Incidente lungo la statale 85. Nessun ferito grave, lunghe code e rallentamenti

Ore di inferno per gli automobilisti che ieri, intorno alle 9.30, transitavano lungo la statale 85 Venafrana, all’altezza del cementificio di Sesto Campano. Anche per via delle alte temperature, la situazione è diventata molto preoccupante a causa di un incidente che ha visto coinvolte due autovetture, che viaggiavano verso Napoli, e un Tir, che procedeva in direzione Molise. Tre i feriti, sul posto l’ambulanza del servizio 118, Carabinieri e Polizia stradale.
Si era diffusa la voce che il Tir trasportasse materiale radioattivo, finito a causa dell’impatto sulla carreggiata. A quel punto sono state attivate le procedure del caso con l’intervento delle forze dell’ordine e dei mezzi speciali. Dai controlli è risultato che l’autoarticolato trasportava sostanze radioattive solide e non liquide. E il carico non aveva subito danni, dunque, nessuna fuoriuscita di materiale pericoloso.
L’incidente, avvenuto proprio all’imbocco della trafficatissima Variante di Venafro, ha causato lunghe code e tanto nervosismo tra gli automobilisti già costretti ad estenuanti rallentamenti lungo la statale per via dei lavori in corso.
Per fortuna, l’incidente non ha avuto gravi conseguenze. I feriti sono stati medicati sul posto senza che ricorressero le condizioni per il trasporto presso l’ospedale di Isernia.
Tutto è ritornato alla normalità nel giro di qualche ora, grazie anche al lavoro delle forze dell’ordine che hanno facilitato il transito degli automobilisti in entrambe le direzioni. Ma ancora una volta si ripropone la pericolosità del tratto di strada che porta da Venafro verso Sesto Campano, precisamente un centinaio di metri prima del cementificio. Un punto dove non sempre si rispettano le regole del Codice della strada, con inevitabili conseguenze.

M.F.

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Sesto Campano, furti di attrezzi agricoli e prodotti alimentari

Serie di furti la scorsa notte a Sesto Campano. I ladri hanno agito in diverse zone tra Sesto basso e la popolosa frazione di Roccapipirozzi facendo razzia di beni alimentari, olio, gasolio e soprattutto attrezzi agricoli.
In una contrada periferica di Roccapipirozzi bassa, i malviventi, durante la notte, hanno preso di mira le abitazioni private riuscendo a portare via anche un grosso quantitativo di carburante agricolo. I proprietari, che dormivano nelle loro case a pochi metri di distanza, non si sono accorti di nulla.
L’ipotesi è che i ladri abbiano raggiunto la zona dopo aver effettuato diversi sopralluoghi, studiato ogni mossa e aver intuito le abitudini dei proprietari.
Per portare via la refurtiva molto probabilmente si sono serviti di camioncini nascosti in modo tale da poter scappare in qualsiasi momento. I ladri, dopo aver fatto razzia, si sono dileguati. Solo il mattino successivo gli abitanti si sono resi conto di essere stati derubati e hanno proceduto a presentare denuncia alla locale stazione dei carabinieri.
Negli ultimi tempi, a quanto pare, sono aumentati in tutta la zona i furti in tenute agricole. Il sospetto è che si tratti di professionisti e non di ladri improvvisati. Su questo punto le indagini dei Carabinieri di Sesto Campano sono ancora in corso.
In questo periodo di precarietà economica i furti aumentano, ma quando i ladri si introducono nelle case per fare razzia di alimenti, occorre riflettere. Anche sulla difficile situazione socio-economica di tante famiglie.
Intanto a Roccapipirozzi i residenti hanno paura e tornano a chiedere maggiori controlli sul territorio da parte delle forze dell’ordine, soprattutto nelle ore notturne.
Chiedono il passaggio di pattuglie dei Carabinieri per scoraggiare i malintenzionati e dare la sensazione della presenza dello Stato anche in periferia. Al sindaco di Sesto Campano chiedono di fare qualcosa di concreto per aumentare il livello di sicurezza del paese, soprattutto nelle frazioni lontane dal centro come Roccapipirozzi.
Qualcuno pensa anche di organizzare delle ronde notturne nel caso in cui dovessero ripetersi altri furti.
M.F.

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Castel San Vincenzo, due milioni di euro per l’area archeologica

Due milioni di euro per il restauro dell’area archeologica di San Vincenzo al Volturno. Lo ha reso noto ieri pomeriggio il ministro Franceschini.
«Il Piano Strategico Grandi Progetti Culturali – le parole del ministro – si arricchisce di 28 nuovi progetti e acquisizioni in tutta Italia, con risorse aggiuntive per ulteriori 106 milioni di euro che verranno destinati al recupero e alla valorizzazione di monumenti e siti archeologici, oltre che all’avvio della digitalizzazione degli archivi audiovisivi della Rai. Prosegue così quell’impegno forte e deciso del ministero della Cultura nei confronti del patrimonio culturale nazionale che costituisce ormai un dato consolidato dell’azione di governo e una leva fondamentale della politica economica italiana».
Il Piano Strategico Grandi Progetti Culturali è stato istituito con il DL 83 del 2014. Per il 2023 sono stati stanziati 106 milioni di euro per interventi sul patrimonio culturale e all’acquisizione di beni immobili al patrimonio dello Stato.
Grazie a questo stanziamento, verranno destinati 2 milioni di euro alla prosecuzione del restauro e alla valorizzazione dell’area archeologica di San Vincenzo al Volturno e al miglioramento dei servizi offerti al pubblico. In particolare – informano dal Ministero – il progetto prevede il consolidamento e restauro delle murature e degli elementi architettonici dell’intero sito, il restauro delle pavimentazioni in cotto e lapidee del complesso monastico, il restauro delle superfici pittoriche in situ, lo studio dei frammenti, la possibile ricostruzione ed eventuale ricollocazione o musealizzazione.
Il complesso – aggiungono dalla segreteria di Franceschini – sarà dotato di biglietteria, di una piccola sala polifunzionale per presentazioni e mostre, di servizi per l’accoglienza, di spazi dedicati alla multimedialità e all’approfondimento. L’intervento focalizzerà l’attenzione sulla conoscenza e accessibilità dell’enorme patrimonio archeologico disponibile nei depositi. Si procederà ad una campagna di ricognizione, digitalizzazione, restauro e ricomposizione dell’eterogeneo materiale archeologico disponibile, in primis per la conservazione, ma principalmente per renderlo fruibile agli studiosi e al pubblico. La possibilità di accedere ai depositi, dopo averli opportunamente ristrutturati ed adeguati anche dal punto di vista impiantistico, rappresenta oggi una modalità di fruizione del patrimonio culturale sempre più richiesta e capace di migliorare anche l’esperienza di visita.

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