale di Larino. La Guardia di Finanza a margine dell’attività di repressione, ha voluto sottolineare l’impegno contro i traffici illeciti di sostanze stupefacenti, anche con riferimento ai conseguenti risvolti economico-finanziari, attraverso il sequestro dei proventi illeciti in capo a chi pone in essere comportamenti illegali, confermandosi obiettivo della mission istituzionale, della Guardia di Finanza, in stretta sinergia con la Procura frentana, incrementare la “sicurezza percepita” della cittadinanza.

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Oltre 800 positivi in tre giorni, i contagi attivi tornano sopra 9mila

Sono 836 i nuovi casi di SarsCov2 diagnosticati in Molise nei giorni 24, 25 e 26 aprile. I tamponi (di cui solo 28 molecolari), invece, 2.315. Il tasso è al 36,1%. I contagi attivi sono risaliti oltre quota 9mila: 9.178.
Anche il numero delle vittime va aggiornato, ora sono 613. Il 24 aprile sono deceduti un 70enne di Bojano nel reparto anziano fragile e una 87enne di Colli a Volturno in malattie infettive. Ieri, invece, ha smesso di battere il cuore di un 83enne di Pozzilli in anziano fragile.
Cinque i nuovi ricoveri, un solo paziente è stato dimesso. Gli ospedalizzati Covid sono 37: 24 in infettive e 13 in anziano fragile. A loro si aggiungono almeno dieci altri ricoverati per altre patologie ma positivi al SarsCov2, e quindi isolati nei posti Covid. L’area medica del Cardarelli è così vicina alla saturazione dei letti a disposizione.
In questi tre giorni (l’ultimo bollettino era stato diramato dall’Asrem sabato 23), sono emerse dalla refertazione dei tamponi anche 421 negativizzazioni. Complessivamente, dall’inizio della pandemia, 48.398 persone in Molise hanno sconfitto il virus.

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Toma bis, muro pure dalla Lega: «Non rappresenta più la maggioranza di chi lo ha eletto»

Coordinatore della Lega da qualche mese, ex assessore della giunta Toma – estromesso per far spazio a Filomena Calenda che così ritirò la sua firma da una pericolosissima mozione di sfiducia – Michele Marone ha già fatto capire che il Carroccio alle regionali del 2023 pretenderà discontinuità.
Certo, leghisti in Consiglio non ce ne sono, dopo l’espulsione di Calenda e Romagnuolo. Ed è uno dei motivi per cui è stato sacrificato. Uno dei problemi che il governatore Toma ascrive, ed è oggettivamente così, a dinamiche interne ai partiti che hanno condizionato pesantemente l’attività di giunta e maggioranza. Ma, rilancia Marone, «noi facciamo politica fra la gente e abbiamo il sentore che Toma non rappresenti più la maggioranza dei molisani che lo hanno eletto».
Avvocato Marone, il presidente si propone per un secondo mandato e detta i tempi della decisione.
«Il presidente può fare e dire quel che vuole, naturalmente. Ma non decide lui chi è il candidato. Lo decideranno tutti i partiti della coalizione. Come ho già detto qualche settimana fa, ribadisco che la posizione della Lega è che in questo momento il centrodestra debba lavorare sul programma, un programma di rilancio socio-economico e sanitario. Quindi, cosa intendiamo fare per uscire dal commissariamento della sanità e ridare servizi sanitari degni di questo nome ai molisani? E cosa proponiamo per migliorare le infrastrutture, per migliorare l’accessibilità alle aree interne e da queste alla costa? Infine, proposte di politiche attive del lavoro. Quando avremo risposto a queste tre domande prioritarie, si inizierà a individuare le eventuali personalità che possono rivestire il ruolo di candidato presidente».
Toma però sostiene che ha confronti e dialoghi coi vertici nazionali e non registra ostilità.
«Io credo sia normale che i ministri abbiano contatti e diano risposte a tutti i presidenti e assessori. Personalmente, io ogni due settimane vedo nel consiglio federale Salvini, i ministri, gli altri governatori della Lega».
Senta, Toma è presidente uscente. Perché frenare anche formalmente una sua riproposizione? È quasi naturale che ci sia.
«La Lega fa politica in mezzo alla gente. E abbiamo il sentore che, suo malgrado, Toma non rappresenti più la maggioranza dei molisani che lo hanno eletto. Questo ci impone di lavorare a un programma diverso perché le cose non vanno. Non c’è nulla di personale, nessuna ripicca. È un fatto oggettivo».
Dunque qual è il vostro timing?
«Come ho già detto, prima il programma e poi si comincia a lavorare sulle persone. Il candidato lo deciderà la coalizione, i tre partiti più grandi e la quarta gamba. Non c’è alcuna preclusione, anzi, ai moderati del centrodestra, dall’Udc a Toti e a tutti gli altri».
Toma si aspetta che anche voi coordinatori regionali vi esprimiate sulla sua ricandidatura.
«Lui deve parlare con la coordinatrice di Forza Italia, che è il suo partito. Poi saranno i coordinatori di tutta la coalizione ad arrivare a una decisione».
Ma se vi convoca per chiedervi da che parte state?
«Guardi, lui è una figura istituzionale, non un organo politico. È, certo, il presidente uscente. Ma, ripeto, deve relazionarsi con la coordinatrice del suo partito».
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