Mese: Agosto 2024
L’annuncio 77 anni fa: l’ospedale di Agnone sarà realtà
Vive la stagione più difficile dalla sua nascita, ma al tempo stesso continua ad erogare servizi indispensabili per il territorio montano al confine con l’Abruzzo. È l’unico presidio ospedaliero della diocesi di Trivento che serve 40 Comuni nelle province di Isernia, Campobasso e Chieti per una popolazione di oltre 40.000 abitanti. Sulla carta ha guadagnato lo status di struttura di area particolarmente disagiata, ma nei fatti attende ancora l’atteso rilancio tanto sbandierato dai vari governi succedutosi in Regione. Parliamo del San Francesco Caracciolo che sotto la spinta del senatore Dc, Remo Sammartino vede la luce nel giugno del 1952 al servizio dell’alto Molise e dell’area abruzzese che, per antica tradizione, converge su Agnone, centro di commerci, di studi e di servizi civili. All’epoca dei fatti l’ospedale poteva contare su 52 posti letto. Oltre alla Chirurgia, il presidio poteva vantare di un gabinetto di Radiologia con materiale “prestato” dal dottor Armando Masciotra e un gabinetto di Analisi gestito dal dottor Camillo Carlomagno a cui sarà intitolato l’attuale Cenacolo Culturale francescano.
«Il nostro ambiente mancava del tutto di personale che potesse rispondere con professionalità alle esigenze del settore. Infatti bisognò attendere una decina d’anni per poter raggiungere traguardi allora impensati» racconta nel volume ‘Il Molise dalla ricostruzione allo sviluppo’, Remo Sammartino che ripercorre le tappe salienti di come si arrivò alla realizzazione dell’importante opera “sospiro inascoltato di generazioni”.
Fondamentale il lascito a fine ‘800 di Gaetano Piccione e Raffaele e Antonina Sammartino che donarono il suolo su cui l’ospedale sarebbe potuto sorgere. Tuttavia, malgrado il prezioso dono, si dovette arrivare al 1938, per vedere sorgere le prime mura per mano della Congrega di Carità (presidente Giuseppe Marinelli) che diede inizio all’infrastruttura. Dopodiché i lavori subirono un repentino stop dovuto alla Seconda guerra mondiale che imperversava nel Vecchio Continente. Appena terminato il conflitto il discorso fu ripreso da Sammartino che nel frattempo aveva iniziato a fare politica e assumere importanti ruolo a Roma.
«Il 12 agosto del 1947 – scrive nelle sue memorie il senatore Dc – sarebbe venuto in Molise il ministro dei Lavori Pubblici, Umberto Tupini, il quale che avrebbe dato il nome alla famosa Legge 5 agosto 1949, n. 589, grazie alla quale si poté avviare la ricostruzione materiale della Patria così che i Comuni poterono avviare programmi di servizi civili quali scuole, acquedotti, strade, asili d’infanzia. Per l’occasione – rimarca Sammartino – scrissi un articolo sul settimanale Il Popolo del Molise, di cui ero direttore, che faceva il quadro della nostra regione la quale piangeva le ferite della guerra terminata appena due anni prima. Seppi poi che il ministro se l’era letto tutto, durante il percorso da Campobasso a Termoli dove era atteso per una visita. In questa città, ebbi modo di avvicinarmi a lui. Mi fece la presentazione l’onorevole Michele Camposarcuno, deputato alla Costituente. Il ministro gli aveva espresso compiacimento per quello che aveva letto e ne volle conoscere l’autore. Fui felice dei complimenti ma più per l’amabilità che Tupini mi regalava. Mi chiese donde venissi. In breve quali cose urgenti si invocavano nella mia zona che nel programma della visita era stata esclusa. Mi venne subito in mente l’ospedale, i ruderi dei lavori iniziati dieci anni prima, l’ansia delle nostre popolazioni a vedere realizzato un sogno di generazioni e generazioni, il lascito di fondi, il dono dell’area, l’amarezza della realizzazione tradita. A questo punto il ministro chiama il provveditore alle Opere pubbliche di Napoli (Ambrosi De Magistris), presente fra le autorità. Mi fa in breve ripetere la esposizione del problema e poi dice al provveditore di autorizzare subito la erogazione dei soldi per la realizzazione dell’ospedale civile di Agnone, da prendersi sui fondi di cui alla legge a sollievo della disoccupazione. Col fiato in gola, corsi alla Posta di Termoli e spedii la notizia telegrafica al presidente della Congrega di Carità, cavaliere Giuseppe Camperchioli. Il giubilo fu grande».
