La guerra dei cinghiali: carcasse abbandonate, le ronde dei cacciatori

Cacciatori sul piede di guerra e in procinto di organizzare vere e proprie ronde per individuare i ‘colleghi’ che lasciano sui terreni le carcasse di cinghiale. Ne sono state trovate parecchie, nella zona della provincia tra Isernia e Venafro: cinghiali uccisi, sembrerebbe, con armi da fuoco il che farebbe ipotizzare si tratti di cacciatori di selezione.
Le carcasse degli animali uccisi sarebbero state rinvenute nelle aree destinate proprio a tali attività il che farebbe escludere l’ipotesi si tratti di fenomeni di bracconaggio. E non sarebbe la prima volta. La caccia di selezione è regolamentata, ovviamente. E prevede la teleprenotazione, la compilazione di una scheda riportante i propri dati anagrafici, i dati relativi all’abilitazione, il distretto, il quadrante ricadente nell’unità di gestione su cui si realizzerà l’appostamento, i giorni e gli orari di uscita/rientro, il numero dei colpi esplosi. Inoltre, il capo abbattuto – che come si evince dal regolamento appartiene a colui che lo abbatte o lo ferisce per primo – deve essere poi ‘riconoscibile’ tramite una fascetta inamovibile numerata. Sempre secondo il regolamento, si evince che il capo abbattuto deve essere recuperato, quindi non è possibile lasciare la carcassa nei campi. Inoltre, il cacciatore è obbligato a compilare le schede per la raccolta dei dati biometrici prima di trasportare il capo, a realizzare due rilievi fotografici del capo abbattuto, a inviare la documentazione presso l’ATC competente per territorio entro 5 giorni. E deve essere data comunicazione ufficiale dell’avvenuto abbattimento entro le 12 ore.
Tutte norme, evidentemente, non rispettate posto che le carcasse sono state abbandonate nei campi.

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Maggioranza in conclave sulla vertenza Veneziale

Riunione di maggioranza, questa sera, per ragionare sui passi da fare per continuare a mantenere alta l’attenzione sulla vertenza Veneziale. La situazione è ormai ad un passo dal baratro: se tutto dovesse essere confermato (e cioè se l’azienda sanitaria firmerà di qui a qualche ora la richiesta di usufruire delle ferie arretrate della responsabile dell’Uos Pediatria a partire da venerdì), il reparto resterà con un solo medico in servizio.
La spada di Damocle pende sul Punto nascita e sul reparto di ostetricia. Lunedì sera ne hanno discusso i consiglieri e gli assessori di Isernia Futura, la lista del sindaco Castrataro. Dalla riunione sarebbe emerso il desiderio di portare il caso Veneziale fra i cittadini, e non solo quelli di Isernia. Un’assemblea pubblica allargata ai sindaci della provincia, ai parlamentari, ai consiglieri regionali – tutti, senza distinzioni politiche – per ragionare di quali azioni istituzionali mettere in campo per scongiurare quello che sembra un destino segnato.
L’atavica e ormai cronica carenza di personale ha messo in serio pericolo la sopravvivenza dell’unico ospedale dell’intera provincia. Non c’è più solo il Pronto soccorso a soffrire.
Che quello del personale sia un problema enorme lo si evince anche da un altro fattore, che spesso passa sottotraccia: il massiccio (per usare un eufemismo) ricorso alle prestazioni aggiuntive.
In pratica, gli ‘straordinari’ che i medici effettuano per coprire turni altrimenti scoperti con la conseguente mancanza di servizi essenziali come lo sono quelli erogati dalla sanità.
Negli ultimi due giorni, l’Asrem ha liquidato prestazioni aggiuntive – per il solo Veneziale – pari a 99mila euro circa.
Nel dettaglio: per anestesia e rianimazione nel solo mese di marzo prestazioni aggiuntive per 32mila euro circa; 3mila 600 per i mesi di marzo e aprile in cardiologia; 15mila 960 per le prestazioni aggiuntive di radiodiagnostica erogate nel mese di marzo, 23mila per l’ortopedia (sempre marzo), 6mila 440 per il nido e la pediatria (marzo e aprile), 17mila 880 per l’ostetricia. E poi c’è il Caracciolo di Agnone: per febbraio e marzo scorsi, prestazioni aggiuntive per 14mila euro circa.
La maggioranza consiliare, stando a quanto è stato possibile apprendere, potrebbe decidere di tenere prima l’assemblea pubblica per coinvolgere la cittadinanza e le comunità dei paesi vicini, che afferiscono comunque al Veneziale di Isernia. E poi, alla luce delle risultanze dell’incontro pubblico, la convocazione di un consiglio comunale monotematico dal quale potrebbe venire fuori la decisione sulla strategia da adottare sotto il profilo istituzionale.
Fa un po’ specie, rimarcano, che la minoranza consiliare – alla luce di tutto quanto sta accadendo soprattutto negli ultimi giorni – non abbia espresso alcuna opinione. Nessun intervento politico sul tracollo del Veneziale – al netto delle parole di Michele Iorio e di Aida Romagnuolo -, nemmeno una parola sul rischio grosso che si corre: rimanere senza un ospedale pienamente funzionante.
Meglio un tuffo in piscina, avranno pensato, vista la richiesta di consiglio comunale sullo stato dell’arte dell’impianto di contrada Le Piane.

ls

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Montaquila in festa per i 100 anni di nonna Loreta

«Il giovane cammina più veloce dell’anziano, ma l’anziano conosce la strada». Grande festa a Roccaravindola per i 100 anni di Loreta Fiacchino, omaggiata da questa dedica sulla targa voluta dall’amministrazione comunale di Montaquila.
Un bel ricevimento, la torta con le candeline e per finire i fuochi d’artificio. Accanto a “nonna Loreta” , la figlia Clara con suo marito Giovanni Castaldi, i figli della coppia, Francesco, con la moglie Ida, e Irma, i nipoti e pronipoti: Federica, Giovanni, Luca, Pamela e tanti altri. Alla cerimonia hanno partecipato anche le autorità militari e civili: il comandante della stazione dei Carabinieri, il vicesindaco Francesco Di Mauro, il primo cittadino Marciano Ricci. Quest’ultimo, nel formulare gli auguri alla signora Fiacchino, ha ricordato come alle persone anziane – allo stesso modo che ai bambini – va riservata un’attenzione particolare ogni giorno.
Commossa e commovente, la nipote Federica ha descritto la bisnonna come «una donna con la D maiuscola», ripercorrendo i tanti sacrifici che hanno segnato la sua lunga vita caratterizzata dalla dedizione alla famiglia e al lavoro. Il fratello di Federica, Giovanni, ha invece intrattenuto tutti con un brano suonato all’organetto.
I 100 anni di “nonna Loreta” inorgogliscono tutta la comunità di Montaquila e non solo. Anche il presidente del Consiglio regionale Salvatore Micone ha voluto formularle gli auguri con un omaggio floreale e una lettera di congratulazioni.
«Siamo davvero grati a tutti, rappresentanti istituzionali, autorità militari e civili e amici – commenta il nipote Francesco – che hanno voluto condividere con noi un momento di grande gioia. Il traguardo raggiunto di nostra nonna ci rende enormemente fieri».

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