All’Unimol l’anno accademico parte col botto: il ministro della Salute alla cerimonia inaugurale

Sarà il ministro della Salute Orazio Schillaci a inaugurare l’anno accademico 2022-2023 dell’Università degli studi del Molise il 29 novembre prossimo. Un appuntamento cruciale perché cade nel momento clou della programmazione sanitaria del Molise (il piano operativo è in fase di valutazione al tavolo tecnico e da qualche giorno è stato sottoscritto il nuovo protocollo di collaborazione fra facoltà di Medicina, Regione e Asrem). La cerimonia alla presenza di Schillaci – che prima di entrare nel governo Meloni era rettore di Tor Vergata – è in programma alle 11 del 29 novembre nell’Aula Magna.
Il bollettino Covid
La 691esima vittima di Covid conteggiata dall’Asrem è un 77enne di Campobasso deceduto nel reparto di terapia intensiva del Cardarelli. Nell’area medica dell’ospedale si è registrato inoltre un nuovo ricovero. Il numero degli assistiti resta lo stesso rispetto a ieri, 7, sono tutti in malattie infettive.
I casi diagnosticati all’esito della refertazione di 432 tamponi (fra molecolari e antigenici) sono 81. Le negativizzazioni invece 15. I molisani alle prese con il virus, 4.455.
Anestesisti, finalmente una graduatoria capiente
Uno spiraglio per i reparti di anestesia e rianimazione degli ospedali molisani – alle prese con una cronica carenza di organico – arriva dall’approvazione della graduatoria del concorso a tempo indeterminato bandito a maggio dall’Asrem. Sono tutti idonei i 16 partecipanti (1 specialista e tutti gli altri specializzandi), il provvedimento firmato dal dg Oreste Florenzano dà mandato all’ufficio personale di contrattualizzarli. «Una bellissima notizia», ha commentato il manager. C’è da augurarsi che tutti accettino l’incarico comunque, anche perché i posti da coprire con la selezione erano 23 e nel frattempo la carenza è aumentata perché qualche altro anestesista ha lasciato il Cardarelli.

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Sanità, Regione e Unimol rafforzano il protocollo