Qualche giorno dopo da quella visita in riva all’Adriatico, dal provveditore alle Opere pubbliche arrivò la notizia secondo la quale venivano erogati 45 milioni di lire per il completamento dell’ospedale civile di Agnone. Si diede così avvio al completamento e alla vera costruzione dell’infrastruttura. «L’anno dopo venivo eletto deputato al Parlamento – scrive ancora Sammartino – e Tupini mi faceva dono della sua amicizia che coltivavo con gelosia e costanza. L’anno successivo spuntò fuori la nota di Legge, che passò con il suo nome; l’avevo votata pure io e su essa puntai per ottenere altri fondi, che bastassero per rendere funzionale l’ospedale. Nel frattempo il Comune di Agnone garantì il mutuo in favore della Congrega di Carità, mentre i nostri concittadini nelle Americhe concorsero alle spese per le attrezzature».
Nel 1977 l’ospedale si presentava con tutti i servizi essenziali, con personale paramedico adeguato ed era maturo per la capienza di oltre 150 posti letto.
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Dalla ciclabile alle strade: si sbloccano le risorse per diverse opere attese

Finalmente si sbloccano importanti risorse da destinare a piccole, ma fondamentali, opere cittadine: parola del sindaco, Piero Castrataro, che dopo il maxi assestamento di bilancio passato a maggioranza nell’ultima seduta di Consiglio comunale, è tornato sull’argomento per spiegare a cosa saranno destinate le somme liberate in queste settimane. Principalmente: sicurezza, sostenibilità e vivibilità, afferma il primo cittadino, che ha fatto un elenco di alcuni interventi che saranno realizzati. Elenco che l’assessore Umberto Di Giacomo ha definito come «un buon vademecum» per capire in che direzione sta andando l’amministrazione comunale.
In particolare, spiega il sindaco, 400mila euro serviranno per il rifacimento di strade, marciapiedi e segnaletica verticale ed orizzontale; 25mila euro per impianti di illuminazione stradale; 76mila euro, di cui 93mila di cofinanziamento comunale, per la realizzazione di un sistema di videosorveglianza; 300mila euro, di cui 150mila cofinanziati dalla Regione, per la costruzione di una pista ciclabile; 200mila euro per la messa in sicurezza dei fiumi Carpino, Sordo e Rava; 3 milioni e 200mila euro per l’efficientamento energetico del Centro diurno Alzheimer, per gli edifici scolatici San Giovanni Bosco e San Pietro Celestino oltre che per la piscina comunale; 485mila euro per il completamento della palestra che sorgerà a San Lazzaro; 15mila euro per ulteriori interventi presso il campo sportivo; 130mila per il rinnovo del parco mezzi della Polizia Municipale; oltre 200mila euro per la costruzione di loculi cimiteriali; 45mila euro per contributi da erogare a sostegno degli affitti a carico di persone bisognose; 20mila euro da usare per contributi a campus estivi.
«Prosegue, in questo modo, un’azione amministrativa improntata sulla concretezza, che si traduce in opere e servizi per la città e per i cittadini».
Intanto, questo giovedì – 8 agosto – sarà inaugurato un nuovo parco cittadino in via Toscanini, nel quartiere San Lazzaro. Per l’occasione, saranno presenti il sindaco, Piero Castrataro, e l’assessore ai parchi urbani, Umberto Di Giacomo. Un nuovo spazio all’aperto, a disposizione della cittadinanza, con scacchiere e tavoli da gioco/intrattenimento pronto per essere fruito grandi e piccoli residenti del popoloso quartiere isernino, ma non solo.
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