Incidenti, il Molise la regione più virtuosa

Con 151,2 incidenti ogni 100mila residenti il Molise è la regione che si posiziona all’ultimo posto in classifica stando al rapporto del Centro studi di Autoscout24, portale di annunci auto, sulla base di un’elaborazione su dati Istat che rivela le Regioni italiane dove ci sono stati più incidenti stradali nel 2022. Secondo l’ultima ricerca del Centro Studi di AutoScout24, se da un lato il codice della strada è giudicato positivamente in termini di sicurezza da quasi sei utenti su dieci, dall’altro c’è ancora un problema culturale: il 14% del campione, infatti, continua a giustificare (in alcune occasioni) chi guida dopo aver assunto alcol, come ad esempio quando lo si “sopporta”, e il 12% chi usa il cellulare senza auricolare/vivavoce, come nel caso di una telefonata urgente. Nonostante questo, non è una bocciatura completa in quanto negli ultimi anni è cresciuta sensibilmente la consapevolezza su questi comportamenti, tanto che l’alcol e il cellulare sono ritenuti gli aspetti in assoluto più gravi.
Ma per ridurre gli incidenti, secondo gli utenti, non bisogna “lavorare” solo sui comportamenti errati, ma è fondamentale migliorare lo stato delle strade, giudicato negativamente da oltre metà degli intervistati. A causa delle cattive condizioni stradali, infatti, oltre un quarto del campione ha causato o subito nella sua vita almeno un incidente, anche lieve.
Cosa preoccupa principalmente gli utenti quando sono su strada? Sono proprio gli altri guidatori (per il 73%) e i pedoni (38%), ovvero tutto ciò che può avere a che fare con la distrazione di altre persone. Anche la presenza di buche si conferma una grande fonte di apprensione, indicata da oltre la metà del campione, ma per chi usa abitualmente la bici, sale la paura per i mezzi pesanti (per il 38%, contro una media del 15%). Al contrario, solo il 2% pensa che superare i limiti di velocità sia pericoloso, e infatti ben sette utenti su dieci dichiarano di eccedere a volte o spesso i limiti imposti a livello urbano o extra urbano.
Andando invece a indagare le motivazioni di chi ha provocato un incidente, si vede come la causa principale sia stata la distrazione alla guida (per il 64%), seguita da una mancata osservanza della segnaletica o delle norme di circolazione (18%).
Considerando il 2022, anno in cui sono presenti i confronti regionali dell’Istat, al primo posto per numero di incidenti troviamo, ovviamente per una questione di dimensioni, la Lombardia (28.786), seguita dal Lazio (20.275) e dall’Emilia Romagna (16.679). Ma se confrontiamo il dato sulla popolazione residente, la situazione cambia nettamente: al primo posto si classifica la Liguria con 521,5 incidenti ogni 100mila residenti, un dato nettamente superiore alla media nazionale (281,2). Seguono, a distanza, la Toscana (412,6 incidenti ogni 100mila residenti), l’Emilia Romagna (375,9) e il Lazio (354,4). Oltre al Molise la regione più virtuosa è la Calabria (154,2).

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Venafro. In piazza per non morire, la ‘marcia dei giovani’ restituisce speranza nel futuro

È il giorno della protesta. A Venafro si scende in piazza per non morire. Accade da anni.
Proteste scritte, urlate, parlate. Cortei. Lettere, denunce. Azioni portate avanti da poche ma assai rappresentative associazioni.
Oggi accade qualcosa di significativo. Perché la mobilitazione l’ha indetta il Comitato studentesco dell’Istituto “Giordano”. L’hanno indetta i giovani.
Il raduno è previsto alle 8.45 in via Maiella, dinanzi alla sede dell’Istituto. Alle 9.15 muoverà il corteo “silenzioso” che terminerà nella piazza del Municipio, «dove – si legge in una nota – porremo i nostri dubbi e le nostre paure alle autorità».
Il comitato invoca «una massiccia partecipazione poiché temiamo per il futuro di tutti noi. Nella nostra terra si muore nel silenzio e pare che nessuno ne sia interessato. Siamo stanchi – continuano gli studenti – dei numerosi soprusi e speriamo che alle nostre domande seguano finalmente delle risposte».
Infine, l’invito rivolto a «tutti a partecipare in maniera pacifica e nel rispetto della legge da noi tanto invocata».
L’area della Piana di Venafro risulta essere tra le più inquinata non solo del Molise ma del Paese. Al di là dell’accertata presenza di materiale altamente inquinante in ampie zone di quella che una volta era ritenuta tra le pianure più fertili del Mezzogiorno, si registra quotidianamente un eccesso nell’aria oltre le norme di sicurezza di polveri sottili.
Le cause sono più o meno note. Mancano però soluzioni adeguate.
I governi – nazionali e ragionali – si alternano, tutti promettono di intervenire ma all’atto pratico da anni non viene mosso un solo dito nel tentativo di calmierare l’impatto dell’inquinamento. L’unico provvedimento adottato è il blocco del traffico pesante su via Colonia Giulia, solo in direzione Isernia. Blocco che – va detto – senza adeguati controlli, difficili da organizzare per via della carenza di organico di cui soffre la Polizia municipale – viene spesso eluso.
Poi studi, caratterizzazioni, monitoraggi – puntualmente disattesi nel periodo clou dell’anno – piani, contropiani e chi più ne ha più ne metta.
All’atto pratico la situazione è man mano degenerata sino a diventare insostenibile.
Basti pensare che non si è mai capito per quale santissima ragione nel 2024 il Molise non disponga ancora di un registro dei tumori aggiornato.
Intanto accade che quasi quotidianamente Venafro piange la scomparsa di giovani vite, spezzate da patologie oncologiche che non lasciano scampo. Il cancro, purtroppo, colpisce ovunque. Nell’area della Piana colpisce di più.
Il fatto che i ragazzi abbiamo preso in mano le redini della protesta è molto positivo. Chi li ha preceduti non ha fallito, si è solo rassegnato al tradimento subito in particolar modo dalla politica.
Con la manifestazione di oggi la protesta fa un salto di qualità. Ai giovani che non hanno le mani sporche vanno date risposte serie, credibili e certe. Ai giovani non si può mentire. E chi dovesse eventualmente farlo si macchierebbe di un peccato imperdonabile: quello di aver tradito anche il proprio futuro.
Forza ragazzi, belli e ribelli, il Molise è con voi.
ppm

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