Mese: Febbraio 2024
Non solo restyling, dal Cardarelli al via le nuove sfide per la sanità
I pazienti hanno diritto di sentire anche psicologicamente che sono in buone mani, i medici e tutti gli operatori di un reparto devono poter lavorare in coscienza e tranquillità. Il restyling dell’unità di medicina d’urgenza, presentato ieri mattina al Pronto soccorso del Cardarelli dai vertici della sanità e della Regione, mira a raggiungere questi due obiettivi, che per l’Asrem sono strategici.
«Abbiamo iniziato dall’ospedale di Campobasso e dal reparto di Pronto soccorso, che è poi la porta di ingresso di una struttura di assistenza, il percorso che attraverso interventi previsti anche altrove deve garantire certezza delle cure», ha detto il direttore generale Giovanni Di Santo.
«Il paziente – ha aggiunto il governatore Francesco Roberti – non può essere lasciato in corridoio, deve percepire che è in buone mani».
Prima una breve cerimonia dell’Aula Golgi della facoltà di Medicina, poi una visita in reparto e quindi la benedizione impartita dal vescovo Giancarlo Bregantini. A illustrare i dettagli tecnici della ristrutturazione, il primario del Pronto soccorso Nicola Rocchia.
Ambienti rinnovati e climatizzati, in totale 11 posti letto con uno dedicato ai pazienti affetti da malattie infettive, il tele monitoraggio dei parametri: così è cambiata in meglio l’area dedicata all’osservazione breve. «Sono anni che cerchiamo di raggiungere questi obiettivi e vedere un Pronto soccorso che dignitosamente accolga i pazienti per i primi interventi – ha rimarcato Rocchia – Finalmente con la nuova direzione Asrem abbiamo tagliato questo traguardo. Certo, scontiamo ancora le difficoltà della carenza di personale, come accade in tutta Italia, ma restiamo fiduciosi, perché sentiamo di poter tornare ad essere ricettivi».
Il dg Di Santo ha seguito i lavori in prima persona e con costanza. «Coloro che attendono in Pronto soccorso sono i più sofferenti. Ora siamo in grado di dare garanzie al paziente che entra nella struttura ospedaliera affinché usufruisca di un processo di cure fondamentali. Nel caso specifico abbiamo dotato le stanze di centraline di motorizzazione dei parametri vitali così come anche di videocamere per controllare costantemente, pure da remoto, i malati».
A disposizione, è stata la sponda del governatore Roberti, «ci sono finanziamenti per la sanità e per l’acquisto di tecnologie, compreso un robot. Sono sfide, ma vogliamo dare risposte, fare in modo che i pazienti restino fidelizzati, consentendo ai nostri medici di dimostrare le proprie capacità e competenze. Possiamo farlo collaborando e ascoltando».
Sulla stessa linea la struttura commissariale presente con il commissario Marco Bonamico e con il sub Ulisse Di Giacomo. Un lavoro, ancora una volta, di squadra, rilanciato dalla presenza e dagli interventi, fra gli altri, dell’assessore regionale alla Sanità Michele Iorio, del senatore Costanzo Della Porta e del direttore del dipartimento di Medicina dell’Unimol Germano Guerra.
In chiusura della cerimonia, l’omaggio del primario Rocchia al governatore Roberti (un quadro di Campobasso) e al dg Di Santo (un’immagine di Termoli).
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Capitale della cultura 2026, tutti a sostegno di Agnone
Compatti sul sostegno alla candidatura di Agnone a Capitale della cultura 2026, divisi sull’introduzione del secondo sottosegretario con la modifica dello Statuto presentata dal preidente Roberti.
