Crisi idrica, manomessi gli impianti a Frosolone: indagano i Carabinieri

Episodio incommentabile, a Frosolone, che fa registrare forse uno dei momenti più bassi dell’emergenza idrica in atto: alle problematiche che già affliggono il paese in tema di carenza di acqua, al pari di ciò che sta accadendo in tanti altri centri della provincia pentra, si aggiunge l’ultimo increscioso caso denunciato direttamente dall’amministrazione comunale che ha comunicato ai cittadini di aver scoperto che qualcuno avrebbe manomesso i lucchetti degli impianti idrici, deviando il flusso del serbatoio dalla rete destinata alle frazioni Vallecupa, Sant’Anna, Teste, la Torre e Cerasito.
«Purtroppo allo scarso livello di acqua che ad oggi continuiamo a registrare nei noi serbatoi, il grave episodio di manomissione registratosi negli ultimi giorni non ha fatto altro che peggiorare la situazione e rendere ancora più difficile il rialzo del livello dell’acqua all’interno dei serbatoi – hanno spiegato dal Comune -. Pertanto, i nostri tecnici stanno facendo il possibile affinché il servizio venga ripristinato al meglio il prima possibile».
Un disagio enorme, quello causato dal gesto su cui indagano i Carabinieri, visto che al momento sono ignoti gli autori della manomissione.
Sul tema però lo stesso sindaco, Pasquale Rocco De Lisio, si è detto fiducioso di risolvere al più presto ogni disservizio: «Abbiamo una squadra organizzata che è pronta a intervenire subito ogniqualvolta si verificano dei disagi. Sono in contatto tutti i giorni con gli organi competenti».

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Lupi alla carica: ad Arezzo con 300 tifosi al seguito

Ci siamo. Il Campobasso è partito alla volta di Arezzo per la prima assoluta. Esordio tosto, ritorno tra i professionisti che i rossoblù non vogliono toppare. Anche perché in tribuna ci sarà la proprietà, con Matt Rizzetta e Nicola Cirrincione pronti a incitare e a dare la carica alla squadra allenata da Piero Braglia. Il tecnico non siederà in panchina per via della squalifica di una giornata da scontare come residuo della passata edizione dei playoff in cui fu squalificato. Ma ha le idee molto chiare su cosa non fare per portare a casa punti. Passando alla probabile formazione, l’undici di partenza dovrebbe essere schierato con un 4-3-1-2 che vedrà probabilmente Guadagno tra i pali, Mondonico e Bosisio al centro della difesa, sugli esterni Pierno e Celesia. Prezioso in cabina di regia favorito su Maldonado, Serra e Scorza mezzali con D’Angelo a ridosso delle punte Di Nardo e uno tra Faggioli e Forte. Indisponibili i centrocampisti Baldassin e Pellitteri oltre che l’esterno Bigonzoni e il difensore Mancini. Il match sarà arbitrato dal signor Andrea Migliorini della sezione di Verona assistito da Macchi di Gallarate e Daghetta di Lecco, quarto uomo Dini di Città di Castello. Massiccia la risposta da parte del pubblico rossoblù: tra i 250 e i 300 i sostenitori in terra toscana.
«Non sono uno di quelli che gioca sempre nella solita maniera – dice il trainer di Grosseto alla domanda sul modulo scelto per la trasferta toscana che sarà quasi sicuramente il 4-3-1-2 –. Se vedo un problema non mi importa di dire che gioco comunque come piace a me. Io mi adeguo ai giocatori, io sono qua per fare risultati non per impuntarmi su un modulo. Non ho problemi a cambiare schema, cerco di arrangiarmi a seconda del materiale. Penso di avere la squadra in mano, altrimenti già me ne sarei andato. I ragazzi ci seguono, vedo come lavorano. Poi sono sempre i risultati a parlare». Detta ancora con più precisione, per Braglia «il Campobasso ha i mezzi per fare un campionato importante, poi bisogna vedere le nostre caratteristiche che verranno fuori solo con l’inizio del campionato. Non dico che arriviamo tra i primi cinque, non sarebbe da persona intelligente, ma lo porteremo a termine in una certa posizione, tra qualche domenica vi dico anche dove. Un conto sono le amichevoli e la Coppa, un altro il campionato. Speriamo di trovare una bella sorpresa già ad Arezzo, ne abbiamo bisogno tutti. Faremo di tutto per fare una grande partita».
L’allenatore degli aretini Troise spiega che «le vittorie di Coppa ci danno autostima ma siamo consapevoli che dobbiamo alzare il rendimento sia individuale che collettivo. Sarà una prima di campionato importante perché giochiamo in casa, ci teniamo ad esordire bene, ma allo stesso tempo abbiamo un avversario da sfidare allenato da un tecnico esperto, per batterlo c’è bisogno di una partita notevole. A livello difensivo ci concederanno poco, cambieranno a livello offensivo, dunque è stata una settimana impegnativa».
Proprio contro l’Arezzo, i Lupi conquistarono nel 1983 per la prima volta nella storia la vetta della serie B. A decidere quella partita al vecchio Romagnoli fu un’incornata di D’Ottavio su cross perfetto di Tacchi. Brividi rossoblù.

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West Nile alle porte del Molise, misure di sorveglianza rafforzate

Una donna di San Salvo è ricoverata in ospedale a Pescara. È lei il primo probabile caso di infezione a West Nile in Abruzzo. A un passo dal Molise, anche meno. Durante la stagione estiva, poi, la località della costa abruzzese è piena di molisani che lì hanno la casa al mare o vi si recano in vacanza.
Naturale che l’allarme sia scattato anche al di qua del Trigno. Verifiche e sorveglianza sono scattate tempestivamente da parte delle istituzioni preposte – si legge in una nota dell’Asrem – e resta alta l’attenzione. Il dipartimento di Prevenzione, diretto dalla dottoressa Carmen Montanaro, sta monitorando la situazione, in particolare l’attività dei Comuni che, in queste circostanze, intensificano, secondo uno specifico calendario, le attività di disinfezione e disinfestazione. A Termoli, ad esempio, ne sarà eseguita un’altra.
Più mirato l’operato del servizio veterinario. «Il Molise – ha spiegato il direttore della Sanità animale Nicola Rossi – ha recepito e adottato il Piano di Prevenzione nazionale che prevede raggi di azione su tre filoni. Il primo prevede, in determinate aree (tre nella provincia di Campobasso, due in quella di Isernia) scelte in base a particolari condizioni geografiche e orografiche, ogni 15 giorni, da maggio a novembre, la cattura, con delle trappole, di zanzare, successivamente analizzate dall’Istituto Zooprofilattico per verificare la presenza del virus. Il secondo filone prevede la sorveglianza clinica sugli equini, mammiferi soggetti al contagio che potrebbero riportare patologie neuroinvasive. E infine il terzo, che viene invece gestito dalla Regione Molise attraverso l’Osservatorio Faunistico con la cattura di alcuni determinati uccelli riserva del virus. Più in generale può dirsi che attualmente, le Province molisane sono classificate, nel Piano nazionale arbovirosi, come aree a basso rischio di trasmissione».
La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo, precisano dall’Asrem. E chi li manifesta (febbre, mal di testa, sfoghi cutanei, vomito, linfonodi ingrossati, dolori muscolari) potrebbe riscontrarli anche dopo tre settimane. Effetti più gravi potrebbero riscontrarsi negli individui fragili. In un caso su mille si potrebbe arrivare a una encefalite letale.

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