L’obiettivo resta il policlinico universitario, opzione programmatica che al presidente Toma, oggi commissario della sanità, piaceva già qualche anno fa. «In programmazione economica gli obiettivi sono di tre tipi: correnti, possibili e ideali a cui tendere. Io ritengo che il policlinico sia un obiettivo possibile e vorrei lavorarci assieme al rettore Brunese e a tutta l’università». Ma per provare davvero a realizzare un impianto diverso del sistema sanitario regionale, in grado di risolvere stabilmente il problema della carenza di personale (soprattutto medico) e di innalzare il livello di assistenza con l’attivazione di un Dea di II livello, ci vuole una disponibilità finanziaria adeguata. È quindi un obiettivo, ma è possibile dopo l’uscita dal commissariamento.
Intanto ieri pomeriggio Toma ha firmato con il rettore dell’Università degli studi del Molise Luca Brunese il rinnovo del protocollo d’intesa che consente un’integrazione fra le funzioni didattiche, di ricerca e assistenziali. Un accordo che rafforza il rapporto fra le due istituzioni fino al 2025. «La novità più importante – ancora Toma – è l’ampliamento delle specializzazioni, degli ambiti di formazione e ricerca e di assistenza in cui l’università potrà intervenire. Abbiamo previsto tutto ciò che era possibile prevedere, chiaramente le attivazioni saranno scaglionate in relazione alle possibilità anche finanziarie che avremo e alla disponibilità dell’università. Ma c’è la voglia di fare di più e meglio».
Dall’intesa derivano iniziative diverse: dalla formazione con i tirocini degli studenti di Medicina e dei corsi per le professioni sanitarie, all’impiego dei medici universitari nei reparti degli ospedali dell’Asrem. Rispetto al precedente protocollo, firmato nel 2016, aumentano le unità operative in cui sarà possibile avere il supporto di camici bianchi dell’ateneo come dirigenti o anche come primari. Un soccorso più strutturato visto che la mancanza di personale è diventata una vera e propria emergenza. Fra i primi passi concreti dopo la firma di ieri, ha portato ad esempio il rettore, l’innesto di un ricercatore nel reparto di Ortopedia del Cardarelli il cui organico è al lumicino.
Il documento sottoscritto ieri pomeriggio nella sala Parlamentino di Palazzo Vitale ha ricevuto il parere favorevole dei due Ministeri affiancanti (Economia e Salute) che hanno definito i criteri di riferimento per il suo rinnovo, tra gli altri quello della messa a disposizione di posti letto per l’Università (per i tirocini).
«È un’intesa importante – ha detto Toma – perché in essa si articola la partecipazione dell’Università alla programmazione sanitaria regionale. L’Ateneo è una realtà solida e significativa per il territorio. Siamo convinti dell’importanza di una collaborazione sempre più proficua con il rettore Brunese e con tutta la struttura – ha proseguito – Il protocollo definisce sia le modalità di integrazione tra funzione didattica, formativa e di ricerca dell’Università e funzione assistenziale, sia l’apporto del personale dirigente del servizio sanitario alle attività formative dell’Università. È un’opportunità che, insieme, vogliamo sfruttare nel miglior modo possibile.
Entrando più nel dettaglio ha aggiunto: «L’integrazione tra l’attività didattica e di ricerca del dipartimento di Medicina e l’attività assistenziale si realizza, prioritariamente, nei presidi ospedalieri dell’Asrem. Il Cardarelli di Campobasso costituisce la struttura di riferimento dell’Università per le attività assistenziali essenziali allo svolgimento della didattica e della ricerca di Medicina, che potranno tuttavia essere svolte in tutti i presidi ospedalieri ed ambulatoriali dell’azienda sanitaria. I docenti e i ricercatori potranno, eventualmente, integrare le attività di didattica e di ricerca con quelle assistenziali anche presso strutture private accreditate con il sistema sanitario regionale, solo per quei settori per i quali sia verificata l’assenza di disponibilità di strutture assistenziali all’interno dell’Asrem».
L’intesa con la Regione, ha osservato il rettore Brunese, «pone, innanzitutto, le basi per la messa in sicurezza del corso di laurea in Medicina che conta 120 posti disponibili all’anno, di cui oggi circa il 45% di fuori regione. È un dato, quest’ultimo, che rappresenta una risposta importante da parte dei non molisani. Il protocollo apre, inoltre, una vera porta per le scuole di specializzazione, oggi unica vera possibilità per lo sviluppo della sanità regionale. Nei quattro anni della specializzazione attraverso le borse di studio i medici, già disponibili per il servizio sanitario regionale, sono pagati dal Ministero dell’Università e non dall’azienda sanitaria, altro aspetto rilevante. Quando ho disegnato questa filiera – ha aggiunto – l’obiettivo di lungo termine era quello di poter contare su 40/50 medici in più, pagati dal Ministero, a disposizione della sanità molisana. Un obiettivo che vogliamo raggiungere e che costituisce una base importante affinché almeno 10 o 15 di questi medici, ogni anno, possano completare il loro percorso attraverso l’Asrem. Altra prerogativa del Protocollo è che, in virtù della sua articolazione molto ampia, e forte del rapporto sinergico tra Università e Regione, esso potrà rendere più attrattive le facoltà e le professioni sanitarie nel territorio molisano, perché migliorando il sistema sanitario – ha concluso Brunese – il Molise potrà essere più forte e competitivo».

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Barbieri resta dg dell’Università: conferma unanime del Senato

Valerio Barbieri è stato confermato direttore generale dell’Università del Molise. Nella seduta di ieri, su proposta del rettore Brunese, il Cda gli ha conferito di nuovo all’unanimità l’incarico fino al 30 aprile 2027 previo parere del Senato.
L’unanime riconferma espressa dagli attuali organi di governo, nella rinnovata composizione, rappresenta una chiara testimonianza del livello di qualità del lavoro avviato sin dal 2016 e dei risultati raggiunti nel corso dei suoi precedenti mandati. Continuità e solidità manageriale, dunque sottolineano da via de Sanctis, per affrontare le nuove sfide all’orizzonte.
«La scelta di proporre la conferma dell’incarico di direttore generale al dottor Valerio Barbieri anche per il prossimo quadriennio – ha spiegato il tettore Luca Brunese – è legata al bisogno di dare continuità all’eccellente lavoro svolto in tutti questi anni, caratterizzati, peraltro, da una lucida e proficua azione di superamento delle diverse criticità, non ultime quelle derivate dalla pandemia, e della straordinaria capacità di rendere operative in pochissimo tempo le strategie messe in essere dagli organi dell’Ateneo. Competenza e professionalità sono i valori maturati nel corso di più di 25 anni di carriera amministrativa e dirigenziale e a disposizione dell’Ateneo», ha concluso Brunese.
Barbieri ha ringraziato il rettore e i componenti del Cda e del Senato per il rinnovo della fiducia «non solo nella mia persona, ma verso tutto l’operato del personale tecnico-amministrativo che mi ha accompagnato in questi anni con professionalità e dedizione al lavoro. È un senso di responsabilità e di appartenenza che quotidianamente continuerò a perseguire con la consapevolezza di condividere passione ed entusiasmo con l’insostituibile contributo di professionalità della componente amministrativa e con il prezioso supporto del corpo docente e della comunità studentesca. È quest’ultima, d’altronde, la ragion d’essere del nostro operato».

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