Sul primo punto in agenda è filato tutto liscio. L’Assemblea ha infatti approvato all’unanimità la mozione sottoscritta dagli eletti già in maniera bipartisan illustrata dal primo firmatario Andrea Greco (5s) e sui cui si sono espressi in Aula Alessandra Salvatore (Pd), Roberto Gravina (5s), Fabio Cofelice (Noi moderati), Vincenzo Niro (Popolari), Massimo Romano (Costruire democrazia), l’assessore al Turismo Salvatore Micone e il presidente della giunta Francesco Roberti.
Con l’atto approvato, il Consiglio prende atto che, con il dossier dal titolo “Agnone 2026: Fuoco, dentro. Margine al centro”, la città di Agnone si è posizionata tra le dieci finaliste per la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2026, assicurando prestigio e riconoscibilità per l’intera regione Molise e producendo, nel contempo, significativi flussi turistici e economici. Quindi l’impegno al governatore affinché provveda: «A riconfermare e rilanciare, in prossimità dell’audizione prevista il 4 marzo
presso il ministero di Cultura, il sostegno istituzionale già espresso dalla Regione Molise alla candidatura della città di Agnone a Capitale Italiana della Cultura 2026; a supportare in trasparenza e con il massimo grado di coinvolgimento di tutte le comunità ed enti territoriali il percorso di condivisione e disseminazione regionale, nazionale e presso le molteplici comunità di molisani nel mondo il percorso e i contenuti del dossier di candidatura; a sostenere l’impegno della Regione a collaborare con il Comune di Agnone e l’Ats appositamente costituitasi a realizzare almeno parte delle importanti e interessanti attività previste da programma, considerandole una occasione di rilancio più complessivo di una importante strategia culturale e patrimoniale di valorizzazione del Molise».
Comune di Agnone, Regione, sindaci, Università, un lavoro di squadra, ha sottolineato il governatore: «C’è entusiasmo e consapevolezza di aver fatto tutto il possibile per la candidatura di Agnone». Lavoro, ha aggiunto, che «ha fatto comprendere come il Molise, quando si unisce, fa la differenza e, dopo questo progetto su cui abbiamo lavorato tutti insieme, possiamo e dobbiamo portare avanti altre iniziative finalizzate a far conoscere la nostra regione e i 136 Comuni, ognuno dei quali con la propria peculiarità, cultura, storia e tradizione».
Soddisfazione è stata espressa anche da Greco: «Il 4 marzo a Roma non ci sarà solo Agnone, bensì una intera regione a sostenere il progetto della cittadina alto molisana affinché diventi Capitale italiana della Cultura 2026. Un’opportunità straordinaria per una terra troppo spesso vilipesa, umiliata, sottovalutata».
L’idillio in Aula si è spezzato sul secondo punto in agenda. Dalle minoranze, Fanelli, Salvatore Greco, Facciolla, Romano e Gravina hanno evidenziato come l’esigenza di modificare lo Statuto e dare al presidente della giunta la possibilità di nominare non uno (l’incarico lo ricopre Niro) ma due sottosegretari (in pole position c’è l’esponente di FI Roberto Di Baggio) risponda «a logiche che non hanno a che fare con le esigenze dei cittadini ma con gli equilibri interni al centrodestra». Grave, hanno sottolineato, che lo Statuto venga piegato alle necessità dei partiti. «Quando sarà nominato Di Baggio – ha sottolineato il dem Facciolla – ognuno di voi (rivolto agli esponenti della maggioranza, ndr) avrà un incarico».
La proposta è composta di 16 articoli, ha respinto al mittente fra gli altri il presidente della I Commissione Roberto Di Pardo (Noi moderati), «non si può puntare il dito solo su quello dei sottosegretari». Viene istituzionalizzata anche la figura del consigliere delegato, torna il Tutore dei minori, ci sono norme di protezione e riconoscimento dei diritti degli animali. È necessario, ha concluso Di Pardo, cambiare lo Statuto anche per allineare le sue previsioni a quelle del regolamento. Ed evitare discrasie per cui il governatore, ad esempio, non viene annoverato fra i consiglieri.
ritai